10/10/2021
Iran - Accumulato più di 120 kg di uranio al 20%


Teheran, 10 ottobre 2021 - Mohammad Eslami, capo dell'Organizzazione per l'energia atomica dell'Iran (Aeoi), ha affermato che la Repubblica islamica ha accumulato oltre 120 chilogrammi di uranio arricchito al 20%.
«Abbiamo superato i 120 chilogrammi. Abbiamo più di quella cifra», ha detto in un'intervista alla televisione di stato.
Eslami ha aggiunto che gli iraniani «sanno bene che le potenze occidentali avrebbero dovuto darci il carburante arricchito al 20% da utilizzare nel reattore di Teheran, ma non lo hanno fatto».
Secondo il funzionario, «se i nostri colleghi non lo facessero, avremmo naturalmente problemi con la mancanza di carburante per il reattore di Teheran», che è stato fornito all'Iran dagli Stati Uniti negli anni Sessanta per produrre radioisotopi da utilizzare per le cure mediche e nell'agricoltura.

Le osservazioni di Eslami arrivano dopo che il funzionario, in un'intervista esclusiva con Sputnik, la scorsa settimana aveva affermato che il programma nucleare iraniano è «esclusivamente pacifico», aggiungendo che Teheran arricchirà l'uranio «in modo da evitare di superare il livello consentito».
Il valore soglia dell'arricchimento dell'uranio per scopi militari, compresa la creazione di armi nucleari, è del 90%.

Ad aprile, l'allora presidente iraniano Hassan Rouhani aveva dichiarato che Teheran era in grado di portare il livello di arricchimento dell'uranio al 90%, ma non allo scopo di ottenere una bomba nucleare.

L'allora portavoce del governo iraniano Ali Rabie, aveva sottolineato a giugno che circa 108 chilogrammi di uranio arricchito al 20% «sono stati prodotti dall'adozione della legge circa cinque mesi fa».

Nel dicembre 2020, il parlamento iraniano ha approvato un disegno di legge che obbligava il governo a iniziare a raffinare l'uranio fino ad almeno il 20% di purezza fissile se le sanzioni economiche statunitensi non fossero state revocate.

Il documento stabilisce che l'Iran deve produrre 120 chilogrammi di uranio arricchito al 20% all'anno, ben al di sopra del limite del 3,67% concordato nell'ambito dell'accordo nucleare iraniano del 2015, noto anche come Joint Comprehensive Plan of Action (Jcpoa).

Nel maggio 2018, l'allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump annunciò il ritiro unilaterale di Washington dal Jcpoa, reimponendo anche sanzioni economiche all'Iran. Esattamente un anno dopo, la Repubblica islamica ha annunciato che avrebbe iniziato a non rispettare i suoi obblighi del Jcpoa, compresi quelli relativi all'arricchimento dell'uranio.

(Fonte: it.sputniknews.com)


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Scienziati iraniani presso un impianto per la produzione di combustibile all'uranio per un reattore nucleare. © AP Photo / Vahid Salemi. Da: it.sputniknews.com.
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