06/06/2021
Russia - Liturgia patriarcale a Peredelkino


Peredelkino, 6 giugno 2021 - Nella sesta settimana dopo Pasqua, del cieco nato, Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill ha celebrato la Divina Liturgia. Il servizio si è svolto nella Chiesa del santo principe Alexander Nevsky, nell'omonimo skete vicino a Peredelkino.
Durante la Liturgia Sua Santità il Patriarca Kirill ha pregato per il riposo dell'arcivescovo appena defunto Elevferij di Chimkent e Taraz e del vescovo Arkadij (Afonin).





Al termine del servizio divino il Primate della Chiesa ortodossa russa ha pronunciato un sermone:«Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo!

Oggi, in questa domenica, ci avviciniamo alla fine delle festività pasquali, ed è in questo giorno che nella Chiesa viene offerto il noto racconto evangelico del cieco nato - di come il Signore rende la vista a un cieco nato (Gv 9, 1-38). Il miracolo è assolutamente inspiegabile - né dal punto di vista medico, né dal punto di vista dell'esperienza umana. Niente di simile è mai successo a una persona che è stata privata della vista dalla nascita, cioè con disturbi così profondi dell'intero sistema, che fornisce una percezione visibile del mondo che la circonda da non poter vedere nulla. Ma, contrariamente all'esperienza storica di tutta l'umanità, il Signore Gesù Cristo guarisce un cieco nato.

Questo grande miracolo è stato percepito in modi diversi dagli altri e poche persone sono state in grado di vedere in esso la manifestazione della potenza di Dio. Perché? Perché i farisei che circondavano il Salvatore non erano pronti a riconoscerLo nemmeno come profeta, tanto meno come Figlio di Dio, in possesso del potere divino. Gli ebrei sono smarriti, confusi, e quindi hanno il desiderio di minimizzare, per così dire, tutto ciò che è accaduto. E sappiamo dalla storia di oggi quali tentativi sono stati fatti per nascondere alla gente l'essenza di questo evento.

Un simile desiderio di nascondere alle persone la manifestazione della potenza di Dio, così chiaramente manifestata nel miracolo della guarigione di un uomo nato cieco, è stato presente in una parte significativa della storia umana. Ma in un modo del tutto speciale, il desiderio di nascondere la potenza di Dio iniziò a realizzarsi, facendo affidamento su una moltitudine di forze umane, in un momento in cui la negazione di Dio divenne gradualmente l'idea filosofica dominante. Non c'è Dio! Come è successo allora tutto? Ma che dire del mondo che è stato creato? La scienza afferma che l'intero universo esiste da non più di quattordici miliardi di anni. Questo è un periodo di tempo enorme, è difficile per noi anche solo immaginare cosa sia, ma è comunque un periodo di tempo limitato. Ciò significa che c'è stato un tempo in cui l'universo non esisteva. Come è nato l'universo? E qui all'uomo moderno vengono offerte molte teorie diverse su come l'universo appare dal nulla.

L'esperienza umana - di ciascuno di noi e dell'intero genere umano - è tale che nulla può venire dal nulla. Niente è vuoto, niente è assenza di qualsiasi materiale, e altre forze e capacità. E il Signore con la sua potenza crea l'universo; e per molte, molte epoche, le persone hanno cercato di spiegare come sia successo tutto. Ed è abbastanza ovvio che una persona non può spiegare l'origine del mondo visibile. Sebbene ci siano oggi numerose teorie su come tutto ciò sia accaduto, rimangono delle ipotesi. È impossibile dimostrare esattamente che tutto sia stato esattamente così, e non altrimenti, perché l'inizio del mondo è al di fuori dell'esperienza umana.

Tuttavia, ci sono molte teorie secondo le quali il mondo è accaduto per caso, da solo, e questa idea, sorprendente nella sua assurdità, si impossessa delle menti delle persone. Oggi molti pensano che il mondo stesso sia venuto dal nulla, e va detto ancora una volta che questa idea, strana dal punto di vista della logica umana, è distrutta dalla nostra esperienza, dalla nostra comprensione della vita e, naturalmente, non può dominare sull’umanità.

Così l'odierna lettura del Vangelo testimonia il fatto che la potenza di Dio è davvero capace di fare ciò che per una persona sembra impossibile. Dio, che ha creato le palpebre, ha creato il cosmo, in suo Figlio ha manifestato la Sua onnipotenza, guarendo il cieco nato. E per noi, leggendo questo meraviglioso testo evangelico, è molto importante capire che in questo caso particolare Dio ci rivela la Sua onnipotenza, la Sua forza, il Suo amore per noi.

Il Vangelo di oggi è davvero intriso di una sorprendente rivelazione che Dio è Onnipotente, che tutto è nelle Sue mani: l'inizio e la fine del mondo, la vita e la morte, la salute e la malattia, i cataclismi, le tempeste e la quiete. Tutto è nelle Sue mani, e quindi la lettura del Vangelo di oggi dovrebbe rafforzare tutti noi nella nostra fede, nella comprensione che la potenza di Dio è la forza che ha creato il mondo e governa il mondo, e ha il completo dominio su di noi. E noi dobbiamo, in risposta, accettare con umiltà, amore e piena comprensione questa rivelazione sull'Onnipotenza divina, sulla potenza e sull'amore di Dio, che sono nella sua Provvidenza.

Essendo stati istruiti da questa lettura del Vangelo, cerchiamo di rafforzare la nostra fede. E se qualcuno ci convincerà che tutto è avvenuto da solo dal vuoto, dal nulla - quattordici miliardi di anni fa non c'era niente, e all'improvviso tutto è apparso - allora ricordiamo l'odierna lettura del Vangelo. Allora capiremo: le persone non avevano il potere di guarire un uomo nato cieco, come ora, con tutte le conquiste della scienza e della tecnologia, ma questo miracolo è facilmente compiuto dal Salvatore, il Figlio di Dio. Attraverso questa manifestazione della potenza di Dio, ricordiamo che Dio è il Creatore e la Provvidenza del mondo, è al di sopra di tutti, tutto è nella Sua destra e la nostra unica risposta è l'amore per Dio per tutto ciò che ha fatto e sta facendo; l’aspirazione e il desiderio di vivere secondo la legge che Dio ha dato alle persone, perché una persona possa vivere con dignità, perché una persona possa essere felice.

E il Signore ci aiuti così a percepire i testi sacri, rifrangendoli attraverso l'esperienza della nostra vita, attraverso la nostra comprensione di ciò che ci sta accadendo, affinché, unendo la nostra esperienza con la più grande sapienza della Sacra Scrittura, possiamo trasferire pienamente la nostra vita nelle mani di Dio e subordinarla alla santa volontà divina. Amin».

(Fonte: Servizio stampa del Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’; www.patriarhiya.ru)


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Peredelkino - Servizio patriarcale nella sesta domenica dopo Pasqua nello skete di Alexander Nevsky.
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