03/01/2022
Russia - Inammissibile la guerra nucleare


Mosca, 3 gennaio 2022 - I leader di Cina, Francia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti hanno rilasciato una dichiarazione contro la guerra nucleare e sulla prevenzione di un conflitto tra i paesi che possiedono armi nucleari, si afferma in una nota pubblicata sul sito web del Cremlino.
«La Repubblica Popolare Cinese, la Federazione Russa, il Regno Unito, gli Stati Uniti e la Repubblica Francese considerano una loro responsabilità primaria prevenire la guerra tra potenze nucleari e ridurre i rischi strategici», si legge nel comunicato.
Inoltre, i leader delle cinque potenze nucleari hanno ribadito di restare impegnati nei loro obblighi ai sensi del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari.
«Rimaniamo impegnati nei nostri obblighi ai sensi del Trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari (Tnp), compreso il nostro impegno ai sensi dell'articolo VI» per negoziare in buona fede misure efficaci per porre fine alla corsa agli armamenti nucleari nel prossimo futuro e per il disarmo nucleare, nonché un disarmo generale e completo sotto stretto ed efficace controllo internazionale», si legge nel comunicato.
Si nota che le cinque potenze nucleari hanno riaffermato la validità delle dichiarazioni rilasciate in precedenza dai propri membri, in relazione «all'assenza di puntamento» delle armi nucleari.
«Ribadiamo l'importanza delle nostre precedenti dichiarazioni in merito all'assenza di puntamento e riaffermiamo che le nostre armi nucleari non sono mirate l'una contro l'altra o contro nessun altro Stato», si aggiunge nella dichiarazione.

Differenze nella dottrina nucleare di Cina, Russia e Usa

Tra le maggiori potenze nucleari, la Cina è l'unico Paese con un divieto formale di «non primo utilizzo» sull'uso di armi nucleari, con la sua strategia che consente alle forze missilistiche dell'Esercito Popolare di Liberazione di lanciare un contrattacco solo dopo che un missile nemico abbia colpito un obiettivo cinese. Si tratta di una linea onorevole ma geopoliticamente rischiosa, che apre la porta alla pianificazione di un attacco nemico «tabula rasa».
La dottrina nucleare russa consente l'uso di armi nucleari in caso di attacco nucleare nemico - o un attacco convenzionale così grave che si ritiene «minacci l'esistenza dello Stato russo». Il predecessore legale della Russia, l'Unione Sovietica, era impegnata nel non utilizzo delle armi nucleari, ma vi ha rinunciato nel 1993, dopo il crollo della stessa Urss e la disintegrazione dell'alleanza del Patto di Varsavia.
I limiti che gli strateghi militari statunitensi pongono all'uso delle armi nucleari sono considerevolmente più blandi di quelli di Cina e Russia, con le linee guida per la revisione della condotta nucleare formulate durante la presidenza di Donald Trump, che consentono il lancio preventivo di armi nucleari, anche contro eserciti nemici convenzionali e non nucleari, e chiedendo per questo scopo la creazione di nuove classi di armi micro-atomiche. Inoltre, la dottrina degli Stati Uniti è formalmente volta a scoraggiare gli attacchi non solo contro gli stessi Stati Uniti, ma contro alleati e partner americani. Questo, a sua volta, aumenta il pericolo di una conflagrazione militare globale tra le potenze nucleari per un conflitto per qualche piccolo Stato o regione, come l'Estonia o Taiwan. L'amministrazione Biden ha avviato una revisione della dottrina nucleare a settembre, accendendo le speranze ai gruppi di controllo degli armamenti che la Casa Bianca ponga nuovi limiti all'uso delle armi nucleari e fermi lo sviluppo di nuovi sistemi di armi.

(Fonte: it.sputniknews.com)


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Bomba nucleare. © AP Photo / Charlie Riedel. Da: it.sputniknews.com.
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