14/10/2020
Russia - Peacekeeper russi nel Nagorno-Karabakh


Mosca, 14 ottobre 2020 – Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha parlato del possibile dispiegamento di forze di peacekeeping russe nella regione contesa del Nagorno-Karabakh.
Il capo della diplomazia russa ha riferito che sarebbe positivo il dispiegamento di osservatori militari russi lungo la linea di contatto del Nagorno-Karabakh al fine di assicurare il rispetto del cessate il fuoco.
Lavrov ha comunque fatto notare che la decisione finale, a tal merito, spetterà a Yerevan e Baku, ribadendo che l'unica soluzione percorribile per mettere fine all'escalation è quella politica e diplomatica.
«Ora non solo i peacekeeper [dovrebbero partecipare alla verifica del cessate il fuoco, ndr] ma anche degli osservatori militari sarebbero sufficienti. Riteniamo che sarebbe assolutamente corretto se si trattasse dei nostri osservatori militari, ma la parola finale dovrebbe essere data ad ambedue le parti [del conflitto, ndr]. Ovviamente partiremo dal presupposto che sia Yerevan che Baku terranno in piena considerazione le nostre relazioni cordiali e la nostra partnership strategica», sono state le parole di Lavrov.
In risposta alle parole del ministro, il presidente azero Ilham Aliyev ha concordato circa il fatto che un eventuale invio di peacekeeper russi dovrà essere avallato sia da Baku che da Yerevan, sottolineando in tal senso che anche la Turchia dovrà avere un ruolo in eventuali negoziati.
Oggi, mercoledì 14 ottobre, Yerevan aveva già dichiarato che l'esercito azero ha attaccato veicoli militari armeni situati sul territorio armeno. Il Ministero della Difesa armeno ha sottolineato che le forze del Paese si riservano il diritto di attaccare qualsiasi oggetto militare sul territorio azero.

Negoziati di Mosca e tregua

I capi delle diplomazie di Baku e Yerevan durante i negoziati a Mosca conclusi venerdì scorso in tarda serata hanno concordato il cessate il fuoco nel Nagorno-Karabakh a partire da mezzogiorno di sabato 10 ottobre. I ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian erano arrivati a Mosca su invito del presidente russo Vladimir Putin. I negoziati sono durati oltre dieci ore.

Escalation nel Nagorno-Karabakh

I combattimenti sulla linea di contatto nel Nagorno-Karabakh sono iniziati il 27 settembre. Armenia e Azerbaigian si accusano a vicenda di aver riacceso il conflitto, il governo indipendentista filo-armeno della repubblica non riconosciuta denuncia bombardamenti di artiglieria delle forze azere su centri abitati, compresa la capitale Stepanakert. L'Armenia ha dichiarato la legge marziale e - per la prima volta - la mobilitazione generale, sostenendo che Ankara sostiene attivamente Baku. In Azerbaigian è stata invece introdotta una mobilitazione parziale.
I leader di Russia, Stati Uniti e Francia hanno invitato le parti opposte a porre fine agli scontri e ad impegnarsi ad avviare negoziati senza precondizioni. La Turchia ha dichiarato che fornirà all'Azerbaigian qualsiasi sostegno richiesto sullo sfondo di un altro aggravamento della situazione nel Nagorno-Karabakh.

(Fonte: it.sputniknews.com)


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Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. © Sputnik. Russian Foreign Ministry.
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