Febbraio 2023
01020304050607
08091011121314
15161718192021
22232425262728
Vedi tutti gli eventi >>
HOMEPAGE
PRESENTAZIONE SITO
STORIA
ICONA
AKATHISTOS
ORTODOSSIA
LUOGHI
EVENTI
CONTATTI

Privacy

Informativa sull'uso dei Cookies

 


ELEOUSA magazine
Agosto '17

Pellegrinaggio al Monte Athos. Mille anni di storia del monachesimo russo


Dal 27 al 29 maggio si è svolto il pellegrinaggio di Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ sul Monte Athos. Questa è la seconda visita del Primate della Chiesa ortodossa russa in questi ultimi anni. La prima ha avuto luogo nel 2013, quando il Patriarca ha avuto modo di visitare molti monasteri della sacra montagna. Il pellegrinaggio di quest’anno è collegato alla celebrazione della presenza del monachesimo russo sul Monte Athos.
Dopo la visita alla Cattedrale della Dormizione a Karyes e l’incontro con il Sacro Kinot, Sua Santità il Patriarca Kirill si è diretto al Monastero russo di San Panteleimon. Secondo il programma della visita, il Primate della Chiesa Russa ha tenuto il culto nel Vecchio Rusik e nell’eremo di Ksilurgu, dove è nato e si è sviluppato il monachesimo russo sul Monte Athos. Domenica 29 maggio, ha celebrato la Divina Liturgia nella Cattedrale dell'Intercessione della Madre di Dio nel Monastero del Santo Protomartire e Guaritore Panteleimon.
L’Athos è di particolare importanza nella vita spirituale del popolo ortodosso russo. Quest’anno in Russia si celebra il millennio della presenza russa sul Monte Athos. La prima menzione scritta del monachesimo russo sull’Athos risale al 1016. Uno dei documenti conservati nella biblioteca della Grande Lavra di Sant’Atanasio contiene la firma di tutti gli igumeni dei monasteri athoniti, tra cui quella dell’igumeno del monastero russo: «Gerasim - monaco, per grazia di Dio, presbitero e igumeno del monastero russo».
La storia del monachesimo russo in questo luogo è associata soprattutto a tre centri spirituali: il Monastero della Madre di Dio di Ksilurgu, il Vecchio Rusik e il Monastero del Santo Protomartire e Guaritore Panteleimon (Nuovo Rusik), il principale monastero russo sull'Athos, del XVIII secolo.
Il 28 maggio, il Monte Athos è stato visitato dal presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, in visita ufficiale nella Repubblica Ellenica. Il capo dello Stato, dopo la visita al Protat a Karyes e l'incontro con il Sacro Kinot, è arrivato al Monastero di San Panteleimon, dove è stato accolto dal Patriarca Kirill e dai monaci. Durante la visita in Grecia, Putin ha incontrato il primo ministro Alexis Tsipras e il presidente di questo Paese, Prokopis Pavlopoulos.

All’aeroporto di Salonicco il Primate della Chiesa ortodossa russa ha incontrato il metropolita Nikodemos di Cassandreia, il console generale della Federazione Russa a Salonicco, Aleksej Popov, il vice ministro degli Esteri della Repubblica di Grecia, Ioannis Amanatidis, il ministro di Macedonia e Tracia, signora Maria Kollin-Tsaruk, il portavoce del Ministero degli Esteri nel nord della Grecia, Ioannis Vikilidis.
Ad accogliere Sua Santità il Patriarca Kirill al molo di Dafni del Monte Athos c’erano il governatore Aristos Kazmiroglu, i rappresentanti del Sacro Kinot, lo ieromonaco Paulos del Monastero di Xeropotamou, e lo ieromonaco Hieronymus del Monastero di Simonopetra, il capo del gruppo di lavoro del Presidente della Federazione Russa per la preparazione della celebrazione del millesimo anniversario della presenza del monachesimo russo sul Monte Athos e il rappresentante plenipotenziario del Presidente della Federazione Russa nel Distretto Federale Centrale, Aleksandr Beglov.
Durante il pellegrinaggio sul Monte Athos il Patriarca è stato accompagnato dai membri della delegazione della Chiesa ortodossa russa: il metropolita Hilarion di Volokolamsk, presidente del comitato organizzatore della Chiesa ortodossa russa per la preparazione della celebrazione del millesimo anniversario della presenza russa sul Monte Athos e presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca (Decr); il metropolita Mark di Ryazan e Mikhailovskij; il vescovo Sergij di Solnechnogorsk, capo della Segreteria amministrativa del Patriarcato di Mosca; il vescovo Antonij di Bogorodsk, responsabile dell’amministrazione delle istituzioni estere del Patriarcato di Mosca; il presidente del Dipartimento sinodale per le relazioni della Chiesa con la società e i media, Vladimir Lagojda; l’arciprete Nikolaj Balashov, vice presidente del Decr; l’arciprete Andrej Milkin, capo del Servizio di protocollo di Sua Santità il Patriarca; l’arciprete Igor Yakymchuk, segretario del Decr per i rapporti interortodossi; il sacerdote Aleksandr Volkov, responsabile dell'Ufficio stampa del Patriarca.
Al suo arrivo, Sua Santità il Patriarca si è recato nel centro abitato Karyes, dove ha incontrato il rappresentante del Patriarca ecumenico, il metropolita Apostolos di Mileto, il protoepistat, antiprosop della Grande Lavra, lo starets Paulos, i membri del Sacro Kinot e i confratelli dei monasteri dell’Athos. Il Primate della Chiesa ortodossa russa ha visitato la Cattedrale della Dormizione del Protat, che è la chiesa più antica sul Monte Athos. Nella cattedrale si trovano gli affreschi dell’iconografo bizantino Manuel Panselinos (fine XIII - inizio XIV secolo).
Dinanzi all’icona miracolosa della Madre di Dio «Axion Estin», Sua Santità ha tenuto un servizio di ringraziamento (moleben).
Al termine del culto, Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill ha incontrato nella sede del Protat i membri del Sacro Kinot del Monte Athos e ha detto: «Vostra Eminenza, Metropolita Apostolos di Mileto! Eccellenza, governatore dell’Athos! Venerabili protos, padre Paulos! Cari fratelli!
Esprimo la mia gratitudine a Sua Santità il Patriarca Bartolomeo per l’ospitalità. Gioisco per l’opportunità, Vostra Eminenza, di pregare per lui insieme a Voi, qui sul Monte Athos.
Vi ringrazio, Eccellenza, per le gentili parole che mi avete rivolto. Voglio dire con chiarezza che il fattore principale che lega la Russia e la Grecia è la fede ortodossa. A motivo della fede comune, i due popoli hanno mantenuto relazioni fraterne in diversi periodi della storia. Noi crediamo che con la grazia del Signore continueranno a mantenere l’unità fraterna e a essere membri dell’unica Chiesa ortodossa.
Sin dai tempi antichi, sono esistite fortezze, roccaforti che difendevano la pace e la tranquillità dei cittadini. C’erano i fari per i marinai che così potevano fendere la nebbia e le navi potevano raggiungere tranquillamente il molo. L’Ortodossia universale ha un suo santuario principale - è il Monte Athos. Questa roccaforte, con il suo modo unico di vita spirituale, con la sua tranquillità, con la sua ospitalità, è un faro. La roccaforte del Monte Athos non è indebolita, ma deve avere un numero sufficiente di soldati religiosi. La lampada del Sacro Monte non è spenta e continua a brillare, ma ha bisogno di un adeguato apporto di olio, che solo un cuore ardente, la misericordia, la pace, il sacrificio e la preghiera possono apportare.
Il mio mentore spirituale ed ecclesiastico, il metropolita Nikodim, di beata memoria, visitò il Sacro Monte più di mezzo secolo fa, in uno dei periodi più difficili della sua esistenza, quando sembrava che l’approvvigionamento di tale olio si stesse esaurendo e la lampada potesse spegnersi. Amava questo luogo sacro con tutta l’anima e con tutta la mente della Chiesa e ha trasferito questo amore alla nuova generazione di vescovi della Chiesa ortodossa russa, uno dei quali sono io. Sono stati anni difficili per il Monte Athos e per la Chiesa ortodossa russa.
Oggi stiamo assistendo per grazia di Dio a un nuovo rafforzamento della roccaforte dell’Athos e al rinnovamento del vigore di questo faro spirituale. Tutta la Chiesa guarda al Sacro Monte con la speranza di trovare qui un esempio di spirito di sacrificio, di preghiera incessante e di spirito ardente. Oggi, la Chiesa della Santa Rus’, dopo aver superato il periodo storico più difficile della sua esistenza, progredisce quantitativamente e spiritualmente. Avendo ritrovato la splendida opportunità di visitare il Monte Athos e pregare nei suoi santuari, i nostri fedeli traggono da questa preziosa fonte notevoli doni di grazia. Siamo lieti dell’opportunità di venire qui. Noi crediamo che i legami spirituali della Russia, della Chiesa ortodossa russa e del Monte Athos non possono essere scossi dalle circostanze difficili della vita. La storia del XX secolo ci dimostra che è così.
Auguro a tutta la comunità monastica del Monte Athos la salvezza in Cristo, la crescita spirituale, l’incessante fiamma ardente per tutto il popolo di Dio e per tutta la Chiesa di Cristo».
Al termine dell’incontro, il Primate della Chiesa Russa si è recato al Monastero russo del Santo Protomartire e Guaritore Panteleimon.
Alle sante porte della dimora il Primate è stato accolto dall’igumeno del monastero, lo schema-archimandrita Ieremija (Alekhin), e dai confratelli. Al suono delle campane Sua Santità il Patriarca Kirill e i monaci hanno raggiunto la Cattedrale di San Panteleimon, dove Sua Santità Vladyka ha venerato l’arca contenente la reliquia del cranio del santo e ha tenuto un servizio di ringraziamento (moleben). In serata ha celebrato i Piccoli Vespri.
Nella Cattedrale dell’Intercessione della Madre di Dio del monastero ci sono le reliquie di san Silvano dell’Athos, l’icona miracolosa della Madre di Dio «Ierusalemskaya», l’icona di san Giovanni Battista, l’antica icona di san Panteleimon e l’icona del santo Kharalambos, morto martire sotto Settimio Severo.

Il 28 maggio il Patriarca ha visitato il Vecchio Rusik, seconda dimora in ordine cronologico, dopo l’eremo di Ksilurgu, del monachesimo russo sul Monte Athos. Negli anni 2012-2016 nel monastero sono stati effettuati complessi lavori di restauro.
Il Primate della Chiesa ortodossa russa ha consacrato la Cattedrale dedicata al Santo Protomartire e Guaritore Pantaleimon e ha celebrato la Divina Liturgia nella chiesa appena consacrata. «A questo luogo sono legati molti importanti e straordinari eventi storici, spiritualmente significativi - ha detto il Primate della Chiesa Russa. - È ben noto che qui è stato tonsurato monaco san Sava della Serbia. Qui l’igumeno Isaija ha tradotto in slavo il Corpus Areopagiticum, con le interpretazioni di san Massimo il Confessore. L’igumeno Isaija, che conosceva bene il metropolita di Kiev e di tutta la Rus’ Kiprian, ha passato il testo slavo del Corpus Areopagiticum al metropolita, e solo attraverso lui questi meravigliosi testi sono stati diffusi in tutta la Rus’».
«La notevole storia dei nostri monasteri è stata accompagnata da un particolare interesse per questi luoghi del nostro popolo e dei sovrani che hanno governato il nostro Paese - ha proseguito Sua Santità il Patriarca. - Qui non si può dimenticare la grande storia gloriosa della nostra Chiesa, con tutti i suoi alti e bassi, con i dolori e le sofferenze... Anche quando c’era davvero tanto male in Russia, qui c’era una comunità monastica attiva. Mi ha molto commosso celebrare la Liturgia sull’antimension firmato dal vescovo Antonij (Khrapovitskij), metropolita di Kiev e della Galizia, nel 1920».
Al termine della Divina Liturgia, Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill, accompagnato dai membri della delegazione ufficiale della Chiesa ortodossa russa, ha visitato l’eremo di Ksilurgu (che in greco significa falegname), dedicato alla Dormizione della Madre di Dio - storicamente il primo monastero russo sul Monte Athos, dove sono stati eseguiti lavori di restauro in occasione del millennio della presenza russa sul Monte Athos.
Sua Santità è stato accolto dal confessore del Monastero di San Panteleimon, ieromonaco Makarij, dallo skitonachalnik, ieromonaco Simon, e dai confratelli. Il Primate della Chiesa Russa ha visitato l’antica Cattedrale della Dormizione e la Chiesa di San Giovanni di Rila.
Sua Santità ha consacrato la Chiesa dei Santi Cirillo e Metodio, pari agli Apostoli, sita all’interno della dimora della comunità monastica, costruita nel 1885, e poi ha tenuto un moleben nella chiesa appena consacrata.
I canti liturgici sono stati eseguiti dal coro della Lavra della Trinità di San Sergio, diretto dall’archimandrita Gleb (Kozhevnikov).
Nel concludere il servizio, Sua Santità il Patriarca ha detto: «Mi congratulo di cuore con tutti Voi per questo evento speciale. Celebriamo il millesimo anniversario della prima prova scritta della presenza del monachesimo russo sull’Athos. E questa presenza ha avuto inizio nel luogo in cui ci troviamo - è qui, nel monastero di Ksilurgu, dedicato alla Dormizione della Madre di Dio, che iniziò la vita dei monaci russi. Molto probabilmente è da questo monastero che venne Sant’Antonio, che ha fondato la Lavra delle Grotte di Kiev. Da qui, senza dubbio, l’influenza athonita ebbe il suo impatto sul monachesimo russo. Questo è il nostro fonte battesimale athonita - qui è iniziata la tradizione monastica, alla quale tutti noi, monaci russi, apparteniamo. Pertanto, è sempre una sensazione speciale, per chi, conoscendo la storia, arriva all’ombra di questa santa dimora.
Quanto fu triste e amaro visitare questo luogo negli anni della devastazione! Ho visitato l’eremo di Ksilurgu più di un decennio fa. Ho visto come la vita può svanire, come i tetti degli edifici possono crollare, come può cadere la cupola, come può morire la santa dimora. Pertanto, sono state rivolte preghiere speciali affinché, in connessione con la celebrazione del millesimo anniversario del monachesimo russo sull’Athos, fosse possibile restaurare questa struttura, soprattutto perché si tratta del Monastero della Dormizione della Madre di Dio.
Forse non è un caso che i russi si stabilirono qui, perché lavorare il legno è sempre stato il mestiere principale dei russi, che sono sempre stati in grado di lavorare con la scure, creando templi di legno, case, città, fortezze. Per loro, lavorare il legno qui, sul Monte Athos, rappresentava una consuetudine - il nome stesso ci fornisce informazioni molto importanti sull’attività dei monaci qui. Erano senza dubbio dei falegnami, il che conferma ancora una volta indirettamente che la maggior parte di loro erano russi. E quando dico "russo", intendo la parola nel suo significato storico, vale a dire come era inteso dai bizantini, che chiamavano i nostri popoli Rus’. Stiamo parlando di grandi popoli che vivevano nelle distese dal Mar Nero al Mar Baltico, dai vichinghi, in Scandinavia, ai greci, e dai greci ai vicini bizantini.
Se si parla della storia di questo luogo, è necessario ricordare qualcosa. Forse non è un caso che la chiesa principale della Lavra delle Grotte di Kiev sia, come in questo caso, la Chiesa della Dormizione. Questa tradizione di venerare la Dormizione della Madre di Dio è stata portata in Russia dai monaci dell’Athos. E dopo la cattedrale della Lavra delle Grotte di Kiev, anche le cattedrali delle nostre città - Vladimir, Mosca, e poi Smolensk, che difendeva la Russia del Nord, e delle Lavre di Pochaev e di Svjatogorsk - sono state non a caso dedicate in onore della Dormizione della Madre di Dio. Tutto questo è partito da qui, dal tempietto della Dormizione di Maria, dove abbiamo appena pregato, e che continua ad essere la chiesa principale di questo luogo santo. Così, entrando sotto gli archi di questo monastero, inavvertitamente ho collegato nella mia mente i mille anni di storia ai nostri giorni. E così, con la Grazia di Dio, l’eremo della Vergine Santissima di Ksilurgu ha acquisito una bellezza che forse non ha mai avuto nella sua storia. Di queso vorrei ringraziare tutti coloro che hanno partecipato al restauro di questo luogo santo. Domani chiamerò per nome queste persone e consegnerò loro i premi. Sono tutti presenti qui oggi. Vorrei esprimere la mia profonda gratitudine a voi, cari fratelli, per quello che avete fatto, per il sacrificio compiuto per il restauro di questo luogo santo dell’antica Bisanzio, del mondo greco e del mondo russo.
Vorrei ringraziare a nome della gerarchia padre Makarij e tutti i fratelli del monastero. E dinanzi a Voi, padre Simon, vorrei dire grazie a tutti coloro che hanno lavorato e lavorano qui, effettuando il servizio divino. Desidero anche ringraziare in particolare tutti coloro che si sono impegnati per restaurare questa santa dimora. Ricordo come abbiamo esaminato, si può dire, le rovine di questo posto, come non sono potuto salire fino al secondo piano per non cadere. E oggi siamo in tanti in questo luogo e nessuno ha paura di cadere, perché tutto è stato restaurato meravigliosamente.
Ora la cosa più importante è far rivivere la vita monastica qui. Mi rivolgo a padre Makarij e a tutti voi, fratelli. Nei nostri eremi ci dovrebbero essere piccole, ma attive, comunità. Questi luoghi dovrebbero diventare posti di attrazione per i pellegrini. Questo dovrebbe essere un luogo di solitudine e di preghiera. Tutto questo è impossibile senza una corretta vita liturgica e senza la cura pastorale dei pellegrini. Dio non voglia mai che arrivi il tempo in cui le persone, visitando i monasteri, rimangano attratte solo dall’architettura e dal panorama circostante, non ricevendo la cosa più importante - il nutrimento spirituale. Questo è ora il nostro obiettivo primario - far respirare l’anima in questi meravigliosi templi, in questi eremi, rafforzare lo spirito monastico qui, creare autentiche comunità monastiche.
In ricordo dell’evento di oggi, ho portato i vasi eucaristici come prova del mio speciale rapporto con il luogo in cui è iniziata la tradizione monastica russa sul Monte Athos. Celebrate la Divina Eucaristia su questi vasi, pregate per la Chiesa Russa, per tutta la Rus’, e non dimenticate nelle vostre preghiere il vostro Patriarca. Il Signore benedica tutti Voi!
È per me motivo di gioia aver celebrato in questo luogo santo i mille anni della presenza russa sul Monte Athos. Cristo è risorto!».
Lo stesso giorno il Monte Athos è stato visitato dal presidente della Federazione Russa Vladimir Putin. Al suo arrivo, il Presidente ha visitato Karyes, dove ha partecipato ad un servizio di preghiera nella Cattedrale della Dormizione del Protat. Al termine del moleben il Presidente ha rivolto un discorso, in cui ha detto in particolare: «Sono qui per la seconda volta e sento un calore e una gentilezza speciale, un atteggiamento migliore non solo per me come capo dello Stato russo, ma anche per il popolo russo nel suo complesso. Sul Monte Athos è molto importante e necessario lo sviluppo del mondo ortodosso. Da questa azione dipende la conservazione dei fondamenti morali della nostra società. E voi siete la principale fonte di questo benessere e di questa grazia».
Poi Vladimir Putin ha incontrato i membri del Sacro Kinot. La riunione ha visto la partecipazione del presidente della Grecia, Prokopis Pavlopoulos, e del presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca, metropolita Hilarion di Volokolamsk. Nel suo discorso, il capo dello Stato russo ha sottolineato il ruolo cruciale del Monte Athos nella conservazione delle tradizioni spirituali ortodosse: «Sono molto felice di visitare il Monte Athos. Nella tradizione ortodossa esso, come è noto, è considerato il luogo prediletto della Madre di Dio, pertanto tutti coloro che vengono in questa terra per pregare sinceramente, provano un sentimento speciale.
Il Signor Presidente [della Grecia] ha detto che la Sacra Montagna è un centro unico dell’Ortodossia e del cristianesimo. Per più di mille anni ha conservato con cura e accresciuto le tradizioni spirituali e i nostri comuni valori. Concordo assolutamente sul fatto che questo ruolo dell’Athos sia molto importante oggi, quando l’Ortodossia in Russia e in altri Paesi si sta rafforzando. L’Ortodossia si rafforza e con ciò aiuta un gran numero di persone a trovare la forza interiore, comprese le persone che vivono nel nostro Paese, in Russia.
La prima menzione scritta della presenza del monachesimo russo sul Monte Athos risale a un migliaio di anni fa, questo sottolinea ancora una volta l’importanza di questo luogo speciale per la Russia di oggi. Per molti secoli, i fedeli ortodossi del nostro Paese hanno trovato sull’Athos la forza spirituale e la conoscenza.
Nel rilanciare oggi i valori patriottici, la memoria storica, la cultura tradizionale, noi desideriamo consolidare le nostre relazioni con l’Athos. È incoraggiante che ogni anno un numero sempre maggiore di pellegrini provenienti dalla Russia visiti questo luogo, siamo già oltre undicimila persone all’anno. Vorrei ringraziare per la vostra ospitalità e gentilezza.
Un’importante testimonianza delle crescenti relazioni tra la Russia e l’Athos è il fatto che diverse reliquie vengono portate nel nostro Paese dal Monte Athos per la venerazione dei fedeli. Tra queste, ricordo la Cintura della Madre di Dio del Monastero di Vatopedi e la mano destra di San Giorgio il Vittorioso del Monastero di Xenofonte. Sono state venerate da centinaia di migliaia di ortodossi della Russia. Desidero rivolgere un sentito ringraziamento a tutti Voi. Ci auguriamo che questa alta e nobile missione dei monasteri dell’Athos prosegua nel tempo.
Quest’anno si svolge l'Anno incrociato della Cultura in Russia e in Grecia. Nel corso dei secoli, la comune fede e la simpatia reciproca hanno unito i popoli dei nostri Paesi e, come è stato detto, hanno aiutato i nostri popoli a superare le difficoltà e a vincere. Questo avvenne durante i movimenti di liberazione nei Balcani, e in molte altre fasi della storia del mondo. Questi sentimenti profondi sono stati pienamente accolti dalla generazione dei nostri cittadini. Pertanto sono fiducioso che le relazioni tra la Russia e il Monte Athos, e la Grecia in generale, non saranno solo rafforzate, ma il rapporto spirituale e di fiducia continuerà a determinare la natura delle nostre relazioni amichevoli, già tradizionalmente strette».
Poi, il presidente Vladimir Putin ha visitato il Monastero russo di San Panteleimon. Dopo il servizio di preghiera, a cui ha partecipato il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill, il capo dello Stato ha ringraziato l'igumeno Ieremija e i confratelli per l'ospitalità e la gentilezza con cui accolgono i connazionali qui: «È importante continuare a fare tutto il necessario affinché dall’area russa del Monte Athos si continui a rafforzare spiritualmente tutti i credenti ortodossi», ha detto il Presidente.
Vladimir Putin e il Patriarca Kirill hanno visitato la Chiesa in onore di Sant’Eubule e del Santo Martire Ermolaj - la madre e il maestro spirituale del Promartire e Guaritore San Panteleimon, e hanno venerato le sante reliquie.
Nella biblioteca del monastero Sua Santità il Patriarca Kirill e il Presidente russo Vladimir Putin hanno avuto una conversazione.

Domenica 29 maggio, il Patriarca ha celebrato la Liturgia nella Cattedrale dell'Intercessione della Madre di Dio del Monastero di San Panteleimon. Ha espresso il proprio apprezzamento al presidente Putin, al Governo russo e al primo ministro Medvedev per l’aiuto nella ricostruzione dei santuari sull'Athos, e ha conferito l'Ordine di San Serafino di Sarov, di I grado, al vicepresidente del consiglio di amministrazione della società «FosAgro», Andrej Guriev.



<< Torna Indietro

Particolare del Monastero russo del Santo Protomartire e Guaritore Panteleimon (Nuovo Rusik - XVIII sec.)
Il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus' Kirill e il Presidente russo Vladimir Putin
Visita del Patriarca al Sacro Kinot
 Monte Athos - Il Patriarca Kirill visita il piccolo Monastero di Ksilurgu
Vladimir Putin e il Patriarca Kirill
Agosto '17


Costi abbonamento

Abb. annuale € 30,00
Abb. benemerito € 50,00



Da versare su c/c postale n° 91231985
IBAN IT 11 E 07601 15500 0000912385
intestato a Eleousa di Fernanda Santobuono