ELEOUSA magazine
Agosto '17

Nel luogo del martirio di Nicola II - Firmato l'accordo di cooperazione tra Stato e Chiesa


In occasione del 400° anniversario della dinastia dei Romanov, il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill ha compiuto la visita primaziale nella metropolia di Ekaterinburg il 18 e 19 maggio 2013.
La capitale degli Urali è diventata quest’anno uno dei principali centri di eventi ecclesiali e sociali per l’anniversario della Casa reale.
Sua Santità il Patriarca Kirill è stato accompagnato durante la visita dalla delegazione ufficiale della Chiesa ortodossa russa, composta dal cancelliere del Patriarcato di Mosca, metropolita di Saransk e Mordovia Varsonofij, dal capo della Segreteria amministrativa del Patriarcato di Mosca, vescovo Sergij di Solnechnogorsk, dal presidente del Dipartimento sinodale per l’informazione Vladimir Legojda, dal rettore della cattedrale dell’Epifania a Mosca, arciprete Aleksandr Ageikin, dall’assistente del presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca, arcidiacono Vladimir Nazarkin, dal capo della segreteria personale di Sua Santità il Patriarca M.G. Kuksov.

Ganina Yama
Il 18 maggio, il Primate della Chiesa russa ha visitato il monastero dei Santi Martiri Reali a Ganina Yama. Alle porte del monastero Sua Santità il Patriarca Kirill ha incontrato il vicario della santa dimora, l’archimandrita Pimen (Adarchenko), il clero e i monaci del monastero.
Al suono festoso delle campane, Sua Santità ha attraversato il territorio del monastero. È stato cantato il tropario ai Santi Martiri Reali - lo zar Nicola II, la zarina Alexandra, lo zarevič Alksej e le granduchesse Ol’ga, Tat’ana, Marija e Anastasija.
L’archimandrita Pimen ha rivolto parole di benvenuto al Primate della Chiesa russa e ha presentato in dono un ritratto dello zar Nicola II.
Dinanzi alla croce installata nei pressi della miniera n. 7 - il luogo dove furono distrutti i resti dei Santi Martiri Reali e del loro seguito - il Patriarca ha tenuto un servizio funebre. Sono state elevate preghiere di suffragio per le anime dei servi di Dio, il dr. Evgenij Botkin, il cuoco Ioann Kharitonov, la cameriera Anna Demidova, il maggiordomo Aleksej Trupp e di tutti coloro che «negli anni della feroce persecuzione sono stati assassinati o torturati nell’eroica lotta della propria testimonianza». Il servizio si è concluso con il canto del «Cristo è risorto» e dell’«Eterna Memoria».
Durante il servizio hanno pregato il metropolita di Saransk e Mordovia Varsonofij, il metropolita di Ekaterinburg e Verkhoturye Kirill, il vescovo Sergij di Solnechnogorsk, il vescovo di Kamensk e Alapaevsk Sergij, Vladimir Legojda, il presidente della Fondazione della granduchessa Olga Alexandrovna, O.N. Kulikov-Romanov, i membri della delegazione ufficiale che accompagna Sua Santità il Patriarca, il vicario del monastero con i monaci, il clero, e molti pellegrini.
Tra i presenti c’erano anche il governatore della regione di Sverdlovsk E.V. Kuyvashev, co-presidente del consiglio di fondazione del programma «Alexander Nevskij», il direttore generale della Società metallurgica «UMMC-Holding» A.A. Kozitsin, i rappresentanti del governo.
Il Primate della Chiesa russa ha eseguito il rito di benedizione della prima pietra del tempio in onore della Madre di Dio Regnante.

Ekaterinburg
Dal monastero di Ganina Yama Sua Santità il Patriarca Kirill è andato ad Ekaterinburg, presso la Cattedrale sul Sangue in onore di Tutti i Santi risplendenti in Terra Russa, costruita sul luogo dove la notte del 17 luglio 1918 sono stati uccisi i Santi Martiri Reali e il loro seguito.
All’ingresso del tempio superiore in onore di Tutti i Santi risplendenti in Terra Russa, Sua Santità ha incontrato il sacerdote anziano del tempio, arciprete Maksim Minyailo, il clero e gli studenti delle istituzioni educative ortodosse.
Tra i presenti c’erano il metropolita di Ekaterinburg e Verkhoturye Kirill, il governatore della regione di Sverdlovsk E.V. Kuyvashev, il capo della Casa Imperiale russa, granduchessa Maria Vladimirovna, il presidente della Fondazione della granduchessa Olga Alexandrovna O.N. Kulikov-Romanov, i membri della delegazione ufficiale che accompagna Sua Santità il Patriarca, e numerosi fedeli.
Sua Santità il Patriarca si è diretto quindi nella chiesa inferiore in onore dei Santi Martiri Reali, consacrata dal Patriarca il 18 aprile 2010.
Il Primate della Chiesa ortodossa russa ha fatto una preghiera in onore dei Santi Martiri Reali e ha visitato la stanza dell’esecuzione, presso la navata destra della chiesa inferiore.
La notte tra il 17 e il 18 luglio 1918, un commissario della Čeka si occupò di organizzare la fucilazione ed il successivo occultamento dei corpi. Di fronte al diniego di numerosi čekisti, che si rifiutarono di sparare sull’intera famiglia imperiale, fu creato un commando composto da ex prigionieri di guerra austriaci e ungheresi.
Lo zar e la sua famiglia sono stati ufficialmente riabilitati dalla Corte Suprema russa il 1 ottobre 2008, dopo una lunga battaglia legale. La Corte ha riconosciuto come illegale l’esecuzione dello zar e della sua famiglia.
Durante la breve conversazione di Sua Santità il Patriarca Kirill con la granduchessa Maria Vladimirovna, il Primate della Chiesa russa
ha dato al capo della Casa Imperiale il libro «La Chiesa ortodossa russa, il Monte Athos e la Casa Imperiale Russa in esilio».
Sui gradini della chiesa inferiore il Primate della Chiesa ortodossa russa ha accolto il metropolita di Ekaterinburg e Verkhoturye Kirill, che ha presentato a Sua Santità l’icona dei Santi Martiri Reali scritta dai maestri degli Urali.
Poi il Patriarca ha visitato il centro spirituale ed educativo «La rappresentanza del Patriarca».
Il centro spirituale ed educativo è parte del complesso della chiesa-memoriale e comprende la chiesa di San Nicola il Taumaturgo, il museo della famiglia reale, il museo del Patriarcato russo, una sala da concerto con un pianoforte a coda «reale», appartenuto alla famiglia dell’imperatore Nicola II e portato a Tobolsk, durante l’esilio di Nicola II, la biblioteca del «Sovrano» e diverse sale espositive.
Sua Santità il Patriarca Kirill ha visitato il museo della famiglia imperiale, tra cui la mostra «L’importanza del servizio della dinastia russa dei Romanov», dedicata al 400° anniversario dell’elezione al trono del capotistipe della dinastia dei Romanov, lo zar Mikhail Fëdorovič Romanov.
Sua Santità era accompagnato dal metropolita di Ekaterinburg e Verkhoturye Kirill, dal governatore di Sverdlovsk E.V. Kuyvashev, dal capo della Casa Imperiale russa, granduchessa Maria Vladimirovna, dal presidente della Fondazione della granduchessa Olga Alexandrovna, O.N. Kulikov-Romanov.
Nelle sale sono esposti documenti, fotografie provenienti da archivi pubblici, pezzi unici provenienti da collezioni private e libri rari della biblioteca intitolata a Belinskij e del centro spirituale ed educativo «La rappresentanza Patriarcale», così come gli effetti personali del granduca Sergej Alexandrovič del museo del monastero Novospassky di Mosca.
Il personale del museo ha presentato a Sua Santità il Patriarca Kirill le foto originali della casa Ipatiev durante l’esilio della famiglia reale. Il nome di questa casa è lo stesso del monastero Ipatiev di Kostroma, dove il primo zar della dinastia Romanov accettò di salire al trono di Mosca il 14 marzo 1613!
Al termine della visita, il presidente della Fondazione della granduchessa Olga Alexandrovna ha ringraziato il Patriarca per la sua attenzione per l’anniversario della dinastia Romanov e ha presentato a Sua Santità la medaglia commemorativa della Fondazione in onore del 400° anniversario di questa dinastia, nonché una copia dei pannelli realizzati nel 1913 per il 300° anniversario della dinastia reale, conservati ora dai discendenti della Casa Imperiale.

Incontro a Sverdlovsk
Il 18 maggio, si è svolto presso il centro spirituale ed educativo «La Rappresentanza del Patriarca» l’incontro del Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill con il governatore della regione di Sverdlovsk E.V. Kuyvashev.
«Vostra Santità, voglio ringraziarVi per il fatto che nonostante tutti i Vostri impegni, avete trovato l’opportunità di venire in questi giorni memorabili ad Ekaterinburg - la capitale degli Urali, - ha detto Kuyvashev accogliendo Sua Santità Vladyka. - Mi fa molto piacere che oggi, quando Voi vi siete rivolto ai nostri connazionali, c’erano così tante persone.
Le Vostre parole, le Vostre benedizioni per ogni buona azione, sono entrate nell’anima di ciascuno abitante degli Urali».
«Faremo ogni sforzo per garantire che i santuari della nostra terra siano restaurati», - ha assicurato il governatore.
In risposta, il Primate della Chiesa russa ha detto: «Ogni volta che visito la terra di Ekaterinburg provo un sentimento molto forte. Questa è una terra difficile, irrigata dal sangue del nostro popolo. Abbiamo forgiato la nostra vittoria nella Grande Guerra Patriottica, qui si sono verificati i tragici eventi legati alla vita dell’ultimo imperatore, qui è stata costruita la Chiesa sul Sangue Versato, che è il simbolo della rinascita del nostro Paese e della spiritualità del nostro popolo. Pertanto Ekaterinburg e la regione di Sverdlovsk hanno un posto speciale nel mio cuore e, credo, nel cuore di ogni russo.
Apprezzo gli sforzi che si stanno compiendo oggi nella regione di Sverdlovsk e ad Ekaterinburg per ripristinare i templi e per la rinascita della vita spirituale del popolo.
La vita spirituale forma molte qualità positive nelle persone. Senza la dimensione spirituale è impossibile amare la Patria. Senza la dimensione spirituale è impossibile amare le persone. In un’epoca di intenso sviluppo scientifico e tecnologico, in cui la civiltà è davvero senza cuore, basata sulle macchine, esclusivamente sulle idee scientifiche - in questo momento storico è particolarmente richiesta la formazione spirituale. La persona che si forma nelle grandi tradizioni spirituali è in grado di rispondere alle sfide della moderna società tecnocratica.
Dico questo perché Ekaterinburg e la regione di Sverdlovsk hanno un posto speciale nella vita del nostro Paese. Qui sono concentrate sia la scienza che l’attività industriale, c’è una grande percentuale di persone con un’istruzione superiore, coloro che con la loro professione moltiplicano la ricchezza del nostro Paese; c’è una classe operaia altamente qualificata. Per questo auguro agli abitanti di Ekaterinburg e della regione di Sverdlovsk il benessere, la felicità, la pienezza della vita, ma anche un forte senso morale e spirituale della vita. Così il nostro popolo sarà invincibile. Qui, ad Ekaterinburg, è già stato fatto molto per essere così, per questo vorrei ringraziare Voi e i Vostri colleghi».
Durante l’incontro si è discusso dello sviluppo dei rapporti Chiesa-Stato, anche nel campo del restauro e della conservazione del patrimonio spirituale e culturale degli Urali.

Monastero di Sant’Alexander Nevskij
Il 19 maggio, nella terza settimana dopo Pasqua, festa delle sante donne mirofore, Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill ha eseguito il rito della grande consacrazione della restaurata Cattedrale di Sant’Alexander Nevskij del monastero di Novo-Tikhvin ad Ekaterinburg e ha celebrato la Divina Liturgia nella chiesa appena consacrata.
Durante la Divina Liturgia l’archimandrita Diodor (Isaev) è stato ordinato vescovo di Melekess e Cherdakli, nella metropolia di Simbirsk.
Hanno concelebrato con Sua Santità il metropolita di Saransk e Mordovia Varsonofij, cancelliere del Patriarcato di Mosca,
il metropolita di Simbirsk e Novospassk Prokl, il metropolita di Ekaterinburg e Verkhoturye Kirill, il vescovo Sergij di Solnechnogorsk, capo della Segreteria amministrativa del Patriarcato di Mosca, il vescovo di Nizhny Tagil e Serov Innokentij, il vescovo di Kamensk e Alapaevsk Sergij, l’archimandrita Aleksej, igumeno del monastero Senofonte del Monte Athos, l’archimandrita Pimen (Adarchenko), segretario della metropolia di Ekaterinburg, igumeno del monastero dei Santi Martiri Reali a Ganina Yama, l’arciprete Alexander Ageikin, rettore della Cattedrale dell’Epifania a Mosca, il clero della metropolia di Ekaterinburg.
Al servizio liturgico hanno preso parte il governatore della regione di Sverdlovsk, E.V. Kuyvashev, co-presidente del consiglio di fondazione del programma «Alexander Nevskij», il direttore generale della Società metallurgica «UMMC-Holding» A.A. Kozitsin, il presidente del consiglio di amministrazione dell’azienda «Copper Company Russa» I.A. Altushkin, i rappresentanti del governo.
Tra i fedeli erano presenti il presidente del Dipartimento sinodale per l’informazione V.R. Legojda, il vicepresidente del Dipartimento sinodale per i monasteri e la vita monastica, igumena Juliana (Khaled), la madre superiora del monastero di Novo-Tikhvin ad Ekaterinburg, igumena Domnika (Korobeinikova) e le suore del monastero, la madre superiora del monastero della Natività della Madre di Dio a Mosca, igumena Viktorija (Perminov), filantropi e restauratori della Cattedrale.
Il servizio divino è stato trasmesso in diretta televisiva dalla TV ortodossa «L’Unione» della Cattedrale di Sant’Alexander Nevskij, alla quale è stato possibile collegare il portale del Patriarcato di Mosca. Diverse migliaia di persone si sono riunite nel monastero di Ekaterinburg per pregare insieme al Primate della Chiesa russa. Coloro che non sono potuti entrare nella Cattedrale hanno seguito la celebrazione sui maxischermi installati nel territorio del monastero.
Durante la Liturgia il coro del monastero di Novo-Tikhvin ha cantato inni in stile bizantino, secondo l’antica notazione.
Dopo il servizio, il metropolita di Ekaterinburg Kirill, nell’esprimere sincera gratitudine al Primate per la visita primaziale alla diocesi di Ekaterinburg, ha presentato a Sua Santità un tabernacolo, realizzato dai maestri degli Urali.
La madre superiora del monastero di Novo-Tikhvin, igumena Domnika (Korobeinikova), rivolgendosi a Sua Santità Vladyka e a tutti i partecipanti al culto, ha detto in particolare: «Per noi è particolarmente significativo il fatto che la consacrazione del tempio sia stata effettuata il 19 maggio, giorno del compleanno del santo martire lo zar Nicola II. Le suore del nostro monastero sono molto grate alla Casa Imperiale. Non è un caso che questo tempio sia stato dedicato al Santo Principe Alexander Nevskij. Il monastero è stato istituito con decreto personale di Alessandro I, e le suore in segno di gratitudine desiderano che non solo il tempio sia dedicato al suo santo patrono ma anche la stessa dimora sia chiamata di Sant’Alexander Nevskij di Novo-Tikhvin».
Secondo madre Domnika, le suore del monastero di Novo-Tikhvin di Ekaterinburg probabilmente sono state le ultime persone che hanno assistito l’imperatore Nicola II e la sua famiglia. Due novizie del monastero ogni giorno portavano il cibo alla casa Ipatiev per la famiglia reale, fino al giorno della loro esecuzione. Secondo alcune testimonianze, anche queste novizie sono state uccise per aver aiutato la famiglia reale.
L’igumena Domnika ha donato a Sua Santità il Patriarca un’icona del Santo Principe Alexander Nevskij, ricamata dalle suore del monastero.
In risposta, il Primate della Chiesa ortodossa russa ha ringraziato il metropolita Kirill per il suo impegno nell’amministrazione della metropolia di Ekaterinburg e gli ha donato l’icona della Risurrezione di Cristo.
Sua Santità ha inoltre benedetto il lavoro della priora del monastero di Novo-Tikhvin e ha presentato l’immagine del Salvatore, e alle sorelle del monastero ha dato un uovo di Pasqua con l’immagine del Salvatore Risorto.
Sua Santità ha ringraziato i benefattori del monastero, in particolar modo A.A. Kozitsyna e I.A. Altushkin, per il loro contributo alla rinascita del monastero di Novo-Tikhvin.
Al termine della celebrazione, il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill ha dato la sua benedizione per il cambiamento del nome del monastero, che d’ora in poi si chiamerà monastero di Sant’Alexander Nevskij di Novo-Tikhvin.
A tutti i fedeli che hanno partecipato al culto sono state distribuite piccole icone dei Santi Martiri Reali con la benedizione patriarcale.

Cooperazione Stato-Chiesa
È stato firmato, presso la residenza del plenipotenziario del Presidente della Federazione Russa nel Distretto Federale degli Urali ad Ekaterinburg, un accordo di cooperazione tra la Federazione Russa e le diocesi del Patriarcato di Mosca nel Distretto Federale degli Urali.
Il documento è stato firmato il 19 maggio da Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill e dal plenipotenziario del Presidente della Federazione Russa nel Distretto Federale degli Urali Igor R. Kholmanskikh.
Alla cerimonia hanno preso parte il metropolita di Ekaterinburg e Verkhoturye Kirill e i capi dei soggetti della Federazione Russa nel Distretto Federale degli Urali.
Rivolgendosi al pubblico dopo la firma del documento, il Primate della Chiesa ortodossa russa ha detto: «Vorrei esprimere la mia profonda soddisfazione per quello che è appena avvenuto. La sfera dei rapporti Chiesa-Stato si sta sviluppando con forza in tutta la Federazione Russa, e il Distretto Federale degli Urali rappresenta un luogo speciale in questo processo. Vorrei dire qualche parola circa l’importanza di questo accordo, che prevede la cooperazione nella sfera spirituale e morale.
Noi sappiamo che nessuna vittoria è realizzata dalle persone che sono interiormente deboli. A volte, a vincere non è la forza delle armi, ma il potere dello spirito, e nella storia del nostro Paese abbiamo molti esempi.
Oggi, per grazia di Dio viviamo pacificamente e non si parla di possibili minacce esterne, ma può accadere di tutto - il mondo è complesso, e siamo in grado di vedere ciò che sta accadendo in altre parti del globo. E la nostra battaglia principale oggi è la battaglia per il nostro Paese. Abbiamo bisogno di cambiare radicalmente la vita in meglio. Abbiamo bisogno di vincere molte vittorie, ma senza la forza dello spirito noi non ci riusciremo, perché le persone spiritualmente deboli commettono reati, corruzione, o per incuria o per assenza di identità nazionale.
La forza spirituale è un prerequisito per la vittoria. Un aspetto molto importante dell’accordo riguarda la cooperazione nel campo della filantropia, delle opere di carità. Tra le persone ricche degli Urali ci sono alcune persone che danno un ottimo esempio in questo senso. Sappiamo che le persone fanno un uso diverso della loro ricchezza. A volte questa ricchezza semplicemente scompare. Alcuni si comportano in modo strano dal punto di vista del normale comportamento umano. Ma ci sono persone che con i loro mezzi compiono buone opere, in particolare per ricostruire chiese, scuole, o investono nelle opere di carità. Credo che il punto principale del nostro accordo dovrebbe favorire lo sviluppo della coscienza nazionale tra le persone che hanno i mezzi e possono partecipare alle iniziate volte a migliorare la vita del nostro popolo.
In particolare, vorrei richiamare la vostra attenzione sul miglioramento della politica statale in materia di interazione con le comunità religiose. Voi conoscete l’esempio di molti Paesi del mondo che, per il fatto di essere multietnici e multireligiosi, possono svolgere un ruolo molto pericoloso. Il fattore religioso è utilizzato dagli estremisti, è utilizzato da forze esterne per indebolire lo Stato, il Paese. È per questo che dobbiamo fare tesoro di questo per custodire la pace multietnica e multireligiosa. Nel nostro Paese non si devono offendere i sentimenti nazionali o religiosi, perché qualsiasi azione intesa ad insultare i sentimenti nazionali e religiosi è un atto diretto contro l’unità e l’integrità del nostro Stato, contro l’unità e l’integrità del nostro Paese.
Penso che sia importante sottolineare la necessità di compiere sforzi anche per migliorare le relazioni etniche e religiose. Qui, negli Urali, a mio parere, le cose vanno bene, anche se la situazione richiede molta attenzione.
E vorrei assicurare Voi, Igor Ruricovich, e i capi dei soggetti della Federazione Russa, i membri del Distretto Federale degli Urali, che la Chiesa ortodossa russa è pronta a lavorare mano nella mano al fine di migliorare la vita sociale, economica, culturale e spirituale del nostro Paese.
Mi auguro che l’accordo contribuirà a questo».
Situata sul versante asiatico degli Urali, la città di Ekaterinburg è il principale centro industriale e culturale della regione. La sua popolazione, di oltre 1.300.000 abitanti, ne fa la quarta città della Russia per numero di abitanti.



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