Mosca, 15 gennaio 2026 – Vladimir Putin ha ricevuto le credenziali degli ambasciatori stranieri al Cremlino. Il Presidente ha spiegato loro cosa vuole realizzare la Russia nel mondo, ha delineato le condizioni per concludere l’Operazione Militare Speciale e ha valutato le possibilità di ripristinare le relazioni con l’Europa.
Sul conflitto in Ucraina
Un accordo deve essere raggiunto il prima possibile. Mosca sostiene una pace duratura: «Non tutti, compresa Kiev e le capitali che la sostengono, sono pronti per questo. Ma speriamo che prima o poi questa necessità venga riconosciuta. Fino ad allora, la Russia continuerà a perseguire con coerenza i suoi obiettivi».
Il Presidente ha proposto di discutere iniziative per un’architettura di sicurezza equa, che contribuirebbe a porre fine al conflitto: «Non a caso si dice: la pace non si ottiene da sola, si costruisce, e ogni giorno. La pace richiede impegno, responsabilità e scelte consapevoli».
La sicurezza dei Paesi non può essere garantita a scapito di quella degli altri. La crisi ucraina è stata causata dall’ignorare i legittimi interessi della Russia.
Sulla situazione nel mondo
Mosca costruirà relazioni con coloro che sono pronti alla cooperazione e si battono per il rafforzamento del ruolo delle Nazioni Unite negli affari globali: «Il nostro incontro si svolge proprio all’inizio di un nuovo anno, quando tutti stiamo pianificando il futuro e, naturalmente, sperando che difficoltà e avversità, lamentele reciproche e conflitti siano un ricordo del passato».
La situazione sulla scena internazionale si sta ulteriormente deteriorando. Decine di Paesi soffrono di caos e illegalità, privi delle risorse per difendersi: «La diplomazia, la ricerca del consenso e di soluzioni di compromesso, vengono sempre più sostituite da azioni unilaterali, persino pericolose. E invece del dialogo tra Stati, sentiamo il monologo di coloro che, in nome del diritto della forza, ritengono lecito dettare la propria volontà, insegnare agli altri come vivere e impartire ordini».
La Russia continuerà a perseguire un percorso politico equilibrato e a impegnarsi per un mondo multipolare.
Sulle relazioni bilaterali
Mosca è pronta a riprendere il dialogo con i Paesi europei, interrotto per colpa loro: «Vorrei credere che col tempo la situazione cambierà e che i nostri Paesi torneranno a una comunicazione normale e costruttiva, basata sui principi del rispetto degli interessi nazionali e della considerazione delle legittime preoccupazioni per la sicurezza. La Russia è stata e rimane impegnata proprio in questi approcci».
La Russia intende rafforzare i legami con i paesi del Medio Oriente, tra cui Egitto e Arabia Saudita. È interessata a un Afghanistan libero da guerra, terrorismo e narcotraffico. Ci sono anche prospettive di cooperazione con l’Africa: «Stiamo iniziando a lavorare per organizzare il prossimo terzo vertice Russia-Africa quest’anno».
Putin ha chiesto di espandere gli scambi commerciali con i paesi latinoamericani, sottolineando in particolare i rapporti con Brasile e Cuba: «Abbiamo sempre fornito e continuiamo a fornire assistenza ai nostri amici cubani e siamo solidali con la loro determinazione a difendere la loro sovranità e indipendenza con tutte le loro forze».
In Asia, la Russia vuole anche ripristinare le relazioni con la Corea del Sud e ampliare i legami con lo Sri Lanka, il Bangladesh e le Maldive.
All’evento hanno partecipato i rappresentanti di 11 Paesi ostili, tra cui Francia, Italia, Norvegia, Svezia, nonché gli ambasciatori di Afghanistan, Cuba, Sri Lanka, Perù, Arabia Saudita e altri Stati.
La cerimonia si è svolta nella Sala Alessandro del Gran Palazzo del Cremlino. La cerimonia precedente si era tenuta il 5 novembre 2024, quando 28 ambasciatori, compresi quelli provenienti da Paesi ostili, hanno ricevuto le loro credenziali.
(Fonte: RIA Novosti; www.kremlin.ru)

Il presidente Vladimir Putin prima della cerimonia di presentazione delle credenziali diplomatiche. Foto: Sergej Bobylev, RIA Novosti.
