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Agosto '17

Giornata dell'Unità Nazionale. Messaggio del Patriarca di Mosca e di tutta la Rus'


Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill ha inviato un messaggio di auguri in occasione della Giornata dell'Unità Nazionale, che si celebra ogni anno in Russia il 4 novembre, giorno della festa dell’icona della Madre di Dio di Kazan’, in ricordo della vittoria del popolo russo sui polacchi durante il Periodo dei Disordini. Il 4 novembre del lontano 1612, dopo i lunghi anni di disordini, il popolo russo riuscì a trovare la via dell’unità per difendere la sovranità del Paese, grazie al grande sostegno fornito dal Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Ermogene, che per tale motivo fu imprigionato nei sotterranei del monastero Čudov, dove poi morì. Allora tutta la Rus’ era un campo di battaglia. Sulle sue terre occidentali spadroneggiavano gli aggressori polacchi. Si facevano avanti impostori di ogni razza, che si spacciavano per re e figli di re per razziare le residue ricchezze e occupare il trono vacante, dopo la fine della dinastia dei Rurik. Per la prima volta nella sua storia la Rus’ si trovò sul baratro della distruzione. A Nizhnj Novgorod, nel 1611 nacque il movimento popolare che avrebbe portato all’unità e all’indipendenza della Rus’, mettendo fine agli anni dei Torbidi e alla nascita della dinastia Romanov. Fu veramente un movimento spontaneo che coinvolse i vari ceti sociali, contadini e mercanti, principi e boiardi. Erano i figli migliori della Russia che anteponevano a tutto il bene della patria. Il popolo trovò i suoi leader nelle figure luminose di Minin e Pozharskij. Il 4 novembre 1612 la milizia popolare liberò Mosca dagli occupanti stranieri e dai traditori. E già dalla metà del XVII secolo, in memoria della liberazione di Mosca, viene celebrata la festa dell’icona della Madre di Dio di Kazan’, con la cui immagine i reggimenti della nuova Russia erano entrati nella capitale. Questa tradizione si interruppe negli anni del potere sovietico per rinascere nel 2005. Oggi è festa nazionale.


Cari fratelli e sorelle!
Con la Giornata dell'Unità Nazionale ricordiamo uno dei periodi più tragici della storia della nostra patria, quando il Paese in realtà era sul punto di scomparire dalla mappa del mondo, e dinanzi alla quasi certa sventura fu salvato dalla Divina Provvidenza e dalla lealtà del suo popolo.
Noi esistiamo come un’unica nazione solo perché in quel momento ci furono persone di fede e oneste, che hanno difesol'indipendenza e l'autonomia dello Stato. A loro va il nostro grato ricordo.
In questo giorno noi non ricordiamo solo la vittoria sui nemici esterni, l'espulsione degli invasori dalla nostra patria, come abbiamo superato il Periodo dei Disordini, le faide sanguinose e fratricide. È per noi importante oggi ricordare «antiche leggende»? Sono rilevanti per la nostra vita attuale i tragici eventi di quel tempo?
Sono convinto che la lezione di quegli anni è importante oggi e sempre, perché non è stata l'ultima turbolenza nella storia della Rus’. Abbiamo bisogno di capire che cosa provoca le turbolenze e come esse devono essere superate. Questa non è una questione di interesse accademico, non è oggetto di ricerca, ma riguarda la sicurezza attuale e futura della nostra società e riguarda tutti noi, senza eccezioni.
Oggi il mondo intero è in allarme per il virus Ebola - un'epidemia che ha già causato numerose vittime in Africa. Molti scienziati di tutto il mondo stanno cercando di capire come la malattia si diffonde e come poterla contrastare, come aiutare i malati, quali misure preventive adottare per tutelare la salute.
I disordini sono l’esempio di una malattia sociale, quando non è interessato il corpo ma l’anima delle persone. Ed è importante capire come nascono e come devono essere sconfitti. È possibile trovare in essi motivi politici o economici.
Ma le vere radici del problema sono soprattutto di ordine morale, che causano l'indebolimento del tessuto sociale di una nazione. Questo è ciò che, nel linguaggio della sociologia, si chiama atomizzazione della società, quando si verifica il decadimento dei legami sociali, quando si vive solo per se stessi e si mettono gli interessi personali al di sopra degli interessi di tutta la società e dello Stato, quando il singolo prevale sulla collettività.
Molti di coloro che avevano, come si dice oggi, il potere, lo hanno utilizzato per i loro desideri e le loro ambizioni, a scapito del Paese e delle persone. Molti, ignorando i propri obblighi, sono passati dalla parte dei nemici per acquisire maggiori benefici per se stessi.
E, come sempre accade in questi casi, ci sono state persone che hanno utilizzato un problema comune per il proprio arricchimento personale. Il Paese era pieno di delinquenti, che saccheggiavano e uccidevano i propri compatrioti.
Come ha fatto il Paese a salvarsi? Con la forza di volontà del popolo, con quel movimento che nasce nel profondo della vita delle persone.
Ma da dove nasce questo movimento che ha spinto le persone a dimenticare i propri interessi personali e ad unirsi per il bene della patria?
Dalla fedeltà alla Patria e alla fede, che ha permesso loro di avere una coscienza comune, aiutando a capire che senza la solidarietà a livello nazionale la società è destinata alla distruzione.
La società e lo Stato muoiono quando le persone cominciano a cercare vantaggi personali o di classe a scapito del bene comune, e si possono salvare quando ci sono abbastanza persone disposte a lavorare e a sacrificarsi per il Paese.
Ma come fare per evitare che una cosa del genere accada in futuro? La salute di un organismo sociale non collassa in un giorno, e in un giorno non si forma. Sono convinto che tutte le persone - sia autorità che semplici cittadini - hanno la responsabilità di assicurare che nella società debbano esistere rapporti di fiducia e di solidarietà.
«Non fate nulla per spirito di rivalità o per vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso» (Fil 2, 4), - dice l’apostolo Paolo. La disponibilità a servire gli altri e la società nel suo complesso non è solo un imperativo morale, è una condizione necessaria per la sopravvivenza della società. Sì, può essere più facile dire: mi prenderò cura dei miei interessi, beh, forse degli interessi della propria famiglia, e il resto non mi interessa. Ma questo approccio ha portato ai disordini.
Dobbiamo fare una scelta morale: sacrificare se stessi per gli altri, avere il coraggio di servire gli altri ora, sacrificando qualcosa. E poi se arrivano i disordini, è necessario sacrificare tutto.
Un esempio lampante di servizio disinteressato alla Patria e le persone viene presentato nella tradizionale mostra-forum «Russia ortodossa. Giornata di Unità Nazionale.
La mia storia. I Rurik» dagli zar e dai gran principi della dinastia dei Rurik. Con la fede e la pietà hanno rafforzato il loro potere. Grazie alle loro opere è nato lo Stato russo, sono state riunite le terre russe, si è formata la Grande Rus’, che ha vissuto molte gioie, ha subito molte afflizioni, ha coraggiosamente portato i disagi delle invasione straniere, ha fermamente difeso la propria libertà, la storia, la fede e la vita.
Che il Signore ci dia la saggezza e la forza di preservare il patrimonio spirituale dei nostri antenati, il coraggio di costruire una società civile unita nell’amore e nel rispetto reciproco, nel dovere e nella fiducia - una società che sia in grado di sconfiggere il virus delle turbolenze.

+ Kirill, Patriarca di Mosca e di tutta la Rus '



La XIII mostra-forum «Russia ortodossa. Giornata dell'Unità Nazionale. La mia storia. I Rurik» è uno degli eventi centrali della celebrazione della Giornata dell'Unità Nazionale. È allestita presso il Salone centrale delle esposizioni «Il Maneggio» di Mosca.
Sono illustrati sette secoli di storia in diciotto sale, con una superficie totale di quattromila metri quadrati. Diverse centinaia sono gli stand e le mostre multimediali.
L'era dei Rurik è stata ricca di eventi, ha avuto un'influenza decisiva sulla formazione non solo del governo, ma anche di tutti gli aspetti della vita del Paese: la fondazione di città antiche, il battesimo della Rus', duecento anni di giogo dell' Orda, la lotta contro gli invasori stranieri, hanno trasformato Mosca in uno dei centri di vita politica e pubblica europea, hanno creato uno Stato forte e originale.
«E come è successo più di una volta, alle prove della storia il nostro popolo ha risposto con il consolidamento, con il risveglio morale e spirituale», sostiene il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, secondo il quale l’aspirazione alla giustizia, alla verità, è sempre stata onorata
in Russia «e nessuna minaccia ci costringerà ad abbandonare i suoi valori e ideali».




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Il monumento per il 1000° anniversario dello Stato russo (1862). Novgorod - Cremlino
«La Giornata dell’Unità Nazionale segna la devozione dei russi verso il loro Paese, la sua sovranità è preziosa come la libertà e la democrazia». Vladimir Putin
 XIII MOSTRA-FORUM. «Russia ortodossa. Giornata dell'Unità Nazionale. La mia storia. I Rurik»
Agosto '17