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ELEOUSA magazine
Agosto '17

Festa di San Vladimir, il Battista della Rus'. Inaugurata la Casa diocesana a Mosca


Il millesimo anniversario del riposo del santo principe e isoapostolo Vladimir è stato ampiamente celebrato in Russia come giorno festivo in tutto il Paese. I principali centri delle celebrazioni hanno riguardato le città di Mosca, San Pietroburgo, Sebastopoli, Vladimir, Kazan’, Sebastopoli e altre città. Alle celebrazioni hanno preso parte i rappresentanti di tutte le Chiese ortodosse locali. Gli eventi più importanti si sono tenuti nella capitale russa, la cosmopolita città di Mosca, dove il 26 luglio Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill ha consacrato la Chiesa del Santo Principe e Isoapostolo Vladimir nella Casa diocesana di Mosca.
Fino al 1917, questa Casa ha rappresentato il centro nazionale di istruzione, cultura, educazione spirituale, lavoro missionario e servizio sociale della Chiesa ortodossa russa. Nel mese di agosto dello stesso anno, nella Casa diocesana è iniziato il Concilio Locale della Chiesa ortodossa russa. Qui, nell’autunno del 1917 è stata presa la decisione storica di ripristinare il Patriarcato di Mosca, qui sono state tenute le elezioni dei candidati al trono patriarcale. All’inizio del 1920 la Casa diocesana è stata chiusa, poi è stata ricostruita completamente. Grazie alla cura di Sua Santità il Patriarca Kirill, in questi ultimi anni il progetto di restauro è stato realizzato con successo nel quadro del programma presidenziale per la celebrazione del millesimo anniversario del riposo del santo principe e isoapostolo Vladimir. Il 26 luglio si è svolto anche il festival «Russkoe Pole» nel complesso del palazzo e parco «Tsaritsyno» di Mosca. Il 27 luglio luglio il Presidente Vladimir Putin ha visitato la Casa diocesana. Il giorno successivo, memoria di san Vladimir e anniversario del Battesimo della Rus', Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill, insieme ad un gran numero di vescovi e sacerdoti della Chiesa ortodossa russa e ai membri delle delegazioni delle Chiese ortodosse locali, ha celebrato la Divina Liturgia nella Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca. La Chiesa Russa ha canonizzato San Vladimir alla fine del XIII secolo, inizio del XIV secolo. Poi si è tenuto nella Sala San Giorgio del Cremlino di Mosca un ricevimento per conto del Presidente della Federazione Russa.

Chiesa di San Vladimir

Il millesimo anniversario del riposo del santo principe e isoapostolo Vladimir è celebrato in Russia come festa della Chiesa e dello Stato. Gli eventi più importanti dell'anno giubilare si sono tenuti nella capitale il 26-28 luglio 2015.
In questo anno santo le reliquie del principe Vladimir, uguale agli Apostoli, sono state portate in ottanta città della Federazione Russa per essere venerate da migliaia di fedeli della Chiesa ortodossa russa. «Non si è trattato solo di celebrazioni, - ha detto il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill. - Tante persone, attraverso lo studio dei testi storici, attraverso la venerazione del santo principe Vladimir hanno scoperto molte cose importanti della Chiesa Russa di oggi, istruttive, di vitale importanza per capire cosa significa la vita spirituale sia nel lavoro di statista, che nella vita del popolo».
Il 26 luglio, nell’ottava domenica dopo la Pentecoste, Sua Santità il Patriarca ha visitato la Casa diocesana di Mosca, in via Likhov. Il restauro del complesso storico è stato effettuato nell'ambito del programma presidenziale per la celebrazione del millesimo anniversario del riposo del santo principe e isoapostolo Vladimir.
Il Primate della Chiesa ortodossa russa ha eseguito il rito della grande consacrazione della Chiesa superiore in onore del santo principe e isoapostolo Vladimir e ha celebrato la Divina Liturgia nella chiesa appena consacrata. Inoltre, la Chiesa inferiore è stata consacrata in onore di San Tikhon e dei padri del Concilio Locale della Chiesa Ortodossa Russa del 1917-1918, glorificati fra i santi.
Hanno concelebrato con Sua Santità: il metropolita Hilarion di Volokolamsk, presidente del Comitato organizzatore delle celebrazioni in onore del millesimo anniversario del riposo del santo principe e isoapostolo Vladimir; il metropolita Arsenij di Istra, primo vicario del Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ a Mosca; l’arcivescovo Evgenij di Vereja, presidente del comitato per l'istruzione della Chiesa ortodossa russa; il vescovo Sergij di Solnechnogorsk, capo della Segreteria amministrativa del Patriarcato di Mosca; il vescovo Panteleimon di Orekhovo-Zuyevo, presidente del Dipartimento sinodale per la carità e il servizio sociale della Chiesa; il vescovo Antonij di Akhtubinsk e Enotaevka; l’arciprete Vladimir Divakov, segretario del Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ per la città di Mosca; l’arciprete Vladimir Vorobiev, rettore dell'Università ortodossa San Tikhon per le discipline umanistiche; l’arciprete Vsevolod Chaplin, capo del Dipartimento sinodale per i rapporti tra la Chiesa e la società; l’arciprete Dimitrij Smirnov; l’arciprete Nikolaj Balashov, vicepresidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne; l’arciprete Leonid Kalinin, sacerdote della diocesi di Mosca, curatore delle opere d'arte nella ricostruzione della Casa diocesana di Mosca; l’igumeno Petr (Eremeev), vicario del Monastero stavropigiale di Vysoko Petrovka, rettore dell'Università ortodossa russa; infine, il clero di Mosca.
Al servizio hanno partecipato il rappresentante plenipotenziario del Presidente della Federazione Russa nel Distretto federale centrale, Aleksandr Beglov, il sindaco di Mosca, Sergej Sobyanin, il presidente del Comitato della Duma di Stato russa per gli affari della CSI, l’integrazione eurasiatica e i legami con connazionali all’estero, Leonid Slutsky, il presidente della Duma di Stato della Federazione Russa per le norme e l’organizzazione del lavoro, Sergej Popov, il vice sindaco di Mosca, Aleksandr Gorbenko, il capo del Dipartimento per la politica nazionale, le relazioni interregionali e il turismo di Mosca, Vladimir Chernikov, il ministro del governo di Mosca, capo del Dipartimento per la cultura di Mosca, Aleksandr Kibovskij, il prefetto del distretto amministrativo centrale di Mosca, Viktor Fuer, l’ambasciatore straordinario e plenipotenziario della Repubblica di Serbia nella Federazione Russa, Slavenko Terzić, il presidente della società «Coalco», VasilijAnisimov, il presidente della società «Aton», Evgenij Juriev, i filantropi.
Durante la Divina Liturgia, Sua Santità il Patriarca Kirill ha consacrato al sacerdozio il diacono Andrej Schekachev, chierico della Chiesa di San Mitrofan di Voronezh a Mosca.
Il servizio è stato trasmesso in diretta sul canale televisivo «Unione». Al termine, Sua Santità Vladyka ha accolto il rettore dell’Università San Tikhon di Mosca e della chiesa appena consacrata, arciprete Vladimir Vorobiev, che ha presentato in dono a Sua Santità l'icona con le immagini di San Tikhon, Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’, e di San Vladimir, metropolita di Kiev, mentre il Signore benedice la Casa diocesana. Anche gli studenti dell’Università San Tikhon hanno rivolto parole di gratitudine a Sua Santità il Patriarca Kirill e hanno presentato in dono l’immagine del santo principe e isoapostolo Vladimir.
L'inviato presidenziale nel Distretto federale centrale, Aleksandr Beglov, ha rivolto a Sua Santità il Patriarca, agli insegnanti e agli studenti dell’Università ortodossa San Tikhon le congratulazioni del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin in connessione con il completamento dei lavori di restauro e la consacrazione della Chiesa di San Vladimir.
«Si tratta di un edificio storico, questa è la nostra storia. Nel 1917, in questo edificio si è svolto il Concilio Locale che ha preso una decisione molto importante e necessaria per l’indipendenza della Chiesa ortodossa russa», - ha ricordato Aleksandr Beglov, sottolineando che molte delle decisioni storiche del Concilio Locale ora vengono attuate attraverso le opere di Sua Santità il Patriarca Kirill.
Il Primate della Chiesa ortodossa russa si è rivolto ai partecipanti al culto con la parola primaziale. Come dono alla chiesa appena consacrata Sua Santità Vadyka ha presentato l’arca contenente una particella delle reliquie di San Tikhon, Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’, e l'icona dei Santi Cirillo e Metodio, maestri degli Slavi, con l’immagine di San Vladimir.
In considerazione dell’attenzione per le opere di restauro della Chiesa del Santo Principe e Isoapostolo Vladimir dell’Università ortodossa San Tikhon e della Casa diocesana di Mosca, Sua Santità il Patriarca Kirill ha assegnato all’arciprete Vladimir Vorobiev l’ordine di San Vladimir, III grado, e il premio della croce pettorale, realizzata per il millesimo anniversario del riposo del santo principe e isoapostolo Vladimir.
In considerazione dell’aiuto per la ricostruzione della chiesa, il Primate della Chiesa Russa ha presentato al presidente della società «Coalco», Vasilij Anisimov, l’ordine di San Sergio di Radonež, II grado, e al prefetto del distretto amministrativo centrale di Mosca, Viktor Fueru, l'ordine di San Serafino di Sarov, III grado.

IV Festival «Russkoe Pole»

Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill ha preso parte al IV festival interregionale di arte slava «Russkoe Pole», organizzato sul territorio del complesso del palazzo e parco «Tsaritsyno» di Mosca, noto sin dalla fine del XVI secolo quando apparteneva alla zarina Irina, sorella dello zar Boris Godunov. All'epoca era chiamato Bogorodskoye. Ricevette il nome corrente (che significa «della zarina») nel 1775, quando venne comprato dall'imperatrice Caterina II di Russia. Il parco include un gruppo di tumuli appartenenti alla tribù degli Vjatiči, risalenti all'XI - XIII secolo.
A Tsaritsyno il Primate della Chiesa Ortodossa Russa ha incontrato il sindaco di Mosca, Sergej Sobyanin. Insieme si sono diretti nella zona di fronte al tempio ordinario di legno recentemente costruito in onore del santo principe e isoapostolo Vladimir. Sin dall’epoca del Battista della Rus’ esiste la tradizione dell’architettura ecclesiastica russa, tra cui le chiese «ordinarie», erette in tutto il mondo: in memoria del miracoloso salvataggio del principe Vladimir e del suo seguito dai Peceneghi fu costruita la Chiesa votiva delle Decime a Kiev.
La chiesa di Tsaritsyno, creata sul modello della Chiesa della Santa Trinità costruita oltre dieci anni fa in Antartide, sarà trasferita a Sebastopoli, l’antica Kherson’, in Crimea, dove San Vladimir fu battezzato. Il Patriarca Kirill ha tenuto un servizio di preghiera in onore del santo, poi ha asperso con l’acqua santa il tempio.
Al servizio hanno preso parte come ospiti d’onore dell'evento, il metropolita Juvenalij di Krutitsy e Kolomna, il cancelliere del Patriarcato di Mosca, metropolita Varsonofij di San Pietroburgo e Ladoga, il presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca (Decr), metropolita Hilarion di Volokolamsk, il metropolita Veniamin di Vladivostok e Primorye, il metropolita Arsenij di Istra, primo vicario del Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ a Mosca, l’arcivescovo Evgenij di Vereja, presidente del comitato per l'istruzione della Chiesa ortodossa russa, il vescovo Panteleimon di Orekhovo-Zuyevo, presidente del Dipartimento sinodale per la carità e il servizio sociale della Chiesa, l’arciprete Vladimir Divakov, segretario del Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ a Mosca, l’arciprete Vsevolod Chaplin, presidente del Dipartimento sinodale per le relazioni tra la Chiesa e la società, l’archimandrita Tikhon (Shevkunov), segretario esecutivo del Consiglio patriarcale per la cultura, il presidente del Dipartimento sinodale per l’Informazione, Vladimir Legojda, i vice presidenti del Decr, arciprete Nikolaj Balashov e archimandrita Filaret (Bulekov).
Erano presenti anche i membri delle delegazioni delle Chiese ortodosse locali, arrivati nella capitale russa per partecipare alle celebrazioni in onore del santo principe e isoapostolo Vladimir. Le Chiese rappresentate erano quelle di Costantinopoli, Alessandria, Antiochia, Gerusalemme, Georgia, Serbia, Romania, Bulgaria, Cipro, Grecia, Albania, Polonia, Terre Ceche e Slovacchia, America.
Poi il Patriarca Kirill, Sergej Sobyanin e gli ospiti hanno visitato il sito del festival sul tema «Le frontiere dei cosacchi», in cui si è svolta la parte finale del concorso equestre del festival, e quello del «Viale delle regioni». Sul grande palco si è tenuta la cerimonia di apertura del Festival di arte slava «Russkoe Pole». La kermesse ha visto esibirsi l'orchestra militare centrale del Ministero della Difesa, diretta dal tenente generale Valerij Khalilov, e la composizione corale «Vola sulle ali del vento», dall'opera «Il principe Igor» di Aleksandr Borodin. È stato eseguito il canto in onore di san Vladimir. Alisa Kozhikina, vincitrice del concorso «La voce dei bambini», ha cantato la canzone «Il cuore della mia terra».
Sua Santità Vladyka e il sindaco di Mosca hanno rivolto un saluto ai partecipanti e agli organizzatori del festival. In particolare, Sua Santità ha ricordato ai popoli fratelli di Ucraina e Bielorussia di essere tutti eredi del santo principe Vladimir, uguale agli Apostoli. «Abbiamo la stessa fede. Non possiamo essere nemici. Dopo tutto, siamo storicamente un solo popolo. E se qualcuno rompe l’unità del nostro popolo, allora c’è bisogno di riflettere da dove vengono queste tendenze, perché non provengono dalle nostre radici».
Alla festosa cerimonia è intervenuto anche il rappresentante del governo della città di Sebastopoli a Mosca, Yuri Fenenko.
Il concerto «Vladimir. La nascita della civiltà» ha concluso il programma del festival.

Putin visita la Casa diocesana

Dopo un lungo restauro è stata inaugurata il 27 luglio la Casa diocesana di Mosca. L'importante evento si è svolto alla vigilia del giorno della memoria del santo principe Vladimir. Alla cerimonia era presente il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin. Il restauro è stato programmato per il millesimo anniversario del riposo del Battista della Rus’.
Il capo dello Stato ha visitato la chiesa inferiore e la sala della Casa diocesana di Mosca accompagnato da Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill, dal sindaco di Mosca, Sergej Sobyanin, dal ministro della Cultura, Vladimir Medinskij, dal rappresentante plenipotenziario del Presidente della Federazione Russa nel Distretto Federale Centrale, Aleksandr Beglov, dal presidente del comitato organizzatore delle celebrazioni per il millesimo anniversario del riposo del santo principe Vladimir, metropolita Hilarion di Volokolamsk, dal rettore dell'Università ortodossa San Tikhon per le discipline umanistiche di Mosca, arciprete Vladimir Vorobiev.
Nella Chiesa superiore in onore del Santo principe Vladimir, uguale agli Apostoli, Sua Santità il Patriarca Kirill ha detto al Presidente Vladimir Putin: «Desidero rivolgerVi di cuore parole di benvenuto in questo luogo storico.
È stato qui, in questa sala, che si è svolta la maggior parte delle sessioni plenarie del Concilio Locale del 1917-1918, che ha ripristinato il Patriarcato. Erano stati eletti tre candidati, uno dei quali è stato successivamente eletto a sorte, - e la sorte cadde su San Tikhon».
«L'edificio era stato parzialmente demolito e ricostruito in modo da non potersi riconoscere, - ha proseguito il Primate. - Ma ora è stato ripristinato l’aspetto originale, storico, di questo monumento architettonico, un monumento alla storia della nostra Chiesa. Vorrei ringraziarVi di cuore per aver partecipato a questo progetto. La Vostra attenzione ha contribuito al suo restauro. E poi ci sono state brave persone che sono intervenute per la sua rinascita, e vorrei esprimere la mia riconoscenza oggi ad almeno una di loro». Quindi Sua Santità il Patriarca ha letto il diploma di aggiudicazione dell'ordine di San Sergio di Radonež, I grado, al signor Arkadij Rothenberg, presidente del consiglio di amministrazione della banca «Strada per il Mare del Nord», per aver contribuito a ricostruire la Chiesa dell'Università ortodossa San Tikhon e della Casa diocesana di Mosca in onore del santo principe e isoapostolo Vladimir.
«Domani Voi celebrate il Vostro onomastico. Lasciate che mi congratuli con Voi e desidero presentarVi questa immagine del santo principe e isoapostolo Vladimir, il Battista della Rus’, il sovrano, colui che ha centralizzato la nostra Patria, ha superato la discordia feudale e ha gettato le basi di un potente Stato europeo, la Russia medioevale. Lasciate che il Signore Vi aiuti nel Vostro lavoro per il bene della Patria e per il bene di ogni persona che vive sulle nostre meravigliose distese russe. Vi auguro con tutto il cuore che Dio Vi dia la buona salute e tutto l’aiuto», - ha detto in conclusione Sua Santità il Patriarca al Presidente della Russia.
Dal canto suo Vladimir Putin ha sottolineato l'importanza della Casa diocesana di Mosca per la storia e la cultura della Russia, ha ringraziato Sua Santità il Patriarca Kirill per la sua partecipazione attiva alla ricostruzione della Casa diocesana e ha presentato in dono a Sua Santità un’icona della Madre di Dio del tardo XIX secolo.
Lo stesso giorno il capo dello Stato ha firmato la nuova versione della Dottrina navale russa. I cambiamenti apportati sono dovuti alla situazione politica che si è creata nella regione del Mar Nero dopo l'adesione della Crimea alla Russia e il conflitto in Ucraina, così come alla decisione di concentrare nel Nord le forze strategiche dalla Marina. Il documento mira innanzitutto a garantire alla Russia la capacità di provvedere alla sua integrità territoriale e alla sicurezza nazionale. Inoltre stabilisce che l'avvicinamento della Nato alle frontiere russe è inaccettabile, pertanto questo fattore sarà decisivo per i rapporti con l'alleanza. Prevede altresì una più stretta cooperazione con le forze navali di Cina e India. Questa cooperazione va oltre i rapporti bilaterali in quanto esercita una determinata influenza anche su scala globale e regionale. Un altro dei punti essenziali della nuova Dottrina navale riguarda l'indipendenza tecnologica delle costruzioni navali in Russia.

Incontro con le Chiese locali

Nel pomeriggio, Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill ha incontrato presso la residenza Patriarcale nel Monastero San Daniele di Mosca le delegazioni delle Chiese ortodosse locali, giunte a Mosca per la celebrazione del millesimo anniversario del riposo del santo principe e isoapostolo Vladimir.
All’incontro hanno preso parte anche il metropolita Hilarion di Volokolamsk, presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca (Decr), il vescovo Sergij di Solnechnogorsk, capo della Segreteria amministrativa del Patriarcato di Mosca, l’arciprete Nikolaj Balashov, vicepresidente del Decr, l’archimandrita Filipp (Vasiltsev), rappresentante del Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ presso il trono Patriarcale bulgaro, l’arciprete Nikolaj Lischenyuk, rettore del Compound della Chiesa ortodossa russa a Karlovy Vary (Repubblica ceca), l’arciprete Igor Yakymchuk, segretario per le relazioni interortodosse del Dipartimento per le relazioni ecclesiasstiche esterne.
Sua Santità il Patriarca Kirill ha rivolto parole di benvenuto ai partecipanti all’incontro ha detto: «Vostre Eminenze, cari padri e fratelli!
Oggi siamo riuniti a Mosca per l’anniversario del riposo di San Vladimir - il Battista della Rus’. Eterna è la memoria dei giusti ( Sal 111, 6), - ha detto il profeta Davide, e questa parola si è avverata nel santo Battista della Rus’. È trascorso un millennio dalla sua morte - un enorme periodo storico - ma la memoria di questo santo di Dio non solo non si è spenta, ma è diventata di dominio esclusivo della scienza accademica, e continua a vivere nei cuori di milioni di credenti in tutti i popoli che traggono le loro origini dal fonte battesimale del Dnepr.
Quando ognuno di noi ricorda il battesimo e il percorso storico del popolo a cui appartiene, è chiaramente consapevole che questo battesimo introduce il suo popolo nella famiglia delle nazioni cristiane, che il battesimo ci unisce tutti in Cristo. Prima estranei l'uno con l'altro, capaci di indifferenza, di ostilità o alleanza politica, i popoli nella comunione in Cristo diventano il corpo della Sua Chiesa, che unisce nello Spirito di Dio tutti, vicini e lontani, rivelandosi nell'amore fraterno.
Pertanto, il giorno della memoria del battista di ogni popolo, come ad esempio il santo principe Vladimir, uguale agli Apostoli, il santo re bulgaro Boris, il santo principe della Moravia Rostislav, santa Nina, uguale agli Apostoli, che ha illuminato la Georgia con la luce di Cristo, e altri - non è solo un giorno di festa nazionale, ma in larga misura è il trionfo della pienezza della Chiesa che spiritualmente esulta per la presenza di nuovi membri che danno il proprio contributo al tesoro di santità, che questi popoli hanno reso nel corso di molti secoli di storia.
Come nel giorno della Discesa dello Spirito Santo gli Apostoli cominciarono a parlare in tutte le lingue della Terra, così ora vediamo che la celebrazione della memoria del riposo del Battista della Rus’ riunisce da ogni parte del mondo i rappresentanti delle Chiese ortodosse, che come fratelli amorevoli insieme a noi gioiscono spiritualmente della nostra unità.
L’imitazione delle virtù del Battista della Rus' da parte di ciascuno dei nostri popoli richiede a tutti noi di lavorare per preservare il prezioso dono spirituale dell’unità in Cristo, che i nostri popoli hanno acquisito nel battesimo.
L’unità è una proprietà della Santa Chiesa di Cristo e un valore intrinseco per ogni credente ortodosso. La crescita cristiana nei comandamenti di Dio rafforza la sua unità con coloro che invocano il Signore con cuore puro (2 Tm 2 -22).
Oggi, come in altri casi in cui noi, rappresentanti delle Chiese ortodosse locali, ci ritroviamo insieme, la nostra comunione, la comunione ad un solo Calice, ci dà l’opportunità di sentire nel cuore che la Chiesa ortodossa è una. Questo è un grande valore, il più grande dono di Dio che noi, nonostante le molte vicissitudini politiche e altre questioni, salviamo con la nostra unità. Noi dovremmo amare questa unità come dono di Dio e come il più grande valore che ci ha dato il Salvatore stesso attraverso i Santi Apostoli. E, naturalmente, per noi è importante prenderci cura di tutte le espressioni di questo dono dell'unità.
Importanti sono gli sforzi volti a preservare l'unità: se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; se un membro gioisce, tutte le membra gioiscono con lui (1 Cor 12, 26).
Pertanto, dobbiamo essere uniti nella nostra solidarietà con i nostri fratelli perseguitati e nella nostra cura per loro; dobbiamo essere uniti nel culto dei santi; dobbiamo essere uniti nel fatto che insieme possiamo rifiutare chi vuole seminare discordia e divisione nella Chiesa.
Insieme stiamo cercando di richiamare l'attenzione sulla sofferenza dei nostri fratelli in Medio Oriente e in Nord Africa, in Kosovo e Metohija, e ora nel sud-est dell'Ucraina, dove viene sparso il sangue dei cristiani ortodossi, vengono profanati e distrutti i templi di Dio, dove sono rimasti senza casa decine di migliaia di profughi, che costantemente sono esposti a pericoli a causa delle azioni dei rappresentanti delle forze radicali, guidati dall'ideologia di intolleranza etnica e religiosa.
Chi non raccoglie con me disperde (Lc 11, 23), - dice il Signore Gesù Cristo. Per questo non siamo sorpresi quando vediamo coloro che hanno rinunciato all'unità della Chiesa ortodossa, i cosiddetti scismatici, fare ora un’aggressiva guerra di propaganda per distruggere l'unità del proprio popolo e del proprio Paese, incoraggiare alla violenza e accusare calunniosamente la Chiesa canonica in Ucraina di mancanza di patriottismo per i suoi appelli alla pace e al consenso nazionale.
L'unità della Chiesa ortodossa deve visualizzarsi con particolare forza nell’imminente Grande e Santo Concilio della Chiesa ortodossa, e quindi è importante che questo Concilio sia preparato con cura e si presenti al mondo in comunione fraterna e in spirito di unanimità.
Dal futuro Concilio noi ci aspettiamo che i documenti adottati siano rivolti ai nostri contemporanei, ai nostri connazionali, a persone di diverse nazionalità - a tutti coloro per i quali la voce della Chiesa ortodossa ha autorità e potere. Ci aspettiamo che questi documenti non riguardino argomenti che hanno perso la loro rilevanza, ma tutte le questioni all'ordine del giorno più urgenti. A nome del Concilio Panortodosso bisogna esprimere idee che risuonino nel cuore dei pastori e dei credenti di tutto il mondo. Siamo entrati in una fase importante della preparazione del Concilio, e prego Iddio che la preparazione venga effettuata in uno spirito di unanimità, che il Signore illumini tutti coloro che preparano i testi in discussione, affinché il Concilio abbia la possibilità di rivolgersi a tutto il mondo con una parola luminosa e profetica. Questa parola il mondo attende oggi.
Vorrei ringraziare sinceramente tutti Voi, Vostre Eminenze, padri e fratelli, per essere venuti nella capitale, la città di Mosca, per partecipare alla celebrazione del millesimo anniversario del riposo del santo principe Vladimir. Avremo l'opportunità domani di celebrare insieme la Divina Liturgia, testimoniando ancora una volta la nostra unità, pregare con una sola bocca e un solo cuore il Signore affinché abbia misericordia per la Chiesa ortodossa e i nostri popoli, e offrire preghiere per la pace, per la giustizia, per la salvezza di coloro che oggi sono perseguitati per la loro fede. Che Dio rafforzi tutti noi nell’unione fraterna e nell’armonia».
Il metropolita Apostolos di Mileto, a nome di Sua Santità il Patriarca Bartolomeo di Costantinopoli e di tutti i rappresentanti delle Chiese ortodosse locali, ha salutato Sua Santità il Patriarca Kirill. Il gerarca ha parlato in dettaglio del cammino storico fatto dal principato di Kiev e dai suoi governanti per l'adozione del cristianesimo e del significato della figura del santo principe e isoapostolo Vladimir, che ha affermato «non solo la fede cristiana in terra russa, ma è diventato anche un riformatore della cultura, giocando lo stesso ruolo che ha avuto Costantino il Grande per Bisanzio».
Il metropolita Apostolos ha anche detto che «la luminosa celebrazione in memoria del gran principe Vladimir è un'occasione importante per tutti noi per ricordare i legami fraterni che legano le due Chiese e la nostra comune e preziosa eredità bizantina, valutando al contempo i modi per lavorare per l'unità tanto cara a noi, in modo da poter mostrare il magnifico e salvifico mondo della Chiesa Una, Santa, Cattolica e Apostolica e avvicinarci al Grande Concilio nella sincerità del nostro cuore».
In risposta, Sua Santità il Patriarca ha dichiarato: «È importante per noi oggi ascoltare la voce della Chiesa di Costantinopoli, da cui le nostre persone hanno ricevuto il battesimo attraverso il grande principe Vladimir. Grazie per aver ricordato il Patriarca Fozio che inviò i Santi Cirillo e Metodio nelle terre del Nord, dove abitavano i Rus’, ai quali hanno predicato la parola di verità di Cristo. Siamo consapevoli di quanto sia stata importante la loro presenza in Crimea e nel nord del Mar Nero al fine di gettare il seme della fede cristiana».
Sottolineando l'importanza storica del Battesimo della Rus' in tutto il mondo, il Primate della Chiesa ortodossa russa ha aggiunto che questo evento «è importante in primo luogo per tutte le nazioni slave che vivevano e vivono nelle vaste terre della Rus’ storica».
Durante l'incontro Sua Santità il Patriarca Kirill ha presentato agli ospiti le medaglie giubilari «in memoria del millennio del riposo del santo principe Vladimir, uguale agli Apostoli».

Messaggio del Patriarca Kirill

Alla vigilia della celebrazione del millesimo anniversario del riposo del santo principe Vladimir, pari agli Apostoli e battista della Rus’, Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill ha indirizzato al Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin e al presidente dell’Ucraina Petr Poroshenko due lettere in cui esprime la profonda preoccupazione della Chiesa ortodossa russa per quanto sta accadendo in Ucraina orientale.
«Il raggiungimento degli accordi di pace a Minsk ha fermato l’escalation del conflitto e ispirato la speranza in un completo cessate il fuoco tra le parti in conflitto. Purtroppo le operazioni belliche, pur in misura minore, continuano fino ad oggi. In Ucraina si mantiene lo spargimento di sangue, la gente muore», dice il Patriarca nelle lettere.
Nel messaggio, il Primate della Chiesa ortodossa russa parla del destino della popolazione civile che vive nella zona degli scontri armati, sottolineando: «Sono particolarmente vulnerabili gli anziani, i bambini, le persone con disabilità. Non tutti hanno la forza e la possibilità di lasciare le loro case. Non tutti, purtroppo, riescono a sopravvivere in queste terribili condizioni. Qualcuno rimane ucciso dai bombardamenti, qualcuno muore di fame o malattie, qualcuno per la mancanza di forniture mediche e le condizioni elementari di vita».
Il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus' Kirill scrive ancora: «La Chiesa offre tutta l’assistenza possibile alle vittime di entrambe le parti. In tutte le chiese della Chiesa ortodossa russa, durante ogni servizio liturgico si innalzano a Dio ferventi preghiere per il ritorno della pace. Il metropolita di Kiev e di tutta l’Ucraina Onufry e tutta la Chiesa ortodossa ucraina da lui guidata, fanno ogni sforzo per la riconciliazione e il ripristino dell’unità del popolo».
Allo stesso tempo, dice il Primate della Chiesa ortodossa russa, per garantire la sicurezza della popolazione civile della regione è assolutamente indispensabile «la piena cessazione delle ostilità, la rigorosa osservanza degli accordi di Minsk e l’istituzione di un dialogo diretto tra tutte le parti in conflitto».
Nei giorni in cui la Chiesa ortodossa russa commemora la memoria del «Battista della Santa Rus', che ha gettato le basi per l’unità spirituale dei popoli russo e ucraino e ci ha insegnato l’amore cristiano e il perdono», Sua Santità il Patriarca chiede «con il cuore addolorato, a nome della Chiesa ortodossa russa» ai presidenti di Russia e Ucraina «di compiere ogni sforzo per fermare lo spargimento di sangue».

Liturgia conciliare a Mosca

Nel giorno della memoria del santo principe e isoapostolo Vladimir e anniversario del Battesimo della Santa Rus’ , il 28 luglio Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill ha celebrato la Divina Liturgia nella Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca.
Hanno concelebrato con Sua Santità i membri permanenti del Sacro Sinodo della Chiesa ortodossa russa: il metropolita Juvenalij di Krutitsy e Kolomna; il metropolita Vladimir di Chișinău e di tutta la Moldavia; il metropolita Vikentij di Tashkent e Uzbekistan, capo del Distretto metropolitano dell'Asia centrale; il metropolita Varsonofij di San Pietroburgo e Ladoga, cancelliere del Patriarcato di Mosca; il metropolita Pavel di Minsk e Zaslavl, esarca patriarcale di tutta la Bielorussia; il metropolita Hilarion di Volokolamsk, presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca; i capi delle delegazioni delle Chiese ortodosse locali: Chiesa ortodossa di Costantinopoli - metropolita Apostolos di Mileto; Chiesa ortodossa di Alessandria - metropolita Nikodemos di Memphis; Chiesa ortodossa di Gerusalemme - metropolita Timoteos di Bostria; Chiesa ortodossa georgiana - vescovo Vakhtang di Nikortsmind; Chiesa ortodossa serba - metropolita del Montenegro e delle isole Amfilohije; Chiesa ortodossa rumena - metropolita Niphon di Tărgovište; Chiesa ortodossa bulgara - metropolita Dometian di Vidin; Chiesa ortodossa di Cipro - vescovo Nectarios di Arsinoe; Chiesa ortodossa greca - metropolita Ambrosios di Kalavrita; Chiesa ortodossa albanese - vescovo Nathaniel di Amantia; Chiesa ortodossa polacca - vescovo Georgij di Siemiatycze; Chiesa ortodossa ceca e slovacca - arcivescovo Georgij di Michalowski-Košice; Chiesa ortodossa d’America - arcivescovo Irinej di Ottawa e del Canada; i membri delle delegazioni delle Chiese ortodosse locali consacrati al sacerdozio; i gerarchi e il clero del Patriarcato di Mosca.
Al servizio hanno preso parte il rappresentante plenipotenziario del Presidente della Federazione Russa nel Distretto federale centrale, Aleksandr Beglov, il presidente del comitato del Consiglio della Federazione sulla Legislazione della Costituzione e l’assetto dello Stato, Andrej Klishas, il presidente del comitato della Duma di Stato per la Sicurezza e la lotta alla corruzione, Irina Jarovaja.
Il santo principe e isoapostolo Vladimir dal 2002 è considerato il santo patrono delle truppe del Ministero dell'Interno russo, così tra i fedeli c’erano anche il comandante delle truppe del Ministero dell’Interno, colonnello generale Viktor Zolotov, i comandanti e i soldati delle truppe del Ministero.
I canti liturgici sono stati eseguiti dal coro dei sacerdoti della diocesi della regione di Mosca (diretto dal sacerdote Sergij Golev) e dal coro patriarcale della Cattedrale di Cristo Salvatore di Mosca (diretto da Ilija Tolkachev).
Il servizio è stato trasmesso in diretta sui canali televisivi di «Russia-1», «Russia-24», «RTR Planeta», «Unione». La diretta è stata commentata dal professore Aleksej Svetozarsky, dell'Accademia Teologica di Mosca. Durante la ripresa televisiva sono stati trasmessi alcuni momenti del servizio liturgico presso la Laura delle Grotte di Kiev, tenuto dal metropolitadi Kiev e di tutta l'Ucraina Onufrij, e presso la Cattedrale di San Vladimir a Kherson’, dove la Liturgia è stata celebrata dal metropolita Aleksandr di Astana e Kazakistan.
Nella Cattedrale di Cristo Salvatore sono state collocate l’icona e l'arca con una particella delle reliquie del santo principe Vladimir.
È stata eseguita l’antifona festiva della Giornata del Battesimo della Rus’, scritta nel 1988 in occasione del millesimo anniversario di questo evento storico. Durante la litania sono state elevate preghiere speciali di ringraziamento al Battista della Rus’ e Santo Principe Vladimir.
Dopo la litania della «supplica intensa» Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus' Kirill ha pregato per la pace in Ucraina.
Al termine della proclamazione del Vangelo Sua Santità il Patriarca si è rivolto ai fedeli.
Prima della comunione ai santi misteri di Cristo il capo della Segreteria amministrativa del Patriarcato di Mosca, vescovo Sergij di Solnechnogorsk, ha letto il messaggio di Sua Santità il Patriarca Kirill per il millesimo anniversario del riposo del santo principe Vladimir.
Poi il Primate ha benedetto i gonfaloni con l'immagine di San Vladimir, che sono stati consegnati a tutte le diocesi della Chiesa ortodossa russa. L'iscrizione sullo stendardo recita: «Questo gonfalone è stato realizzato con la benedizione di Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill nel sesto anno del Suo ministero primaziale per commemorare il millesimo anniversario del riposo di San Vladimir ed è stato benedetto da Sua Santità il Patriarca nella Cattedrale di Cristo Salvatore nell'anno del Signore 2015».
Sono stati proclamati «molti anni» «al grande signore e nostro padre Kirill, Patriarca di Mosca e di tutta la Rus', al presidente Vladimir Putin, ai metropoli, agli arcivescovi e vescovi della terra russa, alle autorità, alle nazioni ospitanti... e a tutti i cristiani ortodossi».
Rivolgendosi a Sua Santità il Patriarca Kirill, il metropolita Juvenalij di Krutitsy e Kolomna, a nome del Sacro Sinodo della Chiesa ortodossa russa, ha detto: «Vostra Santità, dal momento del vostro battesimo Voi siete spiritualmente legato al santo principe Vladimir, uguale agli Apostoli, e diventando il primo Gerarca della nostra terra, Voi proseguite la sua opera. Che il Signore benedica il Vostro lavoro e accolga le preghiere primaziali per la pace nella nostra terra e la prosperità al nostro popolo, e conceda a Voi di vivere in pace e prosperità per molti anni buoni!».
Il rappresentante plenipotenziario del Presidente della Federazione nel Distretto Federale Centrale, Aleksandr Beglov, ha espresso a Sua Santità il Patriarca Kirill e a tutti i partecipanti alla celebrazione le congratulazioni del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin.
Rivolgendosi a Sua Santità il Patriarca Kirill, il metropolita Apostolos di Mileto ha detto: nuovamente: «Vostra Santità! Una persona ha detto che il percorso della vita, se in tale percorso non si verificano feste - è come una strada su cui non si trova né rifugio né ospitalità. Oggi, con la Vostra benedizione noi, i rappresentanti delle Chiese locali, ci siamo riuniti in questa bella Cattedrale per celebrare la memoria liturgica dell’illuminatore del popolo russo, il santo principe e isoapostolo Vladimir.
Tutte le feste e celebrazioni che venivano organizzate prima del battesimo di San Vladimir sono scomparse. Il Suo battesimo, come il battesimo del popolo russo, ha lasciato un segno indelebile sia nella storia universale che nella storia del popolo russo. Così, i popoli che camminavano nelle tenebre, grazie al principe Vladimir hanno visto la grande luce. Sulla lunga strada che il popolo russo ha percorso, davvero ha trovato rifugio. Questo rifugio è la Chiesa. Il capo di questo rifugio è Cristo stesso, che si è sacrificato per la salvezza del genere umano.
Tutti noi, rappresentanti delle Chiese ortodosse locali, ci rallegriamo perché, grazie alla Divina Liturgia che abbiamo celebrato oggi, abbiamo trovato la quiete spirituale, l’ispirazione, la forza per continuare il nostro cammino spirituale e il nostro lavoro nella Chiesa.
Il Patriarcato di Costantinopoli, così come Sua Santità il Patriarca Bartolomeo, con il quale Voi siete legato da stretti legami di amicizia di lunga data, si rallegrano per la grande prosperità del popolo russo. Lui è felice che Voi, grazie alla Divina Provvidenza, sedete sull’alto trono patriarcale e conducete questo popolo eletto sulla via della salvezza».
Il metropolita Apostolos ha condiviso anche i ricordi degli incontri con il sempre memorabile metropolita di Kiev e di tutta l'Ucraina Vladimir, sottolineando che il defunto arcipastore si distingueva per una profonda pace interiore e per la capacità di conservare l'unità della Chiesa tra le tante prove.
In conclusione, il Primate della Chiesa russa ha detto: «Vorrei ringraziare sinceramente il metropolita Juvenalij per i saluti a nome del Sacro Sinodo e della pienezza della nostra Chiesa; e Aleksandr Beglov, inviato presidenziale nel Distretto federale centrale, per le congratulazioni a nome del Presidente del nostro Paese, che oggi festeggia il suo onomastico.
Vorrei anche ringraziare il metropolita Apostolos, inviato del Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo. Accogliamo con grande gioia le vostre parole. Avete ricordato che la luce della verità ortodossa è arrivata a noi dalle rive del Bosforo, da Costantinopoli, e questo legame spirituale, nonostante le difficili circostanze storiche, non si è mai interrotto. Questo legame esiste anche oggi e, credo, continuerà ad operare per rafforzare l'intera Ortodossia universale.
E infine ringrazio i rappresentanti delle Chiese ortodosse locali per la loro partecipazione alla Liturgia di oggi. Vi chiedo di trasmettere la mia stima e la mia gratitudine ai Primati delle Chiese ortodosse locali, che gentilmente Vi hanno inviato qui. Oggi noi abbiamo compiuto una preghiera conciliare, una Liturgia conciliare. Inoltre, erano con noi tutti i santi della Chiesa ortodossa universale, perché noi siamo la Chiesa terrena, ma accanto a noi c’è la Chiesa Celeste, la Chiesa che vive nella gloria, la Chiesa che è già passata attraverso la lotta del mondo e oggi e nell'eternità sarà dinanzi a Dio.
Ecco perché la preghiera della Chiesa terrena è così forte, perché insieme con le persone che vivono sulla terra prega per coloro che sono dinanzi a Dio. E noi crediamo che le nostre umili preghiere, che abbracciano tutta la creazione divina, di pace e prosperità per l’eredità del santo principe Vladimir, di pace e prosperità per tutti i popoli ortodossi, di pace e giustizia per il mondo intero, certamente saliranno dinanzi al trono di Dio. Il Signore benedica la Sua creazione, benedica la Chiesa ortodossa che dimora in molti Paesi, benedica la terra russa e la nostra Chiesa e i Confessori della nostra Chiesa, mantenga la fede nel suo popolo per millenni. Attraverso la preghiera al santo principe Vladimir, uguale agli Apostoli, Dio benedica il nostro percorso storico. Amen».

Ricevimento al Cremlino

Il 28 luglio, nella sala San Giorgio del Gran Palazzo del Cremlino a Mosca è stato dato un ricevimento per conto del Presidente della Federazione Russa, in occasione del millennio del riposo del santo principe e isoapostolo Vladimir. Hanno preso parte al ricevimento i rappresentanti della Chiesa ortodossa russa, dello Stato e personalità pubbliche.
Rivolgendosi al Patriarca Kirill e agli illustri ospiti, il presidente Vladimir Putin ha detto: «Vostra Santità! Cari ospiti! Colleghi, amici!
In questo giorno la Russia e l'intero mondo ortodosso celebra il Battesimo della Rus’. Il significato di questo evento - l’acquisizione della fede e della forza spirituale - non può essere sottovalutato. È evidente che il battesimo è diventato un punto di svolta nella storia russa, nella formazione dello Stato e nella cultura di questo Paese. È nostro dovere comune onorare questa fase cruciale dello sviluppo della Russia. E qui oggi sono riuniti i rappresentanti degli organi statali, di associazioni civili, i gerarchi della Chiesa ortodossa russa e delle Chiese ortodosse locali, i rappresentanti di tutte le religioni tradizionali della Russia, come un unico Stato costruito su una base multietnica e multireligiosa.
Il Battesimo della Rus’ è ormai parte integrante della tradizione della Chiesa e della memoria del popolo insieme al nome e alle opere del santo principe e isoapostolo Vladimir. Il millesimo anniversario del suo riposo ci ha dato un’altra possibilità di percepire la portata della sua personalità come creatore eccezionale della Rus’, di capire il significato della sua decisione per le generazioni a venire, di percepire la continuità della nostra storia secolare e il legame indissolubile con l’eredità lasciata dai nostri antenati.
Il principe Vladimir era destinato a diventare un grande sovrano. La sua scelta è stata intelligente ed estremamente responsabile e divenne la fonte di sviluppo della Russia, come un unico Paese, e della sua civiltà.
L'adozione del cristianesimo si è basata sul profondo amore del principe Vladimir per la sua Patria, su una sua seria riflessione spirituale, sulla ricerca di un unico principio in grado di unire il popolo e le terre sparse.
La prima Cronaca russa dice: «La quantità di bene che ha fatto il Battesimo per la Rus’ è incredibile». Mettendo fine alle faide e respingendo i nemici esterni, il principe Vladimir ha avviato la formazione di un’unica nazione russa, di fatto ha spianato la strada per la costruzione di un forte Stato russo centralizzato.
La Russia è andata rafforzandosi, ha guadagnato potere e prestigio agli occhi di vicini e lontani, relazionandosi su un piano di parità con i popoli d'Occidente e d'Oriente.
La decisione del principe riflette il desiderio del nostro popolo di camminare verso i più alti ideali di bontà, di verità e di giustizia, di unità fraterna e di solidarietà con il mondo, che Fëdor Dostoevskij chiamava umanità universale.
Il gran principe Vladimir è stato un vero e proprio costruttore della sua terra, del suo sviluppo culturale ed economico, un sovrano saggio e lungimirante della Russia. Così è stato per noi dopo l'adozione del santo Battesimo nell'antica Khersoneso - Korsun’. Queste radici spirituali oggi nutrono i fraterni popoli slavi di Russia, Ucraina e Bielorussia.
Rimaniamo fedeli alla scelta fatta dal principe Vladimir. Abbiamo a cuore la pace e l’armonia nel nostro Paese multietnico lavorando insieme per il benessere e la prosperità, nel rispetto delle tradizioni di tutti i suoi popoli, di tutte le religioni tradizionali della Russia.
Ancora una volta lasciate che mi congratularmi con Voi, Vostra Santità, e con tutti presenti in occasione del Battesimo della Rus’, nel giorno della memoria del santo principe Vladimir. Vi auguro il successo nelle Vostre diverse opere spirituali, nel Vostro importante e responsabile ministero verso il popolo russo.
Grazie per la Vostra attenzione».
Da parte sua, il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus' Kirill ha rivolto gli auguri al presidente Putin, che in questo giorno celebra il suo onomastico, e ha detto: «Vostra Eccellenza, il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin! Onorevoli rappresentanti delle Chiese ortodosse locali! Alti rappresentanti del Governo! Vostre Eminenze! Cari partecipanti al ricevimento!
Vorrei dare il benvenuto a tutti coloro che oggi sono riuniti al Cremlino di Mosca per celebrare la Giornata del Battesimo della Rus’ e l'anniversario del millesimo anniversario del riposo del santo principe Vladimir.
La vita del principe Vladimir ci fornisce un chiaro esempio di eroismo - sia personale che pubblico - che ha interessato il destino di molti popoli e di milioni di individui. Al momento di essere battezzato e di cambiare la sua vita e il modo di vita dei suoi sudditi, egli ha stabilito un nuovo modello fondamentale per il comportamento personale e pubblico, basato sui precetti evangelici. Prima di questo evento, l'omicidio, il sacrificio umano, l'inganno e l'avidità erano considerati normali e, come molti ritenevano in quel momento, mezzi adatti a raggiungere il potere e la felicità; ma dopo l’atto storico del principe di Kiev, la comprensione comune di ciò che è bene e male, di ciò che è accettabile e ciò che è inaccettabile è cambiata. Naturalmente, la criminalità non è scomparsa dalla vita delle tribù slave orientali, ma ha perso per sempre l'aura di qualcosa di lecito, necessario e legittimo.
Scegliendo un modo di vita pio, iniziando la costruzione di templi e chiese, dimostrando la costante preoccupazione per le truppe e la gente comune, i poveri e anche i criminali, il saggio sovrano, popolarmente conosciuto come il «sole rosso», ha dimostrato ai suoi sudditi che la verità di Dio e la vita secondo il Vangelo di Cristo è di gran lunga più importante della gloria umana, degli onori e della ricchezza. Ma il principe Vladimir non ha accettato solo il battesimo dagli ambasciatori di Costantinopoli e dal clero di Korsun’. Come sappiamo dalle cronache, essendo in cerca di forza, bellezza e verità, il santo principe Vladimir aveva precedentemente analizzato diverse tradizioni spirituali e culture, che si erano formate su questa base. Per il suo popolo, per il consolidamento della Rus ', scelse gli alti ideali della statualità e della cultura di Bisanzio. In questo periodo storico, nessuna cultura o Stato era più sviluppato di quello bizantino. Egli scelse di utilizzare tale nazione cristiana altamente qualificata come esempio per il percorso di sviluppo della nostra Patria per i secoli a venire. Così, la scelta religiosa del Principe significò anche una scelta di vita cristiana, di vita sociale, di modello culturale e modo di pensare, la scelta di un modello civile diverso perché questa struttura sociale si era formata sulla base dei valori cristiani e dava la possibilità alle persone di qualsiasi religione di vivere insieme alle persone con modelli di vita diversi, senza avere la sensazione di sentire una certa inferiorità o addirittura discriminazione.
È importante che questi principi, che erano stati scelti durante il periodo del principe Vladimir, oggi prosperino, permettendo l'esistenza della nostra nazione e lo sviluppo pacifico.
Così, grazie agli insegnamenti cristiani, così come all’estetica, portati nella terra della Rus', abbiamo visto capolavori come le creazioni di Rublëv, Dionigi, complessi unici come i monasteri russi e i cremlini, il lirismo delle preghiere e degli inni della Chiesa ortodossa russa. Inoltre, l’influenza culturale della Chiesa divenne il fondamento della cultura sociale, dando al mondo le opere di Pushkin, Gogol’, Dostoevskij, Tchaikovsky, Rachmaninov e di molti, molti altri, che ora sarebbe lungo elencare.
Gli ideali ortodossi di lealtà, valore, sacrificio, amore per la Patria e la Chiesa, hanno rafforzato i nostri gloriosi antenati nel corso del millennio per difendere la nostra terra d’origine in molte guerre e sconvolgimenti.
Se nelle relazioni estere l'adozione del cristianesimo ha contribuito a convertire i popoli ad entrare nella famiglia degli Stati cristiani, in termini di cambiamenti della persona, secondo il famoso storico russo Vasily Klyuchevskij, la verità di Cristo ha richiamato l’attenzione della persona sul suo mondo interiore e, quindi, ha contribuito alla crescita della coscienza nazionale. Quindi, le azioni del principe Vladimir e la sua personalità diventano particolarmente rilevanti oggi alla luce degli eventi che accadono dentro e fuori la nostra nazione. E anche se oggi ci sono diversi Stati indipendenti sul territorio dell'antica Rus', credo che i loro popoli desiderano essere tutti uniti spiritualmente.
Al centro della nostra vita c’è la fede, scelta dal santo principe Vladimir, lo stesso che ha dato forma al grande Stato eurasiatico, sul cui territorio esistono oggi questi Paesi indipendenti. Dobbiamo essere particolarmente consapevoli di questo nel parlare di unità spirituale dei popoli fraterni, scaturita da un unico fonte battesimale, che riguarda i popoli della Russia, dell’Ucraina e della Bielorussia.
Vorrei congratularmi, in particolare, con coloro che portano il nome del santo principe, tra cui il nostro Presidente. Oggi per Voi è una duplice festa, per il Vostro onomastico e per quello di Vostro padre. Essere chiamato in onore del Battista della Rus' è sicuramente un onore e una responsabilità. Auguro a Voi, caro Vladimir Vladimirovich Putin, e a tutti coloro che festeggiano il proprio onomastico nella giornata di oggi, di fare riferimento sempre al Vostro celeste patrono come il più grande e alto esempio. Credo che San Vladimir stenda la Sua protezione su tutti coloro che portano il Suo nome e continuano la Sua opera.
Sappiamo tutti che il buon esempio è l'approccio migliore per insegnare qualcosa. Le generazioni successive non possono avere successo se i loro predecessori non hanno lasciato loro un esempio da seguire. San Vladimir ha giocato questo ruolo per noi. Il nostro popolo lo associa al fatto di aver portato la verità, attraverso la quale un'intera civiltà è stata in grado di sperimentare una ricca esperienza spirituale.
Oggi sono lieto di dare il benvenuto ai rappresentanti dell'antica Costantinopoli, da dove sono arrivati nella Rus’ i primi vescovi e il clero e all’ombra della quale la giovane Chiesa russa si è sviluppata per diversi secoli. È con particolare affetto che rivolgo parole di benvenuto e di gratitudine ai rappresentanti di tutte le Chiese ortodosse locali fraterne, che si sono uniti alla nostra celebrazione di oggi.
Sullo sfondo dei tragici eventi in tutto il mondo, siamo particolarmente consapevoli della necessità di rafforzare l'unità ortodossa, la solidarietà e l'aiuto reciproco. Ancora una volta mi congratulo sinceramente con tutti i presenti per questo importante anniversario della Chiesa e dello Stato. Vi ringrazio, Vladimir Vladimirovich, per l'opportunità di condividere con Voi questa festa e possano la benedizione di Dio e la protezione della Regina del Cielo, attraverso le preghiere del santo principe Vladimir, dimorare sulla nostra Patria, su tutto il territorio dell'antica Rus' e su tutti coloro che portano il nome del santo principe.
Grazie, Vladimir Vladimirovich».
A sua volta Vladimir Putin ha detto: «Cari amici, ancora una volta mi congratulo con Sua Santità il Patriarca Kirill, con i rappresentanti della Chiesa e con tutti i cristiani ortodossi in questo giorno di festa. Vorrei rivolgere un ringraziamento speciale ai rappresentanti delle altre religioni tradizionali della Russia per essere con noi in questo giorno. Nulla ci separa, mentre molto ci tiene insieme: l'unità dei nostri valori morali e la nostra Patria, che tutti noi tanto amiamo.
Congratulazioni a tutti Voi!».




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Il gran principe Vladimir
«Zlatnik» - la prima moneta d'oro coniata nell'antica Kiev tra il X e l'XI secolo, raffigurante il principe Vladimir. Il vero nome di questa moneta non è noto, il termine «Zlatnik» è utilizzato in numismatica e compare nel trattato bizantino-russo di Oleg il Profeta negli anni 912. Sono state trovate in totale 11 di tali monete.
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Agosto '17


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