Tula, 28 giugno 2026 – Al termine della Divina Liturgia nella Cattedrale della Dormizione del Cremlino di Tula Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill ha incontrato presso la sede della metropolia di Tula il governatore dell’oblast’ di Tula, Dmitrij Vjacheslavovich Miljaev, e il metropolita di Tula ed Efremov Aleksij.
Durante il colloquio sono stati discussi temi quali l’educazione spirituale, il patriottismo, il sostegno sociale e la salvaguardia del patrimonio storico della regione.
Nel dare il benvenuto ai partecipanti il Primate della Chiesa Ortodossa Russa ha sottolineato che essi rappresentano una regione speciale della Russia, che ha forgiato le armi della Vittoria. Furono proprio queste armi a contribuire alla sconfitta di un terribile nemico durante la Grande Guerra Patriottica, e Tula ha dato un contributo alla Vittoria come poche altre regioni.
Sua Santità Vladyka, esprimendo la gioia per l’opportunità di incontrare nuovamente la comunità di Tula, ha definito Tula una città eroica, rimasta fedele all’ideale di unità nazionale nel corso della sua storia.
«Tula ha sempre avuto un forte spirito patriottico, sia nell’antichità che, ne sono convinto, oggi. Ciò è di grande importanza per il consolidamento della nostra società, del nostro popolo e per la formazione di una filosofia di vita patriottica per la nostra gente», – ha affermato Sua Santità il Patriarca.
D.V. Miljaev, a sua volta, ha assicurato che gli abitanti dell’oblast’ sono molto lieti di accogliere il Primate: «Vostra Santità! Siamo molto felici di darVi il benvenuto nella terra di Tula. Questo è un evento significativo per noi. Oltre l’80% degli abitanti di Tula e dell’oblast’ di Tula sono fedeli ortodossi. Pertanto, per noi, la Vostra visita è senza dubbio un evento di importanza storica, che rafforza la nostra fede, il nostro spirito e la nostra unità».
«Oggi, nel cuore del Cremlino di Tula, mai conquistato da nessuno, si è svolto un evento di grande importanza: la Cattedrale della Dormizione ha ricevuto nuova vita e Voi l’avete consacrata oggi. Sono convinto che questo sia di fondamentale importanza per tutti», – ha aggiunto il governatore.
«Vi ringrazio in particolare per l’apprezzamento dimostrato nei confronti del mio lavoro, per la fiducia riposta in me e per il premio. Devo però precisare che la chiesa restaurata e rinnovata è, naturalmente, il risultato del lavoro di moltissime persone, – ha continuato D.V. Miljaev. – Desidero ringraziarVi per la Vostra benedizione e il Vostro patrocinio nella risoluzione di questi problemi. La diocesi di Tula ha seguito con impegno e dedizione l’andamento dei lavori e ha supervisionato l’intero processo. Indubbiamente, l’iniziativa, il sostegno e l’impegno profuso nel restauro della cattedrale sono da attribuire al mio predecessore, Aleksij Gennadyevich Djumin, ora assistente del Presidente della Federazione Russa, al Ministero della Cultura e, naturalmente, a coloro che, con le proprie mani, hanno creato ciò che vediamo oggi. Ed è davvero difficile sopravvalutare l’importanza di questo evento per la nostra città, per tutta Tula e per tutti i fedeli».
«Il Metropolita ed io siamo in contatto con frequenza e regolarità, e organizziamo numerosi eventi volti a riaffermare i valori spirituali e morali tradizionali. – Ci lasciamo guidare dai Vostri precetti e, naturalmente, dagli obiettivi e dai traguardi che ci ha fissato il Presidente russo Vladimir Vladimirovich Putin», – ha sottolineato il capo della regione.
Il governatore ha poi parlato del lavoro sociale nella regione, evidenziando che nell’oblast’ si sta perseguendo una politica attiva a favore della famiglia sostenendo le giovani famiglie e il tasso di natalità, nonostante la difficile situazione in questo ambito. Nelle scuole è stato introdotto un corso unico nel suo genere, «Studi sulla famiglia».
D.V. Miljaev ha anche riferito della collaborazione con la Metropolia a sostegno dei soldati impegnati nell’operazione militare speciale: le diocesi hanno firmato un accordo con la fondazione «Difensori della Patria», i cappellani militari operano in prima linea e, con la benedizione del vescovo, si sta allestendo un complesso mobile per la celebrazione dei servizi divini.
Il governatore ha parlato anche del programma di sostegno per i partecipanti all’operazione militare speciale «Eroe 71», che offre ai soldati di ritorno dal fronte diverse opportunità per la loro vita e carriera future. Secondo D.V. Miljaev, tutti i progetti educativi e sociali della diocesi ricevono il sostegno del governo.
Il capo della regione ha inoltre riferito sulla fiera annuale del libro ortodosso «Tula Ortodossa», che si tiene presso il Cremlino di Tula e che attira molti visitatori, nonché sulle feste dedicate alle festività ortodosse e alla Giornata della Letteratura Slava. Ha espresso soddisfazione per la collaborazione instaurata con la Chiesa Ortodossa Russa.
Riguardo alla costruzione di chiese, il governatore ha affermato che nove chiese sono attualmente in costruzione nella regione. «Prevediamo di iniziare la costruzione di un’altra chiesa all’interno dei confini della città di Tula in futuro. Ventuno chiese sono in diverse fasi di restauro», – ha aggiunto D.V. Miljaev.
Il governatore ha anche informato Sua Santità Vladyka sullo stato di avanzamento dei preparativi per il 650° anniversario della Battaglia di Kulikovo nel 2030. Secondo D.V. Miljaev, per le celebrazioni dell’anniversario sono previsti oltre 90 eventi a livello federale, regionale e comunale, sia di natura infrastrutturale (che interesseranno i siti del patrimonio spirituale) che organizzativa.
«Colgo l’occasione per invitarVi alle celebrazioni del 650° anniversario della Battaglia di Kulikovo. Saremmo molto lieti se potesse visitare l’oblast’ di Tula, – ha detto il capo della regione rivolgendosi a Sua Santità. – Sarà un evento di grande importanza. So che Voi siete già stato a Kulikovo, ma è passato parecchio tempo, quindi saremmo davvero felici se potesse tornare a trovarci».
Nel ringraziare per l’invito Sua Santità il Patriarca Kirill ha proseguito parlando del significato storico di Tula. Secondo Sua Santità il contributo alla Vittoria degli abitanti della città e di coloro che si trovavano a Tula durante la Grande Guerra Patriottica è inestimabile: qui furono forgiate le armi della Vittoria e qui si concentrò un polo di eccellenza intellettuale, tra ingegneri e industriali. Il Primate ha definito un miracolo il fatto che i tedeschi non abbiano conquistato la città.
«Sono di Leningrado. Ho sempre nutrito il più profondo rispetto per la storia della mia città natale. Sono nato nel 1946, subito dopo la guerra, dopo l’assedio. I miei genitori hanno vissuto l’intero assedio in questa città. Hanno vissuto esperienze che le persone moderne non possono nemmeno immaginare. E quindi, naturalmente, tutto ciò che è legato all’eroismo, alla difesa della Patria, è rimasto impresso nella mia coscienza e nella mia memoria fin dall’infanzia: è così che mi hanno cresciuto i miei genitori. In questo contesto, vorrei sottolineare in particolare l’importanza di Tula. Infatti, le armi della Vittoria furono forgiate qui, e qui si è fatto tanto per la Vittoria. Pertanto, naturalmente, dobbiamo preservare nella nostra memoria l’eroismo degli abitanti di Tula, che in larga misura hanno garantito la Vittoria. La memoria di quelle persone, di quella generazione, deve certamente essere preservata nella coscienza della generazione attuale», – ha affermato Sua Santità il Patriarca.
Il Primate ha inoltre sottolineato il positivo sviluppo della vita ecclesiale e dei rapporti tra Chiesa e Stato nella regione: «Desidero evidenziare la prosperità della Chiesa a Tula e nella diocesi di Tula. Si tratta di una diocesi molto ben organizzata e in via di sviluppo. Il mio primo ringraziamento va a Sua Eminenza il Metropolita, ma, naturalmente, senza il sostegno del governatore e delle autorità secolari, è difficile ai giorni nostri raggiungere gli obiettivi che la Chiesa si è prefissata. E il più importante di questi è quello di nutrire il nostro popolo con la forza e la fermezza che garantiranno la sovranità del nostro Stato per i decenni e i secoli a venire».
«Senza una componente religiosa, senza l’Ortodossia, questo è impossibile. Sono profondamente convinto che l’Ortodossia sia oggi un legame fondamentale. Non dobbiamo mai tradire le nostre sacre reliquie, i nostri valori o l’atteggiamento verso la nostra patria in cui siamo cresciuti, da San Sergio di Radonež fino ai giorni nostri», – ha sottolineato Sua Santità Vladyka.
Al termine dell’incontro il Primate ha ringraziato il governatore D.V. Miljaev e il metropolita Aleksej di Tula ed Efremov per il loro impegno e ha augurato che Dio aiuti «tutti noi a lavorare per il bene della nostra Patria e per il bene della Chiesa Ortodossa Russa».
(Fonte: Ufficio Stampa del Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’; www.patriarchia.ru)

