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Agosto '17

A proposito di relazioni interortodosse. Il Patriarca Kirill visita la Grecia e il Monte Athos


Il presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca, metropolita Hilarion di Volokolamsk, che è anche rettore della Scuola di dottorato e alti studi teologici dei «Santi Cirillo e Metodio» e presidente della Commissione sinodale biblico-teologica, ha tenuto una lezione agli studenti dell’Accademia Teologica di Mosca, la più antica istituzione edicativa della Russia, sul tema «Le relazioni interortodosse allo stato attuale».
L'incontro si è svolto l'11 dicembre 2013, presso la sede dell'Accademia Teologica a Sergiev Posad, nella Laura della Santa Trinità di San Sergio, centro spirituale della Chiesa russa.
All’ingresso dell’edificio, vladyka Hilarion ha incontrato il rettore dell’Accademia, arcivescovo Evgenij di Vereja, il vicerettore per il lavoro scientifico e teologico, arciprete Aleksandr Zadornov, il vicerettore per il lavoro educativo, igumeno Vassian Zmeev, e gli studenti.
Il presidente del Decr ha iniziato la lezione dichiarando che attualmente le relazioni interortodosse hanno uno sviluppo tendenzialmente positivo. «La Chiesa ortodossa russa è una delle Chiese ortodosse locali e svolge il suo ministero in comunione con le altre Chiese ortodosse, - ha ricordato il docente. - L’attuale struttura di governo della Chiesa ortodossa si è sviluppata su scala universale nel corso di molti secoli ed è il risultato di uno lungo sviluppo». Allo stesso tempo, il metropolita Hilarion ha parlato di un certo numero di questioni in sospeso, che persistono oggi, a livello pan-ortodosso e nelle relazioni bilaterali tra le singole Chiese locali.
Sua Eminenza ha anche parlato delle celebrazioni in ambito interortodosso, svoltesi nel 2013. Tra questi, il 1025° anniversario del Battesimo della Rus’ e il 1700° anniversario dell’Editto di Milano. Le prime hanno riunito a Mosca, Kiev e Minsk i capi e i rappresentanti di tutte le Chiese ortodosse, delle quali nove sono state rappresentate dai propri Primati. «Questo evento è stato di grande importanza per l’interazione tra le Chiese ortodosse e, in particolare, per il fatto che alcune Chiese hanno cambiato recentemente i propri Primati, - ha detto il metropolita Hilarion. Essi hanno avuto la possibilità di comunicare tra loro. E quelli che non hanno potuto partecipare, hanno inviato un messaggio fraterno al Primate della Chiesa ortodossa russa».
I partecipanti alle celebrazioni del 1025° anniversario del Battesimo della Rus’ hanno visto i risultati della rinascita spirituale che si è verificata negli ultimi venticinque anni nel territorio canonico della Chiesa ortodossa russa. «Queste celebrazioni hanno sottolineato il carattere multinazionale unico della nostra Chiesa, che non è solo la Chiesa della Federazione Russa, ma è anche la Chiesa dell’Ucraina, della Bielorussia e di altri Paesi, che noi definiamo con il termine di Santa Rus’», - ha affermato l’arcipastore, sottolineando che le celebrazioni giubilari hanno confermato che la Santa Rus’ continua a vivere come un unico organismo che esiste oltre i confini nazionali e politici e unisce tutte le persone, la cui tradizione ecclesiale risale al principe Vladimir e al fonte del Dnepr.
Quest’anno ha segnato un’altra data importante - il 1700° anniversario dell’Editto di Milano, che ha dato inizio a una nuova era dell’Europa cristiana. Niš, la città natale dell’imperatore Costantino, uguale agli Apostoli, e Podgorica sono divenute i centri delle celebrazioni ortodosse, durante le quali un gran numero di Primati e rappresentanti delle Chiese locali hanno avuto l’opportunità di pregare insieme. Le celebrazioni sono state presiedute da Sua Santità il Patriarca Bartolomeo di Costantinopoli. Oltre ai momenti di culto, sono stati tenuti incontri bilaterali, in particolare, tra i Primati delle Chiese di Costantinopoli e di Russia.
L’anno che sta per concludersi è stato segnato anche dalla visita del Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill alla Chiesa ortodossa greca e al Santo Monte Athos. La Chiesa russa ha visto le visite ufficiali di Sua Beatitudine il Patriarca di Gerusalemme Teofilo e di Sua Santità il Patriarca serbo Ireneo.
Nel concludere la lezione, il metropolita Hilarion ha parlato in dettaglio dei preparativi del Concilio Panortodosso, che sono iniziati nel 1961. Il presidente del Decr ha accennato ai problemi che si prevede di sottoporre all’esame del Concilio, rilevando la necessità di aggiornare un certo numero di argomenti. In particolare, vladyka ha fatto riferimento alla persecuzione dei cristiani in Medio Oriente., come appello comune.

Visita in Grecia e Monte Athos
La visita nella Repubblica ellenica dall’1 al 7 giugno 2013 di Sua Santità il Patriarca Kirill si è svolta su invito di Sua Beatitudine l’Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia Girolamo II e del Sacro Sinodo della Chiesa ortodossa ellenica e ha rafforzato i rapporti tra le due Chiese, che risalgono a oltre un migliaio di anni fà. «Dalla vostra Chiesa noi abbiamo ricevuto i santi isoapostoli Cirillo e Metodio, che hanno dato inizio alla nostra scrittura, - ha detto Sua Santità incontrando i giornalisti al suo arrivo nella terra dove l’apostolo Paolo ha iniziato la sua missione. «Da allora, nel corso dei millenni si è sempre svolto uno scambio culturale e spirituale tra la Russia e la Grecia», - ha dichiarato il Primate, rilevando «il ruolo importante svolto dalla Grecia nella cristianizzazione della Rus’ e dalla Russia nella liberazione della Grecia dal giogo ottomano. Per questo, - ha aggiunto Sua Santità Vladyka - noi siamo uniti dalla comune lotta per la libertà e l’indipendenza. E oggi siamo uniti ancora di più».
Con queste parole il Primate della Chiesa russa ha iniziato la sua visita nella «culla della civiltà occidentale» e, accompagnato dall’Arcivescovo Girolamo, si è recato nel tempio del Santo Martire Dionigi l’Areopagita, nel quartiere Kolonaki di Atene, dove ha tenuto un servizio di preghiera e ha incontrato la comunità locale.
Nel proseguire la visita nella «terra di Omero», il Patriarca ha celebrato la Divina Liturgia nella chiesa di San Panteleimon, nella capitale greca, insieme al Primate della Chiesa ellenica.
«L’amato confratello e concelebrante presso il trono di Dio», Sua Santità il Patriarca Kirill, è stato insignito del più alto riconoscimento della Chiesa ortodossa ellenica, la Gran Croce dell’Apostolo Paolo, nel corso della riunione del Sacro Sinodo presso il monastero di Petraki. Alti premi sono stati assegnati anche ai membri della delegazione russa, che accompagnavano Sua Santità il Patriarca nella terra del Peloponneso, la culla della civiltà micenea, teatro delle guerre tra Atene e Sparta e della spartizione dell’Impero di Bisanzio dopo la caduta di Costantinopoli durante la IV Crociata (1204).
L’incontro con il presidente greco Karolos Papoulias e il primo ministro Antonis Samaras ha visto uno scambio di opinioni sulla storia dei rapporti tra i due Paesi e sull’importanza dei pellegrinaggi per lo sviluppo delle relazioni fraterne. Il Primate della Chiesa ortodossa russa ha sottolineato la profonda comunione che c’è tra i popoli russi e greci: cambiano i regimi, il sistema politico, la situazione geopolitica evolve, ma le relazioni tra i due Paesi sono sempre state buone, anche durante la «guerra fredda». «Questo significa che c’è qualcosa che unisce saldamente i nostri popoli e i nostri Paesi. E non è altro che la nostra fede ortodossa».
Il presidente Papoulias ha conferito a Sua Santità la più alta onorificenza dello Stato, la Gran Croce dell’Ordine al Merito.
Nella capitale della Repubblica ellenica, sede dell’antica accademia di Platone e del liceo di Aristotile, ma anche della nascita della prima democrazia al mondo, il Patriarca ha visitato il centro caritativo «Apostoli» e numerosi templi, tra cui la chiesa cattedrale in costruzione in onore della Madre di Dio «Panaghìa Sumela» in Akharnon, dove ha donato alla locale comunità russa l’icona di San Serafino di Sarov.
A Salonicco, l’antica Tessalonica, dove il santo apostolo Paolo fondò una delle prime comunità cristiane in Europa, città natale dei santi isoapostoli Cirillo e Metodio e da oltre mille anni ponte tra il mondo greco e slavo, Sua Santità il Patriarca Kirill ha pregato e si è inchinato dinanzi alle reliquie di San Gregorio Palamas, arcivescovo di Tessalonica e difensore della teologia esicasta. Nella Cattedrale dedicata a questo Padre della Chiesa, del quale si fa memoria nella seconda Domenica della Grande Quaresima, detta appunto «Domenica di San Gregorio Palamas», il Primate della Chiesa russa ha ricordato il 1150° anniversario dell’inizio della missione dei Santi Cirillo e Metodio, che è stato celebrato nel 2013, e «l’opera compiuta dai santi fratelli di Tessalonica, che non può essere sottovalutata, perché non solo hanno educato gli slavi alla luce della verità di Cristo, ma hanno anche posto le basi della civiltà cristiana dei popoli slavi».
«Per la coscienza religiosa russa la vostra città - Salonicco- è strettamente collegata al nome di un santo molto venerato in Russia, san Demetrio, - ha detto, inoltre, Sua Santità Vladyka -. Il culto di questo santo nella nostra nazione è iniziato subito dopo il Battesimo della Rus’ 1025 anni fà e il primo tempio a Kiev e a Vladimir è stato dedicato al grande martire Demetrio di Tessalonica. Nella Chiesa ortodossa russa sono onorati altri grandi santi di Salonicco, in particolare, i grandi predecessori della sede episcopale di Tessalonica, i santi Anisii, Simeone, Gregorio Palamas, e Nicola Cabasilas». E non solo.
Secondo il Patriarca Kirill, «la vostra città ha anche un ruolo importante nella vita contemporanea in Grecia e in tutta l’Europa con l’Università di Salonicco, dove studiano presso la facoltà teologica giovani ortodossi provenienti da diversi Paesi, tra cui Russia, Ucraina e altri Paesi che fanno parte della giurisdizione canonica della Chiesa ortodossa russa».
Dalla città di Salonicco, Sua Santità si è imbarcato per il Monte Athos. Nel capoluogo della piccola Repubblica monastica, Karyes, il Primate della Chiesa russa ha visitato il centro amministrativo e nel tempio del Protata, dedicato alla Dormizione della Madre di Dio, ha tenuto un servizio di preghiera e ha incontrato i membri della Santa Epistasia della Santa Montagna e il governatore dell’Athos A. Kazmiroglu.
Nella Cattedrale dell’Intercessione della Madre di Dio del monastero russo di San Panteleimon, Kirill ha celebrato la Divina Liturgia, si è inchinato dinanzi ai santuari del monastero, ha visitato il mulino, luogo di lavoro di San Silvano dell’Athos, e gli edifici restaurati del monastero, poi ha pregato per i fratelli defunti.
Il Primate della Chiesa ortodossa russa ha poi visitato la Grande Lavra di Sant’Atanasio dell’Athos, i monasteri di Iviron, di Cristo Pantocratore, Zograph, Chilandari, Vatopedi, le skite di Sant’Elia, Sant’Andrea, Xilurgu e del vecchio Russik, dove ha visionato i lavori di restauro.
Di ritorno nella penisola Calcidica, il Patriarca Kirill si è recato nella metropolia di Veria, dove ha preso parte all’inaugurazione del monumento all’apostolo Paolo. Nell’antico monastero della Panagia di Dovre (XII secolo), dedicato alla Dormizione della Madre di Dio, ha benedetto la campana della chiesa in costruzione in onore di San Luca di Simferopol e Crimea.
«Quando si arriva al Monte Athos si comprende l’importanza del monachesimo per tutta la Chiesa ortodossa. La penisola dell’Athos rappresenta, in senso figurato, la penisola di Bisanzio, di ciò che rimane dell’Impero Bizantino nel XXI secolo. Oggi il suo ruolo diventa sempre più importante», - ha detto Sua Santità incontrando i giornalisti nel monastero della Panagia di Dovre, al termine della sua visita in Grecia.
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Il Sacro Sinodo della Chiesa ortodossa russa, riunitosi a Kiev il 27 luglio 2013, in occasione del 1025° anniversario del Battesimo della Rus’, ha deciso di inserire nel menologio della Chiesa ortodossa russa la celebrazione dell’immagine «fotografica» della Madre di Dio, che si celebra sul Monte Athos il 21 agosto (3 settembre del calendario giuliano). In questo giorno dell’anno 1903, uno degli abitanti del monastero russo di San Panteleimon fece una fotografia mentre veniva distribuito il pane ai bisognosi, in cui si vedeva una donna in abito da suora che riceveva il pane. Molte persone hanno testimoniato di aver visto questa donna tra i richiedenti.
Nel primo centenario dell’apparizione della Madre di Dio, fu deciso, in accordo con il Sacro Kinot, di celebrare la sacra immagine il 21 agosto di ogni anno.
Da quel giorno, il monastero russo non ha mai smesso di aiutare i bisognosi.




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Il presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca, metropolita Hilarion di Volokolamsk
Sergiev Posad - Lezione del metropolita agli studenti dell'Accademia Teologica di Mosca
Atene - Il Patriarca Kirill partecipa alla riunione del Sacro Sinodo della Chiesa ellenica
Monte Athos - Divina Liturgia nel monastero russo di San Panteleimon
Agosto '17