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ELEOUSA magazine
Agosto '17

La lezione di Smolensk. Editoriale di Fernanda Santobuono


Con il nuovo anno iniziano le celebrazioni per il 1000° anniversario del riposo del santo principe Vladimir, il Battista della Rus’.
A Sebastopoli, nell’antica Kherson’, nel giorno della festa della Santa Teofania, il Battesimo del Signore Dio e Salvatore Gesù Cristo, si è svolta una cerimonia in ricordo del battesimo del principe Vladimir in questa città della Crimea, nel 988. Gli organizzatori dell'evento hanno voluto così rinnovare la scelta compiuta dal Battista della Rus’ più di mille anni fa per tutto il popolo dell'antica Rus', che a Kiev, sulle rive del Dnepr, è stato battezzato.
Le celebrazioni sono state fortemente volute dalla Chiesa ortodossa russa, che nel principe Vladimir venera il fondatore della Santa Rus’, colui che, scegliendo per sé e per il popolo da lui guidato la fede cristiana ortodossa che allora «si respirava» a Costantinopoli, ha gettato le basi del modello di civiltà russa e ha predeterminato lo sviluppo del Paese in un unico Stato centralizzato, riunendo così tutti i popoli che abitavano nei territori dell'antica Rus’. Grazie a questa «scelta di civiltà», essi si sono ritrovati sotto la protezione della Madre di Dio, la loro unica Madre celeste.
Il resto appartiene alla storia. Una bella storia di fede e di civiltà da raccontare, perché a Sebastopoli e a Kiev ci sono le radici spirituali di tutti i popoli che costituiscono la Santa Rus’.
In occasione di tale anniversario, il comitato organizzatore del forum internazionale delle «Letture di Natale» ha indicato come tema della XXIII edizione «Il principe Vladimir. Scelta di civiltà della Rus'», per sottolineare che la scelta compiuta dal principe Vladimir più di mille anni fa diventa sempre più attuale oggi, soprattutto alla luce degli eventi in corso a livello internazionale, che minano la stabilità mondiale.
Questo forum si svolge ogni anno a Mosca nell'ambito della festività natalizie per «discutere le sfide attuali del nostro tempo attraverso il prisma della formazione», ha spiegato il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin nel suo messaggio di benvenuto alle decine di migliaia di partecipanti, provenienti dagli oltre sessanta Paesi dove è presente la Chiesa ortodossa russa.
Nel prendere atto della rilevanza del tema, il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill ha evidenziato nel suo discorso di apertura del forum che «il tema scelto attualizza il punto più importante nella storia della Russia, spingendo di nuovo a riflettere sulle proprie radici spirituali e sulle origini culturali, ad apprezzare il ricco patrimonio che ha lasciato il santo principe Vladimir ai suoi discendenti e successori spirituali».
Riguardo alla scelta di civiltà compiuta dal principe Vladimir, il Primate della Chiesa ortodossa russa ha sottolineato che «il suo cammino verso lo sviluppo storico della società russa non si ferma ai nostri giorni, quando dinanzi a noi si pone un importante dilemma ideologico: restare fedeli agli ideali e ai valori portati nella terra degli slavi orientali dal santo principe Vladimir, uguale agli Apostoli, salvare l'unità spirituale del popolo, sostenuta dal principe, o essere tentati di deviare da questa strada, cedere la propria sovranità spirituale, abbandonare la propria identità nazionale e culturale al solo fine di soddisfare le proprie necessità materiali o, peggio ancora, per evitare determinate sanzioni e restrizioni».
Egli ha osservato che la scelta di civiltà richiama tutti alla responsabilità anche oggi.
«E Dio voglia che sia compiuta per il bene dei nostri popoli. Che tutti insieme, con la partecipazione della comunità imprenditoriale e di coloro che detengono il potere, possiamo essere consapevoli della propria responsabilità speciale per il destino del Paese e del popolo».
Per questo, «Dio non voglia che, rispetto al passato, proprio ora siano rimossi i giusti insegnamenti per il presente e per il futuro».
A tal proposito, il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus' Kirill ha detto che egli prega per il popolo ucraino, dove è in corso una vera e propria guerra fratricida, e anche per la Siria, l’Egitto, l’Iraq e il Sud-est asiatico, dove i fratelli cristiani muoiono a causa di contraddizioni socio-politiche, sono oppressi e perseguitati, e ha invitato tutta la Chiesa a fare altrettanto.
Sua Santità il Patriarca ha ricordato altri eventi che ricorrono nel 2015. Tra questi, il 15° anniversario del Consiglio dei Vescovi nel 2000, il cui atto più importante è stata la glorificazione tra i santi di più di mille martiri e confessori della Chiesa russa, uccisi nel XX secolo durante il periodo di ateismo, e il 70° anniversario della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica.
Il prossimo 21 marzo 2015 ricorre anche il primo anniversario del «ritorno a casa» della Crimea nella Federazione Russa. Già, nulla avviene per caso quando è la vita spirituale ad incarnarsi nella storia dei popoli.
In questo scorcio del XXI secolo ricorrono anche i mille anni da quando l’icona miracolosa della Madre di Dio di Smolensk è stata portata da Costantinopoli a Kiev e consegnata al principe Vsevolod Yaroslavič, nipote di Vladimir il Battista - primo sovrano di Kiev e principe di tutta la Rus',- che a sua volta la consegnò a suo figlio Vladimir II di Kiev quando era principe di Smolensk (1073-1078), in onore della quale fece costruire la Cattedrale della Dormizione.
E proprio nell'anniversario di questi eventi è la storia a ricordarci che essi avvennero negli anni in cui ci fu il Grande Scisma, lo Scisma dei Latini.
Dall’XI secolo la sacra immagine della Madre di Dio è conosciuta e venerata in tutta la Rus'. Esistono due copie, che sono conservate nella Cattedrale dell'Annunciazione del Cremlino di Mosca e nella Cattedrale di Smolensk del monastero stravropigiale di Novodevicij, fatto costruire dal gran principe Vasilij III nel 1524 a Mosca in segno di gratitudine verso la Madre celeste per la riconquista della città di Smolensk dal Granducato di Lituania, che nel frattempo si era convertito al cattolicesimo prendendo il nome di Confederazione polacco-lituana... mentre in Russia si andava costituendo il Patriarcato di Mosca (1589).
All’intercessione della Madre di Dio sono legati importanti eventi della storia russa. Fra i più recenti, la battaglia di Borodino, nei pressi di Smolensk, tra la Grande Armata francese, comandata da Napoleone, e l'Esercito imperiale russo, guidata dal generale Kutuzov, che portò la Russia alla vittoria nel 1812, e l’aspro combattimento durante la seconda guerra mondiale tra le truppe del Terzo Reich e quelle dell'Unione Sovietica per il controllo della città di Mosca e del suo circondario.
A Smolensk, dunque, furono fermati Napoleone e Hitler, le cui truppe vennero sorprese dal possente T-34. A Smolensk fu fermato Pietro il Grande. A Smolensk si arrestarono anche i polacchi quando decisero di conquistare Mosca nel 1613. E, ancora, a Smolensk dovette fermarsi anche Gengis Khan... E a Smolensk, infine, nel 2010 precipitò l’aereo che trasportava il presidente della Polonia Lech Kaczyński, la moglie e altri importanti funzionari statali polacchi!
Tutto questo è storia. Ma ciò che rimane è la consapevolezza di avere un grande destino dinanzi a sé per aver lottato e difeso il tesoro più grande, la fede ortodossa, la propria identità. Per questo la Russia non si tira indietro quando Paesi come la Siria, la Transnistria, l'Ossezia del Sud, l'Abkhazia, la Serbia, la Repubblica del Nagorno Karabakh, e le Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, che il 25 maggio 2014 sono confluite nello Stato Federale della Nuova Russia, le chiedono di rafforzare i loro legami. Così come il Venezuela, il Cile, l'Argentina, il Brasile, l'India, la Cina, la Grecia e l'Armenia, che da gennaio 2015 fa parte dell'Unione Economica Eurasiatica, insieme a Russia, Bielorussia, Kazakistan e Kirghizistan.
Perché la Russia è un Paese affidabile, con radici solide, ed è proiettata verso un mondo multipolare. E questo Kiev lo sa bene, ma non ha ancora imparato la lezione di Smolensk. E con essa i Paesi occidentali, che dopo aver sostenuto il colpo di Stato in Ucraina, ora si trovano di fronte alla lotta fratricida nel Donbass!
Attraverso il Ministero delle Situazioni di Emergenza la Russia ha fornito assistenza umanitaria a 24 Paesi nel 2014, tra cui l'Afghanistan, la Siria, l’Iraq, lo Yemen, la Cina, la Corea del Nord, la Palestina, ed altri. Il peso totale degli aiuti ha superato le 11mila tonnellate. Nel Donbass sono state consegnate finora 13.400 tonnellate di aiuti, valore superiore rispetto a quello di tutti gli altri Paesi messi insieme.
Ma, non di solo pane vive l'uomo.
Nel suo voler proiettare oltre i confini geografici del Paese la tradizione culturale russa, da quella attuale a quella del periodo imperiale, la Russia ha proclamato il 2015 l'«Anno della letteratura», varando una serie di iniziative letterarie nei dodici mesi dell’anno.
Tra gli eventi più originali e di maggiore rilievo internazionale, il Forum internazionale dei musei letterari. In primavera si terrà, probabilmente a San Pietroburgo, la conferenza scientifica internazionale dedicata alle «Letture Voltariane», mentre un grande omaggio sarà riservato a Dante Alighieri nel 750° anniversario della sua nascita con un progetto espositivo dal titolo: «La sorgente divina dell’ispirazione».
All’interno del dialogo culturale russo-europeo vi sono diversi progetti. È previsto un rilevante finanziamento per la realizzazione e l’inaugurazione di targhe commemorative di scrittori russi vissuti o morti all’estero. Le prime città cui viene fatto cenno nel programma sono Parigi, Berlino, Praga, Harbin, New York, Roma.
La Russia non è affatto impegnata in un isolamento autoimposto, come vorrebbe l'Occidente, ed è pronta a cooperare con gli altri Paesi sulla base del rispetto dei reciproci interessi. Circa 40 nazioni e gruppi di integrazione hanno espresso ufficialmente il desiderio di creare una zona di libero scambio con l'Unione Economica Eurasiatica e secondo il ministro degli Esteri della Federazione Russa, Sergej Lavrov, è necessario avviare il dialogo sulla formazione di un unico spazio economico umanitario dall'Atlantico al Pacifico, «uno spazio in cui agisca il principio della indivisibilità della sicurezza».
Allo stesso tempo il ministro ha osservato che nessuno Stato deve rafforzare la propria sicurezza a spese di altri. Perché l'alleanza tra India, Russia eCina, che si è profilata a seguito di una serie di accordi siglati alla fine del 2014, è uno dei cardini su cui viene costruito il nuovo ordine mondiale. Ed uno degli indicatori più importanti di questa alleanza è la posizione coerente che l’India ha avuto ed ha nei riguardi della crisi ucraina. Con comprensione e simpatia ha reagito alla reazione della Russia in merito a questa crisi (Debidetta, Russia & India Report).



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Icona della Madre di Dio di Smolensk (XX sec.)
Fernanda Santobuono
Agosto '17


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