Mosca, 2 dicembre 2026 – Il presidente Vladimir Putin ha incontrato al Cremlino il capo della Repubblica del Daghestan Fëdor Ščukin.

Vladimir Putin: Fëdor Vjacheslavovich, Vi ho invitato qui per congratularmi con Voi per la Vostra elezione a questa alta carica – quella di capo del Daghestan. Dopotutto, si tratta di una regione particolare, un avamposto russo nel Caucaso, una repubblica multietnica. Ciononostante, vorrei richiamare la Vostra attenzione sul fatto che, naturalmente, il dovuto rispetto deve essere innanzitutto tributato alla religione tradizionale della stragrande maggioranza dei daghestani, alle tradizioni dei loro antenati, alla cultura del Daghestan. Partendo da questo presupposto, dobbiamo sostenere il Daghestan nello sviluppo della sua economia e industria, che dovrebbero anche servire da base per affrontare le problematiche sociali.

E oggi di problematiche ce ne sono molte. Fortunatamente stiamo assistendo a un tasso di natalità molto elevato in Daghestan, ma questo comporta anche i ben noti problemi in ambito sociale. Bisogna aumentare il numero di bambini che frequentano la scuola in un solo turno anziché in due; bisogna ridurre i turni intermedi. L’assistenza medica ambulatoriale e poliambulatoriale deve essere continuamente migliorata. Lo stesso vale per gli asili nido e i posti disponibili. In breve, c’è chiaramente margine di miglioramento. E Vi auguro ogni successo in questo ambito.

Intendo dire che i daghestani hanno sempre dimostrato e ribadito, per molti anni, la loro lealtà sia alla loro piccola patria che alla nostra comune e più grande Madrepatria: la Russia. I daghestani partecipano attivamente alle principali questioni governative. Come sapete, prestano servizio nelle Forze Armate, prendono parte all’operazione militare speciale e ricoprono svariati incarichi, inclusi incarichi di alto livello, si potrebbe persino dire di alto grado, nelle Forze Armate della Federazione Russa, combattono in modo brillante, con coraggio, valore ed eroismo. Dobbiamo fornire assistenza e sostegno ai nostri militari, alle loro famiglie e, naturalmente, a coloro che rientrano dalle missioni di combattimento, soprattutto se tornano con problemi di salute.

Bene, ci siamo visti non molto tempo fa, abbiamo discusso di tutto questo e so che conoscete bene tutte queste problematiche. Avete già familiarità con il Daghestan, in prima persona, come si suol dire. Voi avete lavorato lì e, in qualità di presidente della Corte Suprema della Repubblica, conoscete certamente tutti i problemi, perché queste questioni sono sempre passate, in un modo o nell’altro, attraverso i tribunali.

Vorrei però sottolineare che questo è, dopotutto, il potere esecutivo, non quello giudiziario, e qui, naturalmente, saranno necessarie le Vostre capacità organizzative e quelle di chi agisce e lavora in modo proattivo in tutti gli ambiti che ho appena descritto e di cui abbiamo parlato non molto tempo fa.

Vi auguro ogni successo.

Fëdor Ščukin: Desidero ringraziarVi, Vladimir Vladimirovich, per l’immensa fiducia che Voi e il popolo del Dagestan riponete in me. Si tratta certamente di un passo avanti che deve essere pienamente realizzato.

Ho ben chiari i settori che necessitano di aggiustamenti. Tutti i compiti, da Voi assegnati, saranno portati a termine.

(Fonte: www.kremlin.ru)