ELEOUSA magazine
Agosto '17

Il Giorno della Vittoria. Nessun potere asservirà il popolo russo


Nel giorno della Parata della Vittoria a Mosca, il 9 maggio, il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che non esiste e non esisterà una forza capace di piegare il popolo russo: «No, non esiste e non esisterà un potere capace di asservire il nostro popolo. È morto difendendo la sua terra natale, ha fatto ciò che apparentemente sembrava impossibile, ha invertito il percorso sanguinoso della ruota della Seconda guerra mondiale, ha inseguito il nemico fin dove aveva avuto il coraggio di partire per arrivare alla nostra terra, ha schiacciato il nazismo, ha messo fine alla sua atrocità. E non dimenticheremo mai che la libertà dell'Europa e la pace tanto desiderata sul Pianeta l'hanno conquistata proprio i nostri padri, nonni e bisnonni», ha aggiunto.
Le truppe sovietiche furono le prime a raggiungere i confini dell'Austria il 29 marzo 1945. La resistenza tedesca/austriaca era ormai indebolita e già dopo una settimana i soldati sovietici arrivarono a Vienna. A questo punto scoppiò una violentissima battaglia che durò una settimana e che costò la vita a circa 19mila soldati tedeschi e austriaci e a 18mila soldati sovietici. Solo il 9 maggio, dopo la successiva capitolazione incondizionata delle forze armate tedesche, la guerra era finita anche per gli austriaci. Il vero motivo dell'invasione dell'Austria da parte delle truppe tedesche il 12 marzo 1938 fu che Hitler aveva bisogno degli austriaci per la sua guerra che iniziò appena un anno dopo. Infatti, una delle prima cose che fecero i nuovi padroni dell'Austria fu l'integrazione delle forze armate austriache nell'esercito tedesco, completata già il 29 marzo, ancora prima del plebiscito, e abolire il nome dell'Austria «Österreich» prima in «Ostmark» (Territorio dell'Est) e poi «Circoscrizione delle Alpi e del Danubio» dietro minaccia delle sanzioni.


«La Vittoria dell'Unione Sovietica sul fascismo rimarrà per sempre nella storia dell'umanità come l'apice della celebrazione della ragione sulla barbarie», ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin durante la Parata della Vittoria sulla Piazza Rossa a Mosca, il 9 maggio, nel 72° anniversario della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica (1941-1945).
La Grande Guerra durò 1418 giorni, dal 22 giugno del 1941 al 9 maggio del 1945.
«Il trionfo su questo terribile potere totalitario resterà per sempre nella storia dell'umanità come l'apice della celebrazione della vita e della ragione oltre la morte e la barbarie. Dobbiamo ricordare che la vittoria ha avuto costi enormi, la guerra è costata milioni di vite», - ha detto ancora Putin.
«Questa terribile tragedia non è riuscita ad evitare del tutto l'ideologia criminale della superiorità razziale, causa di disunione dei principali Paesi del mondo», - ha continuato Putin, sottolineando che «il popolo sovietico ha fatto l'impossibile e ha invertito il corso della ruota sanguinosa della Seconda guerra mondiale», che ha distrutto il nazismo.
Il giorno prima, il presidente della Federazione Russa si è congratulato con i leader di Azerbaigian, Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Moldavia, Tagikistan, Turkmenistan, Uzbekistan, Abkhazia, Ossezia del Sud, così come con i cittadini della Georgia e dell’Ucraina per il 72° anniversario della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica. Nel messaggio di congratulazioni il Presidente della Federazione Russa ha sottolineato che «il Giorno della Vittoria è un giorno sacro e un simbolo di impareggiabile eroismo dei nostri padri e nonni, che hanno combattuto spalla a spalla sui fronti di guerra e nelle retrovie per la salvezza della Patria e di tutta l'umanità dal fascismo».
Vladimir Putin ha anche detto che il miglior omaggio ai soldati-liberatori nella Grande Guerra Patriottica «sarà la nostra lotta comune contro ogni tentativo di distorcere la storia, di giustificare gli atti criminali del fascismo e del nazismo». Ed ha espresso fiducia che «la tradizione di amicizia fraterna e reciproca assistenza, temprata nel crogiuolo della guerra, rimarrà una base affidabile per lo sviluppo di partenariato e cooperazione tra i nostri Paesi e per garantire la stabilità e la sicurezza regionale».
Putin ha trasmesso la sua più profonda gratitudine a tutti i veterani di guerra e a coloro che hanno lavorato nelle retrovie augurando loro la salute, la felicità e una lunga vita.
Pertanto il 9 maggio di ogni anno la Russia festeggia la Grande Vittoria. La capitolazione del Terzo Reich venne firmata dall'ammiraglio Keitel al maresciallo Zhukov la sera dell’8 maggio 1941, quando a Mosca, a causa della differenza del fuso orario, era già il 9 maggio 1945. Per i russi questo giorno è una delle feste nazionali più sentite ed è sempre celebrata con tutti gli onori. Alla Vittoria nel conflitto mondiale, costato ai popoli dell’Unione Sovietica più di 27 milioni di vite, sono dedicate numerose iniziative incentrate sui protagonisti della guerra, i veterani. Secondo i dati di aprile 2017 i veterani della Grande Guerra Patriottica ancora vivi sono circa 1 milione e 800mila.
Questo Giorno inizia con l'imponente Parata militare sulla Piazza Rossa a Mosca, seguita dalla cerimonia commemorativa presso la Tomba del Milite ignoto e dalla marcia del «Reggimento immortale», in memoria dei combattenti già scomparsi. In molte città russe migliaia di persone sfilano per le strade con i ritratti dei propri cari che hanno preso parte al conflitto mondiale. L’iniziativa si svolge anche al di fuori dei confini nazionali e l’anno scorso è arrivata a coinvolgere 40 Paesi in tutto il mondo.
In Francia la marcia si è tenuta a Parigi, Strasburgo, Nizza, Marsiglia, Lione, Montpellier. A Marsiglia e Fréjus la manifestazione si è svolta per la prima volta quest'anno. Nella capitale francese si è tenuta per la terza volta. I partecipanti si sono riuniti nella Piazza della Repubblica, che ha ospitato una manifestazione commemorativa, e poi hanno sfilato fino al cimitero Pere Lachaise, dove hanno deposto i fiori presso il monumento ai partigiani sovietici.
«Il Reggimento immortale» è nato come un progetto di attivismo civile da parte di un gruppo di giornalisti della città siberiana di Tomsk che, come ricorda la stampa, ha preso spunto dalla tradizione sovietica di portare le fotografie dei parenti nei luoghi commemorativi. Grazie al lavoro degli attivisti il 9 maggio del 2012 per le vie centrali di Tomsk sono sfilate alcune migliaia di persone tenendo in mano le foto che ritraevano i propri cari coinvolti nella Seconda guerra mondiale.
L’eco dell’iniziativa ha fatto subito il giro della Russia e l’anno seguente «Il Reggimento immortale» si è tenuto in più di 100 città russe, e nel 2014 in più di 500. Due anni fa la manifestazione si è allargata ulteriormente, ricevendo il benestare del governo. Da allora, in testa al corteo c'è il presidente Vladimir Putin con il ritratto di suo padre, soldato al fronte.
A Mosca i partecipanti attraversano il centro della città e la Piazza Rossa. Quasi mezzo milione di persone si sono radunate nella capitale.
È interessante notare che la città di Tomsk è stata fondata il 7 ottobre 1604, nello stesso giorno della nascita del presidente Putin, per volere dello zar di Russia Boris Godunov (1598-1605), succeduto ad Ivan IV e alla cui morte iniziò in Russia il turbolento Periodo dei Torbidi, con l'invasione dei polacchi a Mosca fino al 1612.
La storia di Tomsk è legata anche alla vita dell'imperatore Nicola II di Russia ed al suo viaggio in Oriente (1890-1891), intorno alla maggior parte dell'Eurasia, quando era zarevič.
Egli fu il primo ed unico sovrano di un grande Paese ad attraversarlo da Vladivostok a San Pietroburgo per terra e acqua. Per tradizione la fine della formazione dell'erede al trono si concludeva con un viaggio nei Paesi dell'Europa. Ma Alessandro III mandò lo zarevič Nicola ad est. Il grandioso viaggio iniziò il 23 ottobre 1890 e il suo percorso passò attraverso l'Egitto, l'India, Sri Lanka, Singapore, Cina, Giappone.
La lunghezza totale del viaggio fu di oltre 51.000 km, dei quali 15.000 km su ferrovia e 22.000 km per mare. Non fu un viaggio di piacere, ma una missione importante. La Russia dichiarò i suoi interessi nel Sud-est asiatico e nella regione Asia-Pacifico, dimostrò la sua potenza navale: lo zarevič viaggiò su una delle navi più moderne: l'incrociatore Pamiat Azova, «Memoria di Azov». Era anche molto importante che l'erede al trono stabilisse contatti personali con le dinastie dominanti dei Paesi visitati. Ovunque lo zarevič e il suo entourage incontrarono l'accoglienza più calorosa, ad eccezione del Giappone, dove l'erede al trono fu ferito in un tentativo fallito di assassinio. Già allora! Il famoso «incidente di Ōtsu».
Allo zarevič rimase una cicatrice lunga nove centimetri sul lato destro della fronte.
Oggi nell'Estremo Oriente russo esiste il nuovo cosmodromo di Vostochny. Il primo lancio è avvenuto il 28 aprile 2016 alla presenza del presidente della Federazione Russa Vladimir Putin e fra dieci anni da questo cosmodromo sarà testato un missile super-pesante. Grazie a questo razzo sarà possibile inviare navicelle non solo sulla Luna ma anche su Marte e Giove. Per il lancio sarà creata un'apposita rampa di lancio.
Nel 1890 lo zar Alessandro III di Russia decise di costruire la Ferrovia Transiberiana ed il suo erede, lo zarevič Nicola, prese parte all'inaugurazione ufficiale dei lavori a Vladivostok il 31 maggio 1891 per conto di suo padre. Poi iniziò il suo viaggio di ritorno a San Pietroburgo attraverso l'intera lunghezza della Russia. Egli viaggiò via terra e con un battello fluviale passando per Khabarovsk, Blagoveščensk, Nerčinsk, Čita, Irkutsk, Tomsk, Surgut, Tobol'sk, Tara, Omsk e Orenburg e poi tornò in treno a San Pietroburgo il 16 agosto 1891. Secondo la tradizione di quel tempo, per celebrare la visita del futuro imperatore, archi trionfali furono eretti in diverse città siberiane.
Prese parte al viaggio anche il principe Esper Ukhtomsky, della nobile famiglia discendente della dinastia dei Rjurik, poeta ed editore, appassionato dell'Oriente, che raccolse importanti note etnografiche sui luoghi visitati, in seguito pubblicò una storia illustrata di questo viaggio, in tre volumi. Più di 200 foto furono scattate da Vladimir Mendeleev, figlio di Dmitry Mendeleev, inventore della tavola pitagorica degli elementi, che era membro dell'equipaggio della Pamiat Azova.
Un membro della famiglia Ukhtomsky, il principe Pavel Petrovich, vice ammiraglio della Marina imperiale russa, servì come viceammiraglio della Flotta orientale russa nella guerra russo-giapponese del 1904-05, dopo soli 13 anni dallo storico viaggio di Nicola II, che nel frattempo era succeduto a suo padre.

Parata della Vittoria

Quest'anno alla Parata del 9 maggio sulla Piazza Rossa non splendeva il sole. A differenza degli anni scorsi, a Mosca non c'era il sole. Il cielo era coperto e la temperatura era di 3 gradi e nella notte era caduto un po' di neve. Alcuni hanno ironizzato dicendo che anche il «signor inverno» aveva dato il suo contributo per sconfiggere i nazisti nel 1945 e pertanto voleva essere presente all'evento.
Tuttavia, a causa del maltempo non hanno preso parte alla Parata gli aerei e gli elicotteri dell'esercito russo, come comunicato dal Ministero della Difesa russo. Quasi tutti i piloti che dovevano partecipare alla Parata della Vittoria hanno condotto azioni militari in Siria e hanno ricevuto alte onorificenze dello Stato.
Erano presenti alla Parata del 2017 più di diecimila soldati, 114 mezzi terrestri, 72 tra elicotteri e aerei. I soldati del Reggimento «Preobrazhenskiy» hanno portato sulla Piazza Rossa la bandiera della Federazione Russa ed il vessillo della Vittoria. Al grido gioioso dei soldati «Urrà! Urrà! Urrà!», il ministro della Difesa russo Sergej Shojgu ha passato in rassegna, una ad una, tutte le divisioni delle truppe di terra presenti sulla piazza. Quindi ha ceduto la parola al Comandante supremo delle Forze Armate Russe, il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin: «Più passa il tempo e maggiore è il nostro dovere di conservare e trasmettere la memoria, lo spirito, il senso della Grande Vittoria, affinché i nostri figli amino altrettanto la nostra Patria e la difendano. Onore al popolo vincitore!», ha detto il capo dello Stato concludendo il suo discorso. È seguito un minuto di silenzio sulla Piazza Rossa in onore delle vittime della Grande Guerra Patriottica.
Con l'inno della Federazione Russa si è aperta la prima parte della Parata. Davanti al palco d'onore hanno sfilato 10mila uomini delle forze di terra, delle truppe aeronautiche e della flotta. I primi ad entrare sulla Piazza Rossa sono stati i cadetti dell'Accademia militare di musica di Mosca, che nel 2017 compie 80 anni.
Davanti al palco d'onore hanno marciato gli uomini del 331° reggimento paracadutisti di Kostroma, i famosi «baschi azzurri». Negli anni della Grande Guerra Patriottica gli uomini di questo reggimento parteciparono alla liberazione di Austria, Ungheria e Cecoslovacchia.
Come avviene già da alcuni anni, hanno sfilato anche le donne soldato dell'esercito.
Con il passaggio del reggimento delle Guardie del Cremlino si è conclusa la sfilata delle truppe di terra, cedendo il passo ai mezzi militari. Il primo a sfilare sulla Piazza Rossa è stato il leggendario carro armato T-34.
Sul porfido della Piazza Rossa per la prima volta nella storia hanno preso parte alla Parata della Vittoria i mezzi di difesa contraerea e antimissilistica delle truppe dell'Artico.
Sulle note della canzone patriottica «Katyusha» hanno sfilato dinanzi al palco d'onore i mezzi blindati «Tigr» con i moduli da combattimento «Arbalet» e «Cornet-D», seguiti dai mezzi blindati Typhoon-U.
Sulle note della canzone «Proschaniye Slavyanki» la banda militare ha lasciato la Piazza Rossa. La Parata della Vittoria si è conclusa.
Alla Parata del 2018 parteciperanno i MiG-31 con il nuovo missile ipersonico Kinzhal.

Omaggio al Milite ignoto

Al termine della Parata sulla Piazza Rossa Vladimir Putin ha deposto una corona di fiori presso la Tomba del Milite ignoto nei Giardini di Alessandro, presso le mura del Cremlino.
Alla cerimonia hanno preso parte il presidente della Repubblica di Moldavia Igor Dodon, i veterani della Grande Guerra Patriottica, il primo ministro Dmitrij Medvedev, il presidente del Consiglio della Federazione Valentina Matvienko, il presidente della Duma di Stato Vjacheslav Volodin, il capo dell'Amministrazione presidenziale Anton Vajno, il ministro della Difesa Sergej Shojgu, il presidente della Corte Costituzionale Valerij Zorkin, e numerosi ospiti.
I partecipanti alla cerimonia hanno reso omaggio alle vittime della Grande Guerra Patriottica e hanno osservato un minuto di silenzio. L'evento si è concluso con l'esecuzione dell’inno nazionale della Federazione Russa e la marcia delle truppe della guarnigione di Mosca.
Vladimir Putin e Igor Dodon hanno deposto i fiori presso gli obelischi delle città eroine, che si sono distinte per il loro eroismo durante la Guerra Patriottica del 1941-1945. Questa onorificenza per le città equivale all'onorificenza individuale di Eroe dell'Unione Sovietica.
Poi al Cremlino di Mosca è stato dato un ricevimento di gala, durante il quale il presidente Vladimir Putin ha incontrato i veterani dalla Slovenia e si è congratulato con loro per il Giorno della Vittoria e ha detto: «Siamo molto grati per quello che state facendo a casa in memoria dei soldati russi». Il Presidente ha anche parlato con i membri dell’ensemble di canti e danze dell'Esercito russo «A. V. Aleksandrov», invitati al ricevimento, e si è congratulato con i membri del team e il capo dell’ensemble, il colonnello Gennady Sachenyuk.
Aleksandr Vasil'evič Aleksandrov è stato un compositore sovietico, autore della musica dell'inno nazionale dell'Urss, che dal 2000, con un diverso testo, viene utilizzata per quello russo, e della toccante canzone «La guerra sacra»: Sorgi, o terra immensa, sorgi all'ultima battaglia! Contro l'oscura forza fascista, contro l'orda maledetta/ Possa nobile la tua ira correre come l'onda! È la guerra del popolo. È la guerra tua sacra!/ Resistiamo agli oppressori di ogni alto ideale, ai carnefici, predatori, torturatori dell'umanità!/ Non osino le ali nere la nostra Patria sorvolare, i suoi campi sconfinati non osi il nemico violare!/ Alla sordida feccia fascista piazzeremo una pallottola in fronte, al rifiuto dell'umanità scaveremo una fossa profonda!
A tutti i partecipanti al ricevimento Putin ha detto: «In questa festa c’è l’orgoglio, la gioia e il dolore. Questi sentimenti sinceri uniscono milioni di persone, tutte le generazioni.
Non abbiamo un altro giorno simile, quando tutti noi sentiamo in maniera così forte il valore della vita e l'importanza dell'amore per la Patria, quando il ricordo della guerra diventa universale ed estremamente importante per coloro che hanno combattuto e lavorato sul fronte, per coloro che sono nati dopo la vittoria e per i giovani, per i nostri figli e nipoti che vivono nel XXI secolo. Tutta la Russia celebra questa sacra festa. Ed è chiaro il perché. Non si tratta solo di molti milioni di vittime che il nostro popolo ha sacrificato sull'altare della Vittoria. Se il nostro Paese avesse ceduto alla terribile tragedia e, come molti altri Paesi europei, avesse subito la sconfitta, avremmo avuto un destino diverso rispetto ai Paesi asserviti del continente europeo. Non era solo una questione dell'esistenza del nostro Paese, è stata una questione di esistenza del nostro popolo come gruppo etnico.
E siamo ben consapevoli di questo dai documenti del partito nazista e dello Stato fascista che sono ancora conservati negli archivi. Coloro che non sono stati utilizzati per il lavoro di schiavi sarebbero stati soggetti all'eliminazione fisica, chiaro e semplice, o al reinsediamento in regioni remote, senza alcuna infrastruttura, dove sarebbero stati condannati ad una estinzione graduale. Questo è ciò che dobbiamo sempre ricordare quando si parla della verità della Seconda guerra mondiale, la Grande Guerra Patriottica, quando parliamo delle vittime che il nostro popolo ha sacrificato sull'altare della Vittoria, come ho già detto. Questo è qualcosa che non dobbiamo mai dimenticare. Questa è la cosa più importante.
Questo è il motivo per cui ci rivolgiamo ai veterani in occasione del Giorno della Vittoria. A Voi sono rivolte le congratulazioni più affettuose e le parole di gratitudine. I fiori, i regali, i concerti e i fuochi d'artificio sono tutti per Voi.
Ammiriamo il Vostro valore e lo spirito di sacrificio, l'umiltà e la forza d'animo. Ammiriamo la Vostra intera generazione, che ha percorso una strada così dura e ardua, lunga, difficile ed eroica fino alla grande Vittoria.
La sconfitta del nazismo è stato un episodio epocale per tutto il mondo e per il nostro Paese, una grande celebrazione di liberazione dalla tragedia, dalla morte e dalla distruzione, un giorno di trionfo per un popolo che ha sconfitto un nemico insolente, traditore e brutale, un popolo che ha pagato un prezzo enorme per determinare l'esito della guerra più mortale e portarla ad una chiusura vittoriosa.
La nostra gratitudine alla generazione dei vincitori è incommensurabile. Continueremo sempre a mantenere fede alle Vostre alleanze e alla Vostra eredità eroica e passeremo questa eredità ai nostri nipoti e pronipoti.
Grazie. Grazie di tutto!
Vorrei proporre un brindisi ai vincitori e per la pace nella nostra terra, la grande Russia!».
In serata, uno spettacolo di fuochi pirotecnici ha concluso il programma della giornata.



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