ELEOUSA magazine
Agosto '17

La Filocalia al Monte Athos. Articolo di Nikon Neoskitiotis



La Filocalia (in greco Φιλοκαλειν, letteralmente, amore della bellezza) è una raccolta di testi di ascetica e mistica della Chiesa ortodossa.
Fu pubblicata in greco a Venezia nel 1782 da Nicodemo l'Agiorita (cioè del Monte Athos) e Macario di Corinto. Ebbe un immenso successo nel mondo slavo grazie alla traduzione di Paisij Velicovskij. Oltre alla Bibbia e ad alcuni testi dei primi Padri della Chiesa, la Filocalia è una delle più ammirate e feconde testimonianze a stampa della pietà cristiana ortodossa. All’assidua lettura di essa da parte dei fedeli si fa continuamente riferimento nei celebri Racconti di un pellegrino russo.
L’opera non deve essere confusa con l’omonima antologia di scritti origeniani compilata nel 358-359 da Basilio il Grande e Gregorio Nazianzeno.
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La Filocalia è opera dello Spirito santo. Egli ci rivelerà tutta la verità (cf. Gv 16, 13): proprio per questo la Filocalia non è ancora terminata. Nel XX secolo sono apparsi ulteriori testimoni di questa continua azione dello Spirito, il quale si serve del pianto e del sangue dei suoi nuovi strumenti per aggiungere nuove pagine all'incompiuta opera filocalica.
Agli inizi del secolo, l'Athos era più popolato rispetto agli anni '50. L'Asia Minore, principale vivaio del monachesimo athonita, fioriva. Storie come quella di dieci amici di paese che divennero monaci tutti insieme, oggi sembrano davvero impossibili. O anche, quando parlo con un anziano monaco che vive sopra la mia cella, padre Simeone, originario di un paese vicino a Smirne, mi trovo di fronte al fatto che per alcuni una vita senza fede sembra inverosimile.
Nel 1922, per motivi storici, il cuore del cristianesimo cessò di battere in Asia Minore, e per motivi analoghi anche dalla martirizzata Russia non vennero più monaci alla Santa Montagna: la penisola athonita cominciava a spegnersi. Allora Dio vi condusse silenziosamente un suo uomo, che coltivò nascondendolo tra le rocce, presso la cima dell'Athos.
Si legge in una sua lettera a una "figlia di Gesù", scritta poco dopo la metà del secolo: "Mi sono chiuso in una tomba e non voglio sapere se gli altri vivono e come se la passano". Che cosa voleva allora questo sconosciuto che seppellì i suoi vent'anni nelle grotte e tra le rupi? Quello di cui parla la Filocalia: desiderava la preghiera di Gesù, la preghiera mentale, la purificazione dei pensieri, l'illuminazione della mente, la purificazione del cuore, la visione di Dio.
L'anziano al quale faceva obbedienza era una persona semplice, non poteva aiutarlo, tuttavia gli concesse la benedizione per recarsi altrove a cercare ciò a cui anelava. Cominciò allora una lotta che ai nostri occhi superficiali sembra incredibile, scandalosa per la nostra mente "razionale" e insopportabile per il nostro cuore pigro. Non ci fu grotta che non abbia ascoltato il suo pianto, non ci fu libro spirituale le cui pagine non siano state inzuppate di lacrime da quest'uomo così poco istruito. Nella biblioteca del monastero di San Paolo lesse la Filocalia. Cosa poteva capire? Come avrebbe potuto capire? La risposta è una sola: lo stesso Spirito che aveva illuminato gli autori, illuminò anche il lettore. Lo Spirito, a partire dalla fiamma tremolante del suo desiderio, provocò un incendio.
Un giorno, guardando la cappella della Trasfigurazione che si trova sulla cima dell'Athos, l'uomo di Dio vide uno straordinario raggio che lo colpiva nel cuore, e la preghiera di Gesù: "Signore Gesù Cristo, abbi pietà di me" cominciò a sgorgare incessantemente in lui. Cominciò allora ad accogliere discepoli: molti andavano da lui attratti dalla sua santità, ma appena raggiuntolo scappavano, spaventati dalla sua austerità. Si incominciò a sentire il nome di Iosiph, ma lui non si vedeva. Scrive un suo contemporaneo:
"La comunità dell'anziano Iosiph, questo padre neptico contemporaneo che conobbe grande fama al Monte Athos, era composta da monaci scelti e capaci di farsi violenza. Essi coltivavano la preghiera del cuore ed erano l'avanguardia spirituale della nostra skiti. L'anziano Iosiph mi era del tutto sconosciuto: la sua grotta era un luogo che pochi monaci conoscevano."
In queste grotte l'anziano colpì ripetutamente le pietre delle passioni, le rocce dell'ignoranza, e la sorgente nascosta della Filocalia incominciò di nuovo a sgorgare per i fedeli assetati. Un suo figlio spirituale, Sotirios Schinas, cominciò a pubblicare testi filocalici, tentativo ripreso con successo dalla casa editrice Astir-Papadimitriou, la quale ha pubblicato tutti e cinque i tomi della Filocalia. In seguito il celebre monaco e affermato scrittore Theoklitos Dionysiatis pubblicò testi filocalici splendidamente spiegati e annotati.
L'anziano delle grotte, Iosiph l'Esicasta, a causa della debole salute del suo discepolo più giovane si trasferì quindi dalle grotte e dalle capanne delle regioni montane ad altre situate a un'altitudine minore, finché giunse a Nea Skiti, dove in seguito morì dopo aver visto e rivelato non solo il giorno preciso della sua morte, ma anche il nome dei pellegrini che avrebbero assistito al suo beato transito.
In seguito il più giovane e debole tra i suoi discepoli, che aveva causato suo malgrado il trasferimento della comunità, fu quello che nella seconda metà del XX secolo realizzò l'insegnamento della Filocalia, a partire da grotte e capanne, sui seggi abbaziali, e persino nel rumore delle città. Di chi si tratta?
Un giorno arrivò dall'anziano Iosiph e fece una prostrazione un piccolo e magro ragazzo. Il terribile asceta gli diede una stuoia, gli mostrò una piccola grotta e gli disse: "Dimorerai qui"; ed egli, una volta entrato, disse a se stesso: "Muori e sii nella tua tomba!". In quel momento morirono per lui i genitori, gli amici, la terra in cui era nato e il mondo intero.
Le sue lotte corporali, gli anni della sua "morte" nella grotta, sono tanto incredibili quanto quelle del suo anziano.
Ma gli uomini spirituali si riconoscono dai loro risultati, e ciò che essi seminano è raccolto da altri. E poiché seminò e seppellì dando ogni cosa a Dio, Dio a sua volta lo colmò di doni incredibilmente ricchi. E quando questo ragazzo divenne luce e fiamma, Dio lo prese dall'oscurità e lo rese manifesto come papas Ephrem Spelaiotes (cioè delle grotte). Così, colui che aveva detto in una grotta dell'Athos: "Muori e sii nella tua tomba!", si trovò a celebrare l'eucaristia alle Hawaii e a fondare monasteri in Texas e in Arizona.
Ci troviamo di fronte al fenomeno di un asceta illetterato e di un prete che aveva solamente un'istruzione elementare, i quali danno vita con la loro esistenza - incredibile ma vero - a più di trenta monasteri. Come è potuto avvenire? E' avvenuto appunto perché comprendessimo che certe cose non sono frutto dell'agire umano. Ci è stato dato perché capissimo Chi è colui che operò in questi due uomini, i quali hanno fatto dell'invocazione: "Signore Gesù Cristo, abbi pietà di me" lo scopo delle loro vite.
Quando andai per la prima volta al monastero, l'igumeno, quel presbitero poco istruito, per l'appunto, mi fece come dono nientemeno che i suoi cinque torni della Filocalia! Vedo ancora le innumerevoli sottolineature che vi aveva apposto, soprattutto ai Capitoli sulla carità di Massimo il Confessore, nel testo antico. Oggi la Filocalia circola in lingua moderna, a disposizione di tutti grazie alle edizioni Perivolitis Panaghias di Salonicco.
Padre Loukas, saggio e infaticabile bibliotecario del monastero di Philotheou, è riuscito a raccogliere, a curare e a portare a termine l'edizione di molte lettere del padre Iosiph nel libro Descrizione di un' esperienza monastica, testo che una volta letto fa molto pensare, e chiarisce perché all'inizio della mia conferenza ho detto che la Filocalia si scrive ancora.
Vorrei concludere ascoltando le parole di questi due uomini.
Diceva padre Iosiph:

Non scoraggiarti a causa dei pensieri, grida continuamente la preghiera, con violenza, con forza, con molta fatica: "Signore Gesù Cristo, abbi pietà di me" ... Stai attento, non cedere ai pensieri. Ti stancherai molto, fino a quando capirai che la preghiera senza attenzione e vigilanza è una perdita di tempo, fatica senza guadagno. Nessuno è mai giunto alla preghiera senza vigilanza ... Colui che si unisce ai pensieri osceni contamina tutto l'uomo, come un cane morto ... Hai mai visto un monaco senza obbedienza? E' un lume senza olio che velocemente si spegne ... Con l'amore per Cristo e per la santissima Madre di Dio la vigilanza e la contemplazione crescono molto di più che con altre fatiche.

E il papas Ephrem:

Noi valutiamo l'intensità della guerra che i demoni ci fanno nella nostra mente dai cattivi pensieri, che molte volte vengono a noi con tale impeto, malvagità, furore e minaccia da spazzare via, se possibile, ogni cosa. Se l'uomo non resiste, e non li fronteggia con arte e metodo, essi lo sommergeranno e lo ridurranno in schiavitù. Allora l'uomo si comporterà assolutamente secondo il volere dei demoni. E in questa lotta che dobbiamo impegnare ogni nostra potenzialità, affinché con tutta la nostra attenzione, appena giunge la cattiva immaginazione accompagnata dal cattivo pensiero, possiamo scacciarla e respingerla, affrontandola all'istante con l'arma della preghiera: "Signore Gesù Cristo, abbi pietà di me". Vegliate dunque sulla vostra mente.




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Un Monaco del Monte Athos in preghiera
Agosto '17


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