Mosca, 27 settembre 2026 – Nella 17ª domenica dopo la Pentecoste, festa dell’Esaltazione della Santa e Vivificante Croce del Signore, Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill ha celebrato la Divina Liturgia nella Chiesa di Sretenskij del Monastero della della Veste a Suzdal. Al termine del servizio divino il Primate della Chiesa Ortodossa Russa si è rivolto ai fedeli con la parola primaziale.

Vostra Eminenza, caro vladyka Nikandr! Cari vladika, padri, fratelli, madri igumene e sorelle!

Mi congratulo di cuore con tutti voi per questa grande festa dell’Esaltazione della Santa Croce! Questa festa simboleggia la grande rinascita – la scoperta e l’esaltazione – della più grande reliquia donata all’umanità: la Croce del Signore.

Questa festività dovrebbe aiutarci, noi che abbiamo vissuto i difficili anni di persecuzione e di governo empio, a comprendere il legame tra questi eventi.

Quel lontano evento – il ritrovamento e l’innalzamento della Croce del Signore – ebbe un’enorme importanza. Dopotutto, a quel tempo, pochi credevano che la Croce potesse essere ritrovata.

Sappiamo cosa accadde intorno al Golgota: le croci, strumenti di esecuzione, furono gettate a terra. Tutto fu poi ricoperto da un cumulo di terra. Pochi potevano credere che fosse possibile trovare la stessa Croce su cui il Salvatore fu crocifisso, perché molti criminali, anche dopo la morte del Salvatore sulla croce, trovarono la morte sul Golgota. Venivano gettati giù dal Golgota e tutto veniva ricoperto da uno strato di terra – traccia di quell’esecuzione terribile e vergognosa per l’epoca – l’esecuzione di criminali, l’esecuzione sulla croce.

 

 

Sappiamo come fu ritrovata la Croce del Signore: avvenne un miracolo di Dio – un malato fu guarito toccando la Croce. Questo divenne un segnale per coloro che cercavano la Croce e desideravano trovarla, indicando che quei resti dell’albero erano i resti della Croce vivificante.

In un certo senso, anche la nostra Patria, il nostro Paese, ha vissuto un terribile Golgota, quando la fede fu bandita, chiese e monasteri distrutti e la Chiesa derisa. Ricordo bene quel periodo in cui le chiese venivano chiuse, i sacerdoti migliori venivano espulsi dalle loro parrocchie, soprattutto se operavano in città, ed esiliati in qualche luogo remoto.

Mio padre, tra gli altri, subì questa sorte: da quella che allora era Leningrado fu esiliato in un altro luogo, lontano dall’intellighenzia cittadina, che lo rispettava e frequentava i suoi servizi religiosi.

Ricordo questo episodio per sottolineare ancora una volta quanto sia stata variegata la storia della Chiesa e quanto il nostro popolo abbia attraversato periodi diversi. Quanti sforzi furono profusi per distruggere la Chiesa! Lo ricordo benissimo.

Quelli furono gli anni della mia giovinezza, quando, come molti altri, dovetti difendere le mie convinzioni di fronte a un’intera classe, fui deriso da un insegnante ateo. L’insegnante voleva che i bambini ridessero di me, ma nessuno lo fece. Il motivo per cui ridevano era che non mi ero unito ai pionieri. Non perché fossi contro di loro, ma perché essere un pioniera significava essere ateo, e io non potevo e non volevo esserlo. Quindi fui oggetto di ogni sorta di derisione. Ma la classe rimase in silenzio.

Inoltre, in quel momento qualcuno mi passò un biglietto. Lo aprii e c’era scritto: «Bravo, Volodka (questo era il mio nome di battesimo), tieni duro!». Fu così che capii che la classe era dalla mia parte.

Questo testimoniava il fatto che, persino in quegli anni terribili e atei, la fede non era scomparsa. Avevano paura di andare in chiesa, paura di professare apertamente la loro fede, ma credevano nel Signore e Salvatore.

Perché ho sentito il bisogno di parlare di questo oggi, mentre celebriamo l’Esaltazione della Santa Croce, letteralmente risorta dalle macerie, dalla fossa dietro al Golgota? Cos’era questa fossa? Vi venivano gettate le croci su cui venivano impiccati i criminali. Era probabilmente il luogo più terrificante. E da questo luogo terrificante, da questo mondo sotterraneo terreno, è stata innalzata la Croce del Signore, illuminando tutti coloro che vengono al mondo.

La festa dell’Esaltazione della Santa Croce è stata istituita in memoria del miracoloso ritrovamento della Croce, ma ci ricorda anche il difficile cammino storico che la nostra Patria e la nostra Chiesa hanno percorso quando si è cercato di distruggere la fede ortodossa nella nostra terra.

Per grazia di Dio, grazie all’opera dei nostri pii predecessori, tra i quali vi furono martiri e confessori, la fede è stata preservata. E oggi sono felice di vedere la chiesa piena di gente: persone di diverse generazioni, cristiani ortodossi moderni che hanno figli e nipoti. Bisogna avere la speranza che anche questi giovani siano pervasi dalla vita spirituale, dall’amore per la Chiesa e per la Patria, e che diventino degni seguaci delle eroiche generazioni che ci hanno preceduto del nostro popolo ortodosso russo.

Desidero ringraziare Voi, vladyka metropolita, per il Vostro impegno, così come voi, miei cari vladyka, padri e fratelli, ed esprimere ancora una volta quanto sia stato piacevole e spiritualmente edificante per me essere oggi in questa santa chiesa e pregare con voi.

Possa la benedizione di Dio e la protezione della Regina del Cielo dimorare sulla nostra Patria, sulla nostra Chiesa e su tutti coloro che conservano la fede nel cuore e rivolgono le loro preghiere al Signore! Amin!».

(Fonte: Servizio stampa del Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’; www.patriarchia.ru)