Brest, 21 giugno 2026 – Al termine della Divina Liturgia nella Cattedrale della Risurrezione di Brest Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill ha partecipato a un ricevimento di gala in onore della sua visita nella Repubblica di Bielorussia. Rivolgendosi ai presenti il Primate della Chiesa Ortodossa Russa ha condiviso le sue riflessioni sull’importanza della spiritualità e dell’amore come solido fondamento per la vita personale, familiare e pubblica.

«Oggi siamo entrati in un periodo di sviluppo della civiltà in cui, ne sono profondamente convinto, senza l’influenza spirituale della Chiesa, anche in politica, nulla di buono può accadere. Questo non significa che la Chiesa rivendichi una particolare influenza politica: non operiamo in categorie politiche, operiamo solo in categorie spirituali. Ma la categoria spirituale si estende alla vita personale, familiare, sociale e, quindi, anche a quella pubblica. Se perdiamo questa dimensione spirituale, allora, secondo la Parola di Dio, diventeremo come bronzo risonante e cembalo squillante (cfr. 1 Cor 13,1)», – ha affermato il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’.

Sua Santità Vladyka ha osservato che qualsiasi piano politico può essere elaborato, ma può condurre al fallimento se manca il fondamento spirituale. Ha citato l’Unione Sovietica come esempio lampante e tragico, che, nonostante un esercito potente e un solido sistema politico, alla fine è crollata. La causa del crollo, secondo Sua Santità, è stato proprio il vuoto spirituale.

«La vita personale di una persona, i rapporti tra marito e moglie, genitori e figli, tutto ciò può essere molto solido, oppure può facilmente sgretolarsi e disintegrarsi se a questi rapporti manca la cosa più importante: l’amore. E l’amore non è una categoria politica, è una categoria spirituale. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la propria vita per i propri amici (Gv15,13)», – ha ricordato il Primate della Chiesa Russa.

«L’amore è il valore fondamentale del Vangelo. Il Signore è venuto al mondo per dire: non l’Impero Romano, non altre strutture politiche, ma solo l’amore può rendere felice una persona, e serena e pacifica la vita dello Stato e della società», – ha continuato Sua Santità Vladyka.

Proseguendo su questa linea di pensiero, il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ ha osservato che, naturalmente, è impossibile invitare semplicemente i politici ad abbracciare l’amore reciproco nella speranza di una risposta immediata, poiché i politici probabilmente percepirebbero tale appello con ironia e continuerebbero ad agire secondo la logica della lotta politica. Tuttavia, il Primate ha chiarito che, parlando di amore, non intende appelli, bensì la capacità «di proteggersi dall’odio, dal completo rifiuto dell’altro».

Sua Santità il Patriarca ha preso atto con soddisfazione dell’esistenza dello Stato dell’Unione di Russia e Bielorussia, ma ha sottolineato che se questa unione si fondasse unicamente «sul pragmatismo – politico, economico, immediato – non ne deriverebbe nulla. Al contrario, se sapremo preservare lo strato di spiritualità condivisa che ha unito i popoli per secoli – una fede comune, i valori tramandati dagli antenati – allora le fondamenta dello Stato dell’Unione saranno veramente incrollabili. Sua Santità ha specificamente sottolineato che nessuna ideologia artificiale è in grado di creare un’unità così forte.

«Arrivo sempre in Bielorussia con un sentimento particolare. Sono consapevole di essere il Patriarca dei russi, dei bielorussi e degli ucraini. Sono profondamente convinto che la Chiesa possa svolgere oggi un ruolo positivo e unificante», – ha proseguito il Primate.

Sua Santità VVladyka ha sottolineato che l’unità spirituale è radicata nella comunità storica dei popoli, sviluppatasi nel corso dei secoli, e che oggi questa unità è sostenuta anche dalla pratica politica. A questo proposito, il Patriarca ha espresso gratitudine per il ruolo dei leader di Russia e Bielorussia, che mantengono una stretta e fruttuosa cooperazione. Il Primate ha affermato la sua convinzione che, finché si manterrà questo livello di interazione, l’unità storica e spirituale dei popoli sarà preservata.

«La Chiesa deve sempre sostenere proprio questa traiettoria di sviluppo delle relazioni interetniche e interstatali. La Chiesa è sempre stata a favore dell’unità. Ci sono state molte tentazioni volte a dividere le vite dei popoli. La Chiesa non ha mai assecondato queste tentazioni ed è sempre stata un fattore di unione. Ed è proprio questo orientamento del ministero pastorale della nostra Chiesa che si è dimostrato il più prezioso e duraturo», – ha affermato Sua Santità il Patriarca Kirill.

In conclusione, il Primate della Chiesa Russa ha auspicato la preservazione dell’unità, della fede ortodossa e del fervore nella preghiera, anche attraverso la preghiera per i leader di Russia e Bielorussia, che «oggi interagiscono fraternamente e sinceramente, come dovrebbero fare i leader di nazioni sorelle».

«Che Dio conceda che la nostra unità spirituale si rafforzi, diventi incrollabile e che nessuna agenda politica possa distruggerla. La custode di questa unità è la Chiesa Ortodossa Russa, compresa quella che risiede in territorio bielorusso. Che l’unità spirituale che unisce Russia e Bielorussia sia sempre incrollabile», – ha concluso Sua Santità Vladyka.

(Fonte: Ufficio Stampa del Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’; www.patriarchia.ru)