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Agosto '17

L'eredità spirituale del Patriarca Alessio I. Editoriale di Fernanda Santobuono


Il 1 febbraio la Chiesa ortodossa russa celebra l’anniversario di intronizzazione del Patriarca di Mosca e di tutta la Russia Kirill, eletto dal Concilio Locale il 29 gennaio 2009, nel 420° anniversario dell’istituzione del Patriarcato di Mosca.
Nel 1589 il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Geremia II ne approvò la costituzione, confermata successivamente nei Concili del 1590 e 1593.
Nell’anno di elezione del Patriarca Kirill è stato celebrato anche il 1150° anniversario dell’antica e gloriosa città di Novgorod, baluardo ell’Ortodossia.
Il 20 novembre 2011, in occasione del 65° compleanno, il Primate della Chiesa ortodossa russa ha inaugurato la storica residenza Patriarcale presso il Cremlino di Mosca e il 1 febbraio 2012 la residenza ufficiale del Patriarca presso il monastero San Daniele di Mosca, dopo i lavori di ristrutturazione e consolidamento. Nel monastero, fondato nel XV secolo dal santo principe Daniele di Mosca, figlio di Sant’Alexander Nevskij, hanno sede il Santo Sinodo ed il Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca. Presso questa residenza ha avuto luogo l’8 febbraio 2012 l’incontro tra i leader religiosi e il primo ministro Vladimir Putin.
Nel 2013 ricorre il 70° anniversario della rinascita del Patriarcato di Mosca, abolito nel 1721 da Pietro I, e dello storico incontro tra Stalin e i tre metropoliti che reggevano le sorti della Chiesa ortodossa russa: il metropolita di Mosca e Kolomna Sergio (Stragorodskij), locum tenens Patriarcale dal 1937 al 1943; il metropolita di Kiev e Galich Nicola (Yarushevich), Esarca di Ucraina; il metropolita di Leningrado e Novgorod Alessio (Simansky).
Settanta sono anche gli anni prima della caduta di Costantinopoli, quando l’Icona della Madre di Dio, custodita nella Cattedrale di Blacherne, apparve miracolosamente in Russia nel 1383, vicino alla città di Tikhvin.
Nel 2013 ricorrono anche il 100° anniversario di consacrazione episcopale del Patriarca Alessio e il 25° anniversario della celebrazione del Millennio del cristianesimo nella Santa Russia (1988).
Il metropolita di Mosca e Kolomna Sergio venne eletto Patriarca di Mosca e di tutta la Russia l’8 settembre 1943. A lui succedette il 2 febbraio 1945 Alessio (Simansky), il quale guidò la Chiesa per 25 anni, fino al 1970. Il suo fu il Patriarcato più lungo della storia. Non a caso, durante il Concilio Locale nel quale venne eletto, il primo dopo il 1917, fu deciso di chiamare la Chiesa russa con il nome di “Chiesa ortodossa russa”, in difesa dell’Ortodossia entro e fuori i confini dello Stato. Al Concilio Locale, che si svolse dal 31 gennaio al 4 febbraio1945 a Mosca, nella Cattedrale della Resurrezione in Sokolniki, parteciparono ospiti illustri come i Patriarchi di Alessandria, Antiochia e Georgia, che con la loro presenza contribuirono a dare al ministero Patriarcale quell’impronta internazionale che lo avrebbe caratterizzato per sempre.
Dal 27 maggio al 26 giugno 1945 il Patriarca Alessio fece il primo pellegrinaggio in Terra Santa come Primate della Chiesa ortodossa russa, recandosi in visita ai Patriarchi delle Chiese sorelle d’Oriente e, in particolar modo, al Patriarca di Antiochia. Per questo, nel 1946 istituì il Dipartimento per le relazioni esterne, nominando come suo primo presidente il metropolita di Kiev e Galich Nicola. L’attuale presidente del Dipartimento, il metropolita Hilarion di Volokolamsk, ha ricordato, in occasione del 65° anniversario della sua fondazione nel 2011, che “…uno degli aspetti più importanti della rinascita della Chiesa, iniziata durante la guerra e proseguita al termine di essa, è stata la presenza della Chiesa russa sulla scena internazionale e la Divisione era necessaria per questo. Ha preparato le visite del Patriarca Alessio nei paesi stranieri e nella maggior parte delle Chiese ortodosse locali”.
In conformità con il Consiglio di Leopoli, che proclamò l’abolizione dell’Unione di Brest, nel 1946 furono vietate le Chiese Uniate sul territorio sovietico, compresa l’Ucraina occidentale.
Il Patriarca chiese inoltre al governo russo, tramite il Consiglio dei Vescovi nel 1947, la restituzione delle reliquie dei Santi in precedenza sequestrate. Le reliquie di Sant’Alessio, metropolita di Kiev e di tutta la Rus’ tornarono così nella Cattedrale dell’Epifania a Mosca.
Nel 1948, Alessio I celebrò il 500° anniversario dell’autocefalia della Chiesa ortodossa russa, proclamata all’indomani del Concilio di Firenze.
Nel 1963, presso il monastero di San Sergio, a Sergiev Posad, il Patriarca celebrò il 50° anniversario dell’a sua consacrazione episcopale alla sede di Tikhvin.
Il 18 aprile 1913, a Novogorod, nell’antica Cattedrale di Santa Sofia (1045), il Patriarca di Antiochia Gregorio IV guidò la cerimonia di consacrazione del vescovo di Tikvin. Egli era in visita alla Chiesa russa per celebrare la glorificazione del Patriarca Ermogene, martire della Chiesa durante il Periodo dei Torbidi, testimone dell’evento miracoloso dell’Icona della Madre di Dio di Kazan.
Il neo vescovo di Tikhvin, e futuro Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, ricevette in dono dall’arcivescovo di Novgorod Arsenio (Stadnitsky) una Panaghia, simbolo della dignità episcopale. Dopo la sua morte, la Panaghia fu tenuta dal vescovo Isaia di Uglich, la piccola cittadina della regione di Jaroslavl, dove nel 1591 venne ucciso il giovane principe Dmitrij, ultimo figlio dello zar Ivan il Terribile. La sua morte portò la Russia nel Periodo dei Torbidi.
La Panaghia fu poi donata al metropolita di Vilnius e Lituania Zlatoust, e infine al vescovo di Irkutsk e Angarsk Vadim, che l’ha custodita fino al 4 settembre 2011, quando l’ha consegnata al Patriarca di Mosca e di tutta la Russia Kirill in occasione della visita Primaziale alla diocesi siberiana.
“L’ultima volta che sono stato ad Irkutsk, - ha detto il Patriarca in questa circostanza - risale al 1971, ed è sicuramente molto interessante vedere cosa è successo in questi 40 anni nella città, come è cambiata. Ma ancor più interessante è vedere come la vita spirituale delle persone si è trasformata dopo i mutamenti storici che si sono verificati verso la fine del XX secolo e che hanno permesso alla Chiesa ortodossa russa di ripristinare gradualmente ciò che era stato perduto”.
Quando 40 anni fa l’allora professore dell’Accademia Teologica di San Pietroburgo visitò per la prima volta la diocesi di Irkutsk c’erano 20 chiese! Ora, “molto è stato fatto ad Irkutsk, in Siberia e nelle diocesi dell’Estremo Oriente, ma molto resta ancora da fare”, - ha aggiunto il Patriarca Kirill, donando alla diocesi l’icona di San Giovanni il teologo.
“Quando venni ad Irkutsk per la prima volta ero professore all’Accademia Teologica di San Pietroburgo, il cui santo patrono è appunto l’evangelista Giovanni. Vorrei unire in qualche modo le due date e così dare in dono l’immagine di 40 anni fa del patrono dell’Accademia Teologica”.
Come principale autore del documento “I fondamenti del concetto sociale della Chiesa ortodossa russa”, al Patriarca Kirill oggi è affidata l’eredità spirituale di Alessio I e il destino della Santa Russia.
Durante gli anni della sua presidenza al Dipartimento per le relazioni esterne (1989-2009) nel periodo post-sovietico, egli ha sviluppato i rapporti tra Chiesa e Stato non solo in Russia ma in tutto lo spazio post-sovietico... perché “la presenza della Chiesa ortodossa russa sulla scena internazionale porti a testimoniare la bellezza dell’Ortodossia e la verità custodita intatta dalla Chiesa ortodossa. È un dato di fatto. Questo è un compito missionario da eseguire”, - ha dichiarato inoltre il metropolita Hilarion in occasione dell’anniversario del Decr.



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Fernanda Santobuono
Istituzione del Patriarcato di Mosca
Alessio (Simansky), vescovo di Tikhvin
Mosca - Monastero di San Daniele. Edificio del Santo Sinodo.
Agosto '17