San Pietroburgo, 25 settembre 2026 – Il presidente Vladimir Putin ha parlato al XII Forum Internazionale delle Culture Unite a San Pietroburgo.

Vladimir Putin: Cari colleghi, amici! Signore e signori!

Sono lieto di dare il benvenuto a San Pietroburgo ai partecipanti e agli ospiti del Forum internazionale delle culture unite.

Quest’anno il forum si svolge all’insegna del motto «Culture unite – valori comuni». Questo concetto e i suoi significati intrinseci risuonano con la storia della nostra Capitale del Nord e con i temi dell’Anno dell’unità dei popoli della Russia, che celebriamo quest’anno.

L’architettura di San Pietroburgo, i suoi musei e teatri, i viali e le piazze riflettono la capacità della cultura di intrecciare e arricchire armoniosamente le tradizioni, le visioni del mondo e le scuole creative più diverse, e l’Anno dell’unità dei popoli della Russia sottolinea, ricorda e proclama il valore duraturo della diversità e dell’armonia.

Il nostro Paese si è storicamente sviluppato come spazio di interazione tra popoli, lingue e costumi. Per noi, l’unità non è uniformità, ma coesione costruita sullo sviluppo attento e distintivo di ogni popolo, di ogni gruppo etnico.

La cultura gioca un ruolo chiave in questo processo, così come nel nostro mondo complesso, con i suoi conflitti, le profonde trasformazioni tecnologiche e sociali e la competizione tra i paesi. La cultura è anche capace di costruire ponti tra le persone al di là di ogni contraddizione, fungendo da mezzo di comunicazione e dialogo cruciale e indispensabile laddove i legami politici ed economici sono congelati o bloccati a causa di contraddizioni, sanzioni e restrizioni di vario genere.

 

 

Tale resilienza ai fattori esterni è in gran parte dovuta alle qualità che contraddistinguono le figure culturali. Cari amici, signore e signori! Mi riferisco al vostro impegno per l’etica professionale, alla vostra consapevolezza che la vera arte – sia classica che contemporanea – appartiene a tutti, e che i valori condivisi non sono un’unificazione di opinioni, ma piuttosto punti di riferimento: dignità, famiglia, memoria storica, creatività e lavoro costruttivo. Essi definiscono le norme del nostro modo di parlare e di rispettare gli interessi altrui.

Ritengo fondamentale l’inclusione di una sezione dedicata ai giovani nel programma del forum. Le giovani generazioni non sono solo il futuro, ma anche il presente della cultura. Sono loro che oggi creano nuovi linguaggi artistici, affinano le tecnologie e ripensano le tradizioni. Sono convinto che le loro voci debbano essere ascoltate alla pari di quelle di maestri affermati ed esperti.

Soprattutto perché molte delle tematiche discusse al forum – innovazione e inclusività, ad esempio – vengono affrontate efficacemente da gruppi di giovani. Nel complesso, contribuiscono a far sì che la cultura rimanga uno spazio in cui il dialogo tra paesi e popoli non si interrompa, ma acquisisca nuovi strumenti per la sua continuità. È proprio grazie alla partecipazione dei giovani che sono nati e si stanno sviluppando attivamente i moderni formati di interazione culturale: mostre museali virtuali, programmi educativi e stage online e spazi creativi digitali.

È particolarmente prezioso che tutto ciò renda lo scambio culturale internazionale più flessibile e accessibile, ampliando il contesto artistico e scientifico e contribuendo a trovare un terreno comune anche laddove sembrano esserci più divergenze che punti in comune.

Naturalmente, la cooperazione culturale si sta sviluppando anche nei formati tradizionali. Le leggendarie «Stagioni russe», gli anni di scambio interculturali e le Giornate della cultura spirituale russa riscuotono grande successo in diversi paesi. I nostri solisti ed ensemble partecipano ai principali festival e concorsi internazionali e le città russe accolgono con grande ospitalità artisti internazionali in tournée.

Vorrei inoltre menzionare un’iniziativa molto importante, che sta acquisendo slancio e qualità: l’Accademia Cinematografica Eurasiatica e il premio «Diamond Butterfly» nell’ambito dei BRICS.

Infine, vorrei sottolineare la continuità degli scambi tra i teatri scolastici. Questa esperienza formativa completa insegna ai bambini a lavorare in squadra, ad ascoltare il proprio partner e li introduce alla ricchezza della letteratura e del teatro mondiale, nonché al patrimonio umanitario dei diversi popoli del mondo.

Cari amici!

La Russia è sempre aperta alla più stretta collaborazione possibile in ambito culturale, e offre anche le sue pratiche più efficaci, come la «Carta Pushkin». Lasciate che vi spieghi brevemente di cosa si tratta.

Questo programma consente ai nostri giovani dai 14 ai 22 anni di visitare musei, proiezioni cinematografiche, teatri e concerti con il sostegno dello Stato, ovvero gratuitamente. In questo modo, integra la cultura nella vita quotidiana di studenti e universitari, offrendo loro l’opportunità di comprenderla e apprezzarla attraverso l’esperienza diretta.

Siamo pronti a condividere queste iniziative, soprattutto perché il modello digitale della «Carta Pushkin» può essere facilmente adattato ad altri Paesi. Il valore nominale, i limiti di età e l’elenco delle istituzioni possono essere modificati, mantenendo il principio dell’accesso diretto alla cultura e della libertà di scelta.

Un altro esempio sono i centri culturali e le biblioteche mobili. Permettono agli abitanti di piccole città, zone rurali e isole di rimanere aggiornati sul panorama culturale attuale.

Vorrei inoltre porre l’accento su iniziative che rendono il patrimonio culturale comprensibile e realmente fruibile nel senso più letterale e personale del termine. Tra queste, il progetto su larga scala «Anima della Russia», che mira a preservare e sviluppare le arti e i mestieri popolari attraverso l’arte contemporanea e le industrie creative, così come i festival di cultura etnica che, oltre a concerti e mostre, offrono masterclass su antichi mestieri e cucine nazionali, nonché spettacoli interattivi con la partecipazione del pubblico.

Vorrei anche evidenziare i progetti che creano archivi digitali di storie locali, dove vengono raccolti e resi accessibili al pubblico ricordi orali, fotografie e documenti degli abitanti di piccole città, villaggi e piccoli centri. Tali iniziative sono spesso avviate da musei e biblioteche locali con il supporto di volontari e storici del luogo. Il risultato è una storia viva e vibrante, non un paragrafo, a volte noioso, in un libro di testo, ma le vicende di persone specifiche che plasmano il destino di città, regioni e, in definitiva, dell’intero Paese.

Tali archivi possono diventare uno strumento importante per la conservazione del patrimonio immateriale globale, dando voce a coloro le cui storie rimangono escluse dalla narrazione globale.

Tutti questi esempi si basano su reali esigenze sociali, operano a vari livelli, dall’esperienza individuale alle politiche sistemiche, e possono essere interessanti e utili per tutti i paesi e i popoli.

Il punto chiave è che tutte le iniziative sono a lungo termine. Abbiamo una Strategia di politica culturale statale fino al 2030. Parallelamente, si stanno elaborando strategie per lo sviluppo dei settori culturali. Queste sono già state avviate nelle biblioteche e nelle industrie creative. Sono in fase di preparazione anche strategie per lo sviluppo dei settori archivistico, teatrale e museale.

Attribuiamo grande importanza alla formazione del personale. Oggi abbiamo bisogno di registi, curatori, educatori museali, drammaturghi e manager che comprendano l’arte, il pubblico contemporaneo e abbiano una profonda conoscenza della tecnologia.

La formazione culturale di base in Russia è tra le migliori al mondo: possiamo affermarlo con orgoglio e franchezza. Le nostre scuole di teatro e accademie d’arte, istituti culturali e conservatori hanno formato e continuano a formare direttori d’orchestra, registi, storici dell’arte e artisti di altissimo livello. Sono accolti con entusiasmo dalle compagnie, orchestre e musei più rinomati al mondo.

Attualmente stiamo lavorando per integrare la formazione classica con le nuove tecnologie. Piattaforme digitali per la promozione di spettacoli e film, mostre virtuali e strumenti per la gestione dei big data nel settore del patrimonio culturale: tutto ciò completa e amplia significativamente gli orizzonti dell’arte, e il nostro obiettivo e compito è quello di rendere tradizione e tecnologia alleate, di combinarle.

In conclusione, vorrei sottolineare che tutti questi ambiti – dalla «Carta di Pushkin» che ho appena menzionato allo sviluppo di infrastrutture creative, dai teatri scolastici agli scambi internazionali – sono uniti da un principio: costruiamo la cultura non come un privilegio, ma come un diritto e un’opportunità per tutti, e siamo aperti alla condivisione delle nostre esperienze e all’apprendimento, e, naturalmente, all’apprendimento dagli altri. Perché i valori condivisi non sono una dichiarazione, ma una pratica: quotidiana, meticolosa e viva.

Il Forum Internazionale delle Culture Unite è una delle piattaforme chiave per questa pratica. Credo che la sua edizione annuale sia estremamente importante. La discussione qui si concentra sempre su questioni specifiche e urgenti, e il dialogo sostanziale tra figure culturali affermate ed emergenti, insieme alle idee e alle soluzioni che elaborano, dovrebbe essere accessibile alla più ampia cerchia possibile di specialisti del settore.

Naturalmente, dobbiamo raccogliere e documentare le iniziative di successo. Dobbiamo creare una sorta di banca dati per i progetti futuri, pubblicando in un’unica risorsa informativa le trascrizioni e le registrazioni video dei panel di discussione del forum, i commenti e le interviste dei partecipanti e degli ospiti – i vostri commenti, in altre parole, sono per noi molto necessari e importanti. Dobbiamo preparare pubblicazioni cartacee pertinenti che saranno poi distribuite alle regioni russe e ai nostri partner internazionali.

Il vostro forum, signore e signori, si è affermato da tempo nella comunità professionale internazionale e i suoi risultati sono molto richiesti. Sono fiducioso che continuerà a promuovere valori condivisi e a rafforzare la comprensione reciproca tra paesi e popoli.

Vi auguro un lavoro proficuo, discussioni e incontri interessanti. E, naturalmente, ispirazione creativa, che sono sicuro vi verrà fornita dal concerto di oggi e dalle esibizioni dei vostri colleghi – brillanti maestri delle arti.

Grazie mille per l’attenzione.

(Fonte: www.kremlin.ru)