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14/11/2019
Brasile - Brics: metà dell'economia mondiale


Brasilia, 14 novembre 2019 – Putin ai Brics: obiettivo è raggiungere metà dell’economia mondiale. Questa organizzazione internazionale non si occupa di politica, non obbliga nessuno a fare nulla e preferisce evitare un approccio proibitivo. Ciononostante i 5 Stati membri (Brasile, Russia, India, Cina e Repubblica Sudafricana: i Brics) stanno puntando a rappresentare metà dell’economia mondiale. Al momento gli Stati membri stanno traendo le conclusioni del primo decennio di lavori congiunti. Sputnik vi riporta ciò di cui Vladimir Putin parlerà con i suoi colleghi a Rio de Janeiro.

Crescita e innovazione

Il prossimo anno sarà fondamentale per la partecipazione russa ai Brics. Il cerchio di assegnazione della presidenza si sta chiudendo e nel 2020 toccherà nuovamente alla Russia dirigere i lavori dell’organizzazione. Il motto è già noto: i Brics nell’interesse della stabilità globale, la sicurezza e la crescita innovativa. Vladimir Putin parlerà delle priorità di Mosca il 14 novembre nella città brasiliana di Rio de Janeiro in occasione dell’undicesimo vertice dell’organizzazione. Il successivo incontro dei leader è previsto per luglio a San Pietroburgo.
Al momento gli Stati membri dovranno trarre le conclusioni della loro decennale collaborazione. I capi di Stati affronteranno le problematiche sorte a livello bilaterale, regionale e mondiale.
Come ha acclarato il consigliere del presidente russo, Yury Ushakov, il programma prevede 2 sessioni plenarie, un incontro con i membri del consiglio di amministrazione e con i dirigenti della New Development Bank (NDB), nonché una colazione di lavoro.
A Brasilia Vladimir Putin condurrà trattative con il primo ministro indiano Narendra Modi, con il presidente cinese Xi Jinping e con quello brasiliano Jair Bolsonaro. Con il capo di Stato sudafricano Cyril Ramaphosa non è in previsione un incontro. Putin e Ramaphosa hanno già intrattenuto una proficua conversazione in occasione del recente vertice Russia-Africa tenutosi a Sochi.
Il 13 novembre i leader hanno chiuso il consiglio di amministrazione dei Brics, che ha riunito circa 800 partecipanti, alcuni dei quali anche russi. Si tratta di dirigenti di grandi società, istituti finanziari, associazioni e media. Oltre a Putin in Brasile si recheranno anche il ministro russo degli Esteri Sergey Lavrov, il ministro dell’Energia Aleksandr Novak, il direttore del Servizio federale per la cooperazione in materia di ingegneria militare, il direttore delle Ferrovie di Stato russe Oleg Belozerov, il direttore del Fondo russo per gli investimenti diretti Kirill Dmitriev, il direttore di Rosneft Igor Sechin, quello di Rosatom Aleksey Likhachev e quello della Banca statale russa per lo sviluppo Igor Shuvalov.

Dove finiranno gli idrocarburi

Il 14 novembre il leader russo discuterà con il collega indiano. Il fatturato bilaterale nel 2018 ha superato i 10 miliardi di dollari registrando un aumento del 17,3%. Particolare attenzione sarà riservata da Mosca e New Delhi alla cooperazione in materia di energia: le esportazioni russe di idrocarburi in India stanno gradualmente aumentando. Al momento le parti stanno tentando di capire se sia possibile operare congiuntamente alla lavorazione degli idrocarburi su una piattaforma artica e nell’Estremo oriente russo.
Stando al Cremlino, in India si registra un aumento della domanda per il gas naturale liquefatto russo: il Paese è infatti interessato a sviluppare progetti congiunti relativi al Gnl.
«La cooperazione tra Gazprom e le società indiane di settore presenta importanti prospettive», ha spiegato il consigliere del Presidente.
L’iniziativa fondamentale della cooperazione russo-indiana nell’ambito dell’ingegneria nucleare civile è la costruzione della seconda e della terza unità della centrale nucleare Kudankulam, i cui lavori proseguono da tabella di marcia.
Non è esclusa nemmeno la cooperazione in materia di ingegneria militare. Una settimana prima del vertice, in occasione delle trattative con il suo collega russo Sergej Shojgu, il ministro indiano della Difesa Rajnath Singh ha dichiarato che il proprio Paese è pronto a rafforzare la cooperazione con le società russe del comparto.
Lo stesso giorno Putin discuterà anche con Xi Jinping. I Paesi prevedono entro il 2024 di portare il fatturato a toccare i 200 miliardi di dollari l’anno. «La Cina è il maggior partner economico della Russia. Nel 2018 il fatturato bilaterale ha registrato un aumento del 24,5% e ha battuto il valore record di 108 miliardi di dollari»ı, ha sottolineato Ushakov.

Prospettive brasiliane

il presidente del Paese ospitante, Jair Bolsonaro, che ha cominciato il suo mandato il primo gennaio 2019, ha incontrato Vladimir Putin solamente una volta in occasione del G20 tenutosi a Osaka.
Oggi, stando al consigliere del Presidente russo, la loro discussione sarà più approfondita.
Russia e Brasile si stanno preparando al lancio di progetti promettenti nei settori dell’energia, della farmaceutica e del nucleare civile. Gli investimenti russi sono volti alla prospezione e all’estrazione di idrocarburi, al settore dell’energia elettrica, dell’alimentazione, alla lavorazione dei prodotti agricoli e allo sviluppo dell’infrastruttura portuale. In totale nel 2018 gli investimenti russi in Brasile si sono attestati a circa 1,5 miliardi di dollari.
Il Brasile è un partner economico-commerciale chiave della Russia in America Latina e nel Bacino dei Caraibi. Il fatturato bilaterale nel 2018 ha raggiunto i 5 miliardi di dollari.
Il maggiore Paese della regione è anche un importante partner strategico di Mosca. In fase di trattative si affronteranno questioni all’ordine del giorno internazionale e regionale, hanno confermato dal Cremlino. I leader affronteranno il tema della situazione in Bolivia, dove il 10 novembre si è dimesso il presidente Evo Morales. Costretto a prendere tale decisione, Morales si è rifugiato in Messico.

Obiettivi principali

Il vertice prenderà avvio con una sessione a porte chiuse durante la quale si affronteranno questioni in materia di stabilità internazionale, sicurezza, commercio e finanza.
Si prevede che Vladimir Putin parlerà degli obiettivi che ritiene di precipua importanza per i Brics e che fornirà una panoramica della situazione a livello mondiale (ivi incluse le operazioni poste in essere dagli Usa per far crollare il sistema di controllo sugli armamenti). Putin farà anche il punto della situazione relativa al ruolo svolto dalla Russia nella risoluzione di conflitti regionali.
«Il capo di Stato si è pronunciato a favore del rafforzamento della cooperazione tra i Paesi dei Brics a livello economico: in particolare nell’ambito dell’Omc, della Banca mondiale e dell’Fmi», ha spiegato Ushakov.
I capi di Stato incontreranno anche i membri del consiglio di amministrazione dei Brics e i dirigenti della New Development Bank (Ndb). Sarà data lettura delle relazioni circa l’attività degli istituti dell’organizzazione. La Ndb fu istituita esattamente 5 anni fa: i documenti istitutivi furono sottoscritti in occasione del vertice tenutosi nella città brasiliana di Fortaleza. In quella stessa occasione fu istituito un Fondo di riserve in valuta nazionale.
Ad oggi la Ndb, la cui sede centrale è sita in Cina, ha approvato 42 grandi progetti per un totale di più di 11,6 miliardi di dollari. Tali progetti saranno realizzati negli Stati membri dell’organizzazione. Si prevede che sette di queste iniziative con un budget di circa 1,8 miliardi di dollari saranno realizzate in Russia, dove il 12 novembre è stato inaugurato il Centro regionale eurasiatico della Ndb.

Club di interessi comuni

«Inizialmente nessuno si aspettava che i Brics potessero crescere perché si trattava di una forma alquanto esotica di cooperazione internazionale. Infatti, il gruppo comprendeva nazioni che non avevano forti legami pregressi e che erano site in continenti diversi», ha rilevato in un’intervista rilasciata a Sputnik Aleksandr Orlov, direttore del Centro di studi sulle Nazioni Unite e su altre organizzazioni internazionali presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (Mgimo).
Dieci anni fa partecipare ai Brics rappresentava la possibilità di instaurare legami economici con nuovi partner e oggi è un tema di scottante attualità, ritiene l’esperto.
L’impianto dei Brics continua a funzionare perché riflette gli interessi di politica estera degli Stati membri. Tuttavia, a livello di prospettive è necessario avere un approccio moderato, ritiene Orlov. L’organizzazione si inserisce nella tradizione comune della politica estera moderna, in cui le organizzazioni formali sono in realtà sostituite da club di membri uniti da interessi comuni. I Brics altro non sono che uno di questi club.

(Fonte: it.sputniknews.com)


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