ELEOUSA magazine
Agosto '17

Il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia in Polonia. Prima visita ufficiale alla Chiesa ortodossa polacca


Si è svolta dal 16 al 19 agosto 2012 la prima visita ufficiale del Patriarca di Mosca e di tutta la Russia Kirill in Polonia. Il Patriarca è arrivato in Polonia su invito del Primate della Chiesa ortodossa polacca, Sua Beatitudine il Metropolita Sawa.
Durante la visita, il Primate della Chiesa ortodossa russa è stato accompagnato dalla delegazione del Patriarcato di Mosca, composta da: metropolita Hilarion di Volokolamsk, presidente del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca; vescovo Sergij di Solnechnogorsk, responsabile della Segreteria amministrativa del Patriarcato di Mosca; arciprete Nikolaj Balashov e igumeno Filaret (Bulekov), vice presidenti del Dipartimento per le relazioni esterne; arciprete Igor Yakimchuk, segretario per i Rapporti inter-ortodossi del medesimo Dipartimento; Vladimir Legoida, presidente del Dipartimento sinodale per l’Informazione; arcidiacono Vladimir Nazarkin, assistente del presidente del Dipartimento per le relazioni esterne; Michail Kuksov, capo della segreteria personale del Patriarca.
Al suo arrivo... a Varsavia, il Patriarca Kirill ha presieduto un servizio di preghiera presso la Cattedrale ortodossa di Santa Maria Maddalena. Al termine del servizio, i Primati delle Chiese ortodosse russa e polacca si sono scambiati i saluti.
Nel sottolineare che Sua Santità ha più volte visitato la terra polacca prima dell’elezione al trono patriarcale di Mosca, Sua Beatitudine il Metropolita Sawa ha detto in particolare: “La Vostra visita nel nostro Paese in questo momento come Primate della Chiesa ortodossa russa, con la quale siamo uniti da legami spirituali e storici, - è di grande importanza dal punto di vista sociale e pubblico. Accogliamo Vostra Santità con cuore aperto e con amore fraterno, nella speranza che la Vostra visita porti frutti abbondanti nel senso più ampio del termine per il bene della Santa Ortodossia e dei nostri popoli polacco e russo”.
In risposta, il Patriarca di Mosca e tutta la Russia Kirill ha ringraziato per l’invito a visitare la Chiesa ortodossa polacca. “Sono contento di essere nuovamente in terra polacca, di vedere in buona salute Vostra Beatitudine, di incontrare gli amati vescovi e pregare insieme in questa bella Cattedrale dedicata a Santa Maria Maddalena, dove non sono mai stato. Tuttavia, il Primate della Chiesa ortodossa russa è qui per la prima volta. Inoltre, è il primo Patriarca di Mosca e di tutta la Russia che visita la Polonia. Ciò nonostante, le nostre relazioni hanno una storia lunga e gloriosa.
Per quanto riguarda la Russia e la Polonia il cristianesimo è stato portato nella tradizione orientale dai Santi Cirillo e Metodio, gli educatori dei popoli slavi. E’ arrivato sul territorio polacco durante l’unificazione della Polonia da parte del Gran Principe Mieszko I e ha una base altrettanto forte e antica, proprio come la tradizione dello Stato polacco.
Lungo il suo percorso di confessione, che per lungo tempo seguì l’Ortodossia polacca, ha ricevuto il sostegno attivo della Chiesa ortodossa russa. E’ stata la Chiesa Madre Russa ad avviare la formazione della Chiesa ortodossa polacca e ad introdurla come sua sorella nella famiglia delle Chiese ortodosse locali.
Sono lieto che la Chiesa ortodossa polacca conservi fedelmente la tradizione che ha adottato dalla Chiesa ortodossa russa. La nostra unità è incarnata nella struttura delle chiese, nell’architettura dei templi e nella lingua del culto. Tuttavia, anche se le tradizioni russe sono rimaste in Polonia, c’è stato anche uno sviluppo creativo indipendente, di cui siamo anche molto felici.
Per secoli noi veneriamo gli stessi santi. La vita terrena di alcuni di essi è collegata con la Polonia, e i Paesi della Santa Rus’. Il loro ricordo e la venerazione unisce i nostri cuori nell’amore del Signore Gesù Cristo. Questi santi sono il nostro reverendo Moses Uhryniv e Santa Paraskeva. Così come è vicino e caro a noi, nato a Chelm, il nostro comune patrono e intercessore celeste Roman Bear - sacerdote della Chiesa ortodossa russa, che ha mostrato fermezza incrollabile della fede durante la persecuzione brutale della Chiesa di Dio. Ora le sue sante reliquie riposano in uno dei templi della città di Mosca.
Ho portato con me alcune reliquie di San Roman come dono fraterno alla Chiesa ortodossa polacca e vorrei consegnarle a Sua Beatitudine come pegno del nostro amore e dell’unità spirituale in Cristo. Lasciate che questo servo di Dio sia visibilmente presente in terra polacca e interceda instancabilmente presso il Trono di Dio Onnipotente per la pace, la salute e la salvezza dei cristiani ortodossi della Polonia.
Sappiamo del grande lavoro sociale, missionario ed educativo della Chiesa ortodossa polacca. Sappiamo che a Varsavia è stato creato un centro di cultura ortodossa. Sono particolarmente lieto che il tempio di questo centro sarà dedicato ai Santi Cirillo e Metodio, al mio santo patrono. Per questa chiesa abbiamo deciso di donare alla Chiesa ortodossa polacca l’iconostasi, e ora vorrei presentare a Sua Beatitudine le porte regali ed un certificato per la realizzazione della parte restante dell’iconostasi.
La grazia e la misericordia del Signore Dio e Salvatore Gesù Cristo dimori sempre su di voi, amati fratelli, e su tutta la vostra amata comunità multiculturale”.
Lo stesso giorno... il Patriarca Kirill ha incontrato i membri del Consiglio di Presidenza della Conferenza Episcopale cattolica polacca.
La sera... presso il Palazzo del Belweder di Varsavia si è svolto l’incontro del Primate della Chiesa russa con il Presidente della Polonia Bronislaw Komorowsky. Alla riunione hanno partecipato il metropolita di Varsavia e di tutta la Polonia Sawa e il presidente del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, metropolita Hilarion.
In onore di Sua Santità il Patriarca Kirill, il Presidente della Polonia ha dato una cena di gala, alla quale hanno partecipato i membri della delegazione ufficiale della Chiesa ortodossa russa, i vescovi ortodossi e cattolici, i rappresentanti del Governo e della società civile.
La mattina del 17 agosto... il Patriarca Kirill ha incontrato Sua Beatitudine il Metropolita di Varsavia e di tutta la Polonia Sawa e i gerarchi della Chiesa ortodossa polacca. Nel suo discorso di apertura, Sua Beatitudine il Metropolita Sawa ha definito la visita in Polonia del Patriarca di Mosca un avvenimento di grande importanza per la Chiesa ortodossa polacca e per i suoi contatti con la Chiesa Madre, la Chiesa ortodossa russa. Egli ha sottolineato anche l’importanza della visita del Patriarca Kirill nel contesto delle relazioni tra i popoli russo e polacco, che nel corso della storia sono passati attraverso grandi prove.
Nell’ambito della visita, Sua Santità il Patriarca Kirill ha incontrato il Presidente del Senato polacco Bogdan Borusewicz. Nell’incontro sono stati discussi i problemi della tutela dei valori morali cristiani e della necessità di un’azione congiunta in risposta al secolarismo militante.
Lo stesso giorno... presso il Palazzo Reale di Varsavia ha avuto luogo la cerimonia solenne della firma del messaggio congiunto per i popoli della Russia e della Polonia.
Nella grande sala dell’Assemblea del Palazzo Reale, Sua Santità il Patriarca Kirill e tutti gli ospiti sono stati accolti dal direttore del Castello Reale di Varsavia prof. Andrzej Rottermund. Anche il direttore del Centro per il dialogo e il consenso russo-polacco, dott. Slavomir Dembsky, ha rivolto un saluto ai presenti .
Poi il Patriarca Kirill e il Presidente della Conferenza episcopale polacca Jozef Michalik hanno apposto la firma al messaggio congiunto per i popoli della Russia e della Polonia.
Il messaggio, che non rappresenta un documento inter-ecclesiale e teologico e non si riferisce a questioni confessionali, è un appello alla riconciliazione e al perdono reciproco in uno spirito di amore cristiano. In esso, tra l’altro, si legge: “Dopo la seconda guerra mondiale e la dolorosa esperienza dell’ateismo imposto ai nostri popoli, oggi ci avviamo sul cammino del rinnovamento spirituale e materiale”. Si sottolinea che tale rinnovamento dovrebbe essere, prima di tutto, rinnovamento dell’uomo e, attraverso quest’ultimo, rinnovamento dei rapporti tra le nazioni.
L’esortazione ai credenti della Russia e della Polonia “a chiedere perdono per i torti inflitti a vicenda, per l’ingiustizia e per il male” non significa dimenticare, dice il documento. “La memoria è una parte importante della nostra identità. Abbiamo anche il dovere della memoria nei confronti delle vittime del passato, che hanno subito violenza e hanno sacrificato la loro vita per la fedeltà a Dio e alla Patria terrena. Perdonare significa rinunciare alla vendetta e all’odio, partecipare alla creazione dell’armonia e della fratellanza tra le persone, tra i nostri popoli e i nostri Paesi, il che costituisce la base di un futuro di pace”.
I popoli russo e polacco sono uniti dall’esperienza della Seconda Guerra Mondiale e del periodo di repressione da parte dei regimi totalitari. “Guidati dall’ideologia atea, questi regimi hanno combattuto contro tutte le forme di religiosità, e hanno particolarmente lottato contro il cristianesimo e le nostre Chiese. Vittime sono state milioni di persone innocenti, come ci ricordano i numerosi luoghi di esecuzioni e di sepoltura che si trovano sia in terra russa, che in terra polacca”, dice il messaggio.
In questo appello, rivolto a politici, a personaggi pubblici, uomini di scienza, arte e cultura, credenti e non credenti, si incoraggia la promozione del dialogo e il ripristino della fiducia reciproca, l’avvicinamento oggi dei popoli russi e polacchi di fronte alla comune responsabilità cristiana nell’epoca attuale e al fatto che ci si confronta con gli stessi problemi.
Dopo la firma del documento, il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia Kirill si è rivolto al pubblico: “Vostra Beatitudine, Eminenze, Eccellenze, signore e signori, fratelli e sorelle!
Vorrei innanzitutto ringraziare tutti i presenti per la calorosa accoglienza che ci è
stata riservata in terra polacca.
Nel mondo di oggi, forse come non mai nella storia umana, i rapporti tra gli stati e le nazioni sono determinati da considerazioni commerciali e sono basati sul reciproco interesse. La Chiesa non può negare l’importanza di questi fattori, ma non si vive di solo pane (Mt 4, 4). La prosperità economica, costruita sul desiderio egoistico di utilizzare i popoli vicini e lontani come una fonte di risorse, in fin dei conti sarà causa di delusione e sofferenza. Per evitare questo, le relazioni internazionali dovrebbero essere improntate alla “regola d’oro”: Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro (Mt 7, 12).
Da parte dei governanti si sta compiendo un grande sforzo per il riavvicinamento dei nostri popoli, cosa che è certamente coerente con i nostri comuni interessi economici. Tuttavia, le considerazioni pragmatiche da sole non sono sufficienti a costruire un rapporto veramente fraterno tra il popolo russo e il popolo polacco. Ecco perché noi cristiani siamo chiamati a dare un contributo speciale al laborioso processo di riconciliazione russo-polacco.
La mancanza della componente morale nei rapporti fra le nazioni porta al fatto che la gente non vede nessun altro motivo per essere in relazione, al di là del reciproco vantaggio. Questo è un fatto triste che rende instabile le fondamenta della politica mondiale. Pertanto, i popoli che seguono i valori spirituali nella vita sono chiamati a costruire un diverso tipo di rapporto che non si limiti alle alleanze economiche e militari, al mondo materiale nel suo complesso.
La fede cristiana, che sia i russi che i polacchi non cercano di adeguare alle norme del mondo secolare, è il nostro tesoro, che ha un potenziale unificante unico. Esortando alla pace, allo sviluppo di un rapporto veramente fraterno tra i nostri due Paesi, chiediamo che il dialogo tra il popolo russo e il popolo polacco sia basato sui valori tradizionali cristiani.
La Chiesa ortodossa russa e la Conferenza episcopale cattolica della Polonia hanno fatto notevoli sforzi per produrre un messaggio comune rivolto ai popoli della Russia e della Polonia, per convincere molti scettici sulla necessità di un tale documento. Il documento che abbiamo firmato oggi non è un’ennesima dichiarazione politica, come quelle che spesso nascono nella sfera pubblica, ma la testimonianza che la nostra fede ci chiama a superare gli stereotipi negativi formatisi storicamente, al rispetto reciproco e alla fiducia, per essere in grado di aprire una qualche prospettiva verso la solidarietà e l’amore cristiano.
Il messaggio congiunto vuole testimoniare il fatto che il peccato è la causa di tutte le divisioni, compresa la divisione tra i nostri popoli. Questa semplice idea non dovrebbe solo essere capita, ma sperimentata da tutte le persone che cercano di superare la discordia di questo mondo di peccato. Purtroppo, spesso nei rapporti con gli altri cerchiamo i colpevoli, e questo non fa che aumentare le incomprensioni e la sfiducia. Questa è una manifestazione dell’orgoglio, che porta la persona all’inferno e alla dannazione. La tradizione cristiana ha una secolare esperienza di santità, che consiste nel rifiuto del peccato e nell’acquisizione della grazia dello Spirito Santo. Non sempre abbiamo fede a sufficienza per credere che è possibile vivere senza rispondere col male al male, che si può trovare in sé la forza di vedere le proprie colpe e perdonare quelle altrui. Oggi abbiamo firmato un documento che ha lo scopo di rafforzare questa fede presso i nostri credenti in Russia e Polonia.
Allo stesso tempo, i cristiani, pur perdonando i torti reciproci, non possono dimenticare coloro che sono stati vittime di ostilità e di odio, tra i quali molti nostri parenti e cari. Se siamo nello spazio della tradizione cristiana, dobbiamo avere a cuore la memoria di tutte le vittime innocenti. Conservando la memoria delle loro sofferenze, ci sentiamo oggi chiamati a compiere buone azioni gli uni verso gli altri.
Il documento sottolinea che la ricerca storica è di competenza dei professionisti. Importante è che lo scopo di questa ricerca non diventi un’altra “resa dei conti”. Noi vorremmo che i risultati di questi studi siano non solo oggettivi, ma costituiscano anche cibo per la mente delle nuove generazioni. Vorremmo che i giovani possano vedere quali sono le orribili conseguenze dell’allontanamento delle persone dalla fede, del disprezzo delle norme morali, delle nozioni elementari della verità di Cristo, la misericordia e la giustizia.
Purtroppo il nemico del genere umano spesso semina la zizzania delle divisioni e dell’inimicizia tra le nazioni cristiane, e coloro che sono chiamati a professare insieme che Gesù Cristo è venuto nella carne (1 Gv. 4, 2) per la nostra salvezza, finiscono per trattarsi reciprocamente con ostilità. Lo sappiamo dalla storia. Per questo oggi ci rivolgiamo a tutti con parole di riconciliazione, ricordando che è giunto il momento in cui la memoria delle tragedie del passato deve ritirarsi in secondo piano di fronte alle sfide della modernità. Il nostro messaggio afferma che ai nostri giorni i popoli della Russia e della Polonia si confrontano con l’erosione dei principi morali basati sui comandamenti di Dio, con la promozione dell’aborto, dell’eutanasia, delle unioni omosessuali, con la negazione dei valori morali cristiani. Stiamo anche assistendo ad una lotta per l’espulsione non solo dei simboli religiosi, ma anche della stessa fede e della morale dallo spazio pubblico.
Il documento sottolinea che oggi i cristiani sono chiamati ad essere fianco a fianco per difendere il proprio diritto a vivere apertamente la fede, e a professare pubblicamente la verità a quanti ci circondano. Non abbiamo tempo per esitazioni e tentennamenti. Se oggi acconsentiamo allo sradicamento dei fondamenti spirituali dell’Europa, messi in pericolo anche dalle nostre divisioni, nel prossimo futuro ci attenderà tanto di quell’odio e violenza, che il XX secolo potrà sembrare un’epoca di pace e prosperità.
Per superare la diffidenza e il risentimento reciproco è necessario l’aiuto della grazia di Dio e la coscienza del sacrificio redentore di Cristo, il quale ha donato a tutti la vittoria sul peccato. Noi crediamo che lo sviluppo dei rapporti fraterni tra il popolo russo e il popolo polacco sia benedetto dal Signore nostro Gesù Cristo e che la nostra partecipazione sincera a questo processo porterà grandi frutti.
Rivolgendoci con un messaggio comune ai nostri popoli, vogliamo testimoniare insieme il fermo proposito dei cristiani della Russia e della Polonia di vivere in pace, perdonandoci reciprocamente e riaffermando insieme il valore intramontabile del Vangelo”.
Al termine della cerimonia al Palazzo Reale di Varsavia, Sua Santità ha firmato il libro degli ospiti d’onore: “L’evento storico della firma del documento congiunto per i popoli russo e polacco, che si è svolto in questo luogo, ha un significato speciale per la Polonia. Distrutto e ricostruito, il Palazzo Reale di Varsavia costituisce un simbolo del superamento del dolore, della distruzione e del tentativo di riscrivere la storia; esso è anche l’espressione tangibile e il segno dell’impegno delle due Chiese per la ricostruzione e la trasformazione dei rapporti tra i due popoli fratelli”.
La sera del 17 agosto... il Primate della Chiesa ortodossa polacca, Sua Beatitudine l’Arcivescovo di Varsavia, ha dato una cena in onore di Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia Kirill e della delegazione ufficiale del Patriarcato di Mosca.
Sua Santità ha visitato l’Ambasciata russa a Varsavia. Durante la conversazione, il Patriarca e il capo della Missione diplomatica della Federazione Russa in Polonia, A. N. Alekseev, hanno affrontato questioni relative al rafforzamento delle relazioni tra i due Paesi, anche nell’ambito dello scambio culturale tra i credenti russi e polacchi.
Da parte sua, Alekseev ha espresso gratitudine per la visita presso l’Ambasciata russa e ha sottolineato l’importanza della firma del documento congiunto della Russia e della Polonia per lo sviluppo delle relazioni bilaterali tra i due Paesi.
Il 18 agosto... il Patriarca si è recato a Bialystok. Nella Cattedrale di San Nicola, Sua Santità e il Metropolita Sawa hanno venerato le reliquie del martire bambino-Gabriel di Bialystok. Nella chiesa dello Spirito Santo di Bialystok il Patriarca ha tenuto un servizio di preghiera, cui hanno partecipato i vescovi della Chiesa ortodossa polacca e la delegazione del Patriarcato di Mosca.
Accompagnato dall’arcivescovo Edoardo Ozorovsky, Metropolita di Bialystok (Chiesa cattolica romana), Sua Santità il Patriarca Kirill ha visitato il monumento al sacerdote cattolico Jerzy Popieluszko, vittima della repressione del regime comunista nel 1984.
Lo stesso giorno... il Primate della Chiesa russa ha visitato il monastero di Suprasl a Bialystok. Nella Cattedrale dell’Annunciazione, il Patriarca, rivolgendosi al vicario del monastero, archimandrita Andrej (Borkowski), ha espresso la speranza che il monastero di Suprasl riacquisti la sua fama di avere molti talenti spirituali per aiutare le persone moderne a diventare più forti nella loro fede.
In ricordo della visita, Sua Santità ha donato l’immagine della Madre di Dio “Protettrice” con la seguente dedica: “Il mio successore a Smolensk ha portato qui una copia dell’immagine miracolosa, che è stata nominata di Suprasl e venerata così nella Chiesa ortodossa russa e nella Chiesa ortodossa in Polonia. Lasciate che questo legame, attraverso i monasteri della Beata Vergine, i templi e le chiese viventi - i cristiani ortodossi - aiuti tutti noi, ci sostenga spiritualmente, perché l’unità della Chiesa ortodossa è il nostro potere e la nostra forza”.
Poi Sua Santità e la delegazione ufficiale del Patriarcato di Mosca si sono diretti nella cripta della chiesa dell’Annunciazione, dove è stato tenuto un servizio funebre presso il luogo di sepoltura dell’ex abate, l’arcivescovo Miron (Khodakovskij), morto nell’incidente aereo insieme al Presidente polacco Lech Kaczynski nel 2010.
Prima di lasciare il monastero, il Patriarca Kirill si è inchinato dinanzi all’icona miracolosa della Madre di Dio di Suprasl e ha visitato la tipografia del monastero, aperta nel XVII secolo.
Poi Sua Santità si è diretto alla Cattedrale della Santissima Trinità di Hajnowka.
La sera del 18 agosto... alla vigilia della festa della Trasfigurazione del Signore, il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia Kirill e il Metropolita di Varsavia e di tutta la Polonia Sawa hanno celebrato il Vespro presso il monastero di Marta e Maria sul monte Grabarka.
La badessa del monastero di Marta e Maria, igumenia Hermione (Schur), ha accolto il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia Kirill: “Nella tradizione ortodossa del nostro popolo ci riuniamo in questo luogo santo per glorificare il nostro Signore Gesù Cristo trasfigurato sul monte Tabor davanti ai suoi discepoli. Quest’anno abbiamo l’onore di avere con noi il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, il Patriarca del grande popolo che è vicino a noi per storia e tradizioni, che si chiama la Santa Rus’. Vi ringraziamo per aver visitato la Chiesa ortodossa in Polonia e questo luogo santo, che è il cuore della nostra Chiesa. A nome di tutti qui riuniti accogliamo Voi con grande gioia e amore e Vi diamo il benvenuto”.
La badessa Hermione ha chiesto al Patriarca di pregare per le suore del santo monastero: “il Signore ci rafforzi nella testimonianza della fede ortodossa nel nostro Paese e ci renda partecipi della luce della sua divinità”.
Poi ha preso la parola il Primate della Chiesa ortodossa di Polonia: “Vostra Santità, Vostra Eminenza e Grazia, cari padri, monaci e monache, fratelli e sorelle, cari figli!
Il Signore in questo mondo fa grandi cose, e anche oggi ha fatto una grande opera: Dio ci ha radunati per la nostra fede e per la nostra salvezza in questa santa chiesa. Noi veniamo qui mediante la fede e l’amore per Gesù Cristo e la Sua santa Chiesa ortodossa, seguiamo gli stessi percorsi che i nostri antenati hanno compiuto per venire qui trecento e passa anni fa. Noi siamo riuniti in questo luogo santo per la festa della Trasfigurazione del Signore, siamo uniti in preghiera con tutti i fedeli della Chiesa ortodossa e con il pensiero e la preghiera ci trasferiamo al Sacro Monte Tabor, e tutto questo dimostra il Suo amore e la fede nel nostro Paese.
Siamo venuti qui con i nostri problemi, le nostre gioie e i nostri dolori, per offrire una preghiera di ringraziamento a Dio e chiedere la Sua misericordia nella nostra vita quotidiana, nelle opere, nei fallimenti, nei dolori, qui portiamo le croci personali e le croci della nostra società, del popolo dei fedeli e di quelli che non credono. Camminiamo con le croci attorno alla chiesa, credendo nella fede che il Signore ci ha dato. Il Signore ha consegnato il suo dono ai nostri antenati, e donerà la Sua misericordia a tutti noi oggi, se davvero crediamo in Lui e viviamo nella fede. Questa convinzione ci riunisce qui oggi.
Quest’anno in occasione della nostra festa rivolgiamo uno speciale ringraziamento a Dio: è qui con noi il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia Kirill, che aspettavamo da tanto tempo. Egli è venuto per vedere la nostra fede, per dare a tutti noi la sua benedizione primaziale ed elevare la preghiera per tutti noi, per la nostra patria, per la pace nel mondo in cui viviamo, per tutta l’umanità.
Vostra Santità, La accogliamo con grande amore, accogliamo il grande Primate della Chiesa ortodossa russa, con la quale siamo uniti da legami spirituali. Siamo fermamente convinti che la grazia dello Spirito Santo, la grazia di tanti martiri della Chiesa russa, che hanno sofferto per la testimonianza della fede ortodossa, hanno riunito in questo giorno migliaia di persone che desiderano incontrarsi con Voi e darVi il benvenuto. Ringraziamo Dio Onnipotente per questo dono.
Diamo il benvenuto a tutti coloro che Vi accompagnano, i Vostri collaboratori, che condividono la fede del nostro popolo.
Siamo qui per essere confermarti nella santa fede ortodossa. Vivendo in un mondo non-ortodosso, ci imbattiamo in problemi che sono noti solo a noi soli. Ringraziamo Dio Onnipotente per le gioie e i dolori che il Signore ci dà. Cantiamo le nostre canzoni quando ci incamminiamo sul monte in occasione della festa della Trasfigurazione. Noi portiamo su questo monte non solo noi stessi ma anche le condizioni di vita in cui ci troviamo”.
Il metropolita Sawa ha salutato i vescovi polacchi e il clero della Chiesa, i monaci, i pellegrini provenienti da Bielorussia, Ucraina, Russia, Moldova, Repubblica Ceca, Germania e altri Paesi, i figli della Chiesa polacca, che hanno compiuto centinaia di chilometri per raggiungere il santo monte Grabarka, portando le croci, e si è congratulato con tutti i partecipanti per la festa.
In risposta, il Patriarca Kirill ha detto: ”Con grande gioia oggi siamo riuniti numerosi su questo santo monte per glorificare il Salvatore trasfigurato. Ho sentito parlare molto di questa meravigliosa preghiera comune, che si compie qui, ho visto una foto, ma non potevo immaginare quello che realmente accade. La mia anima è piena di grande gioia nel vedere le file interminabili di automobili sulla strada e moltissime persone, dai visi luminosi e pieni di gioia, che affollano la montagna sacra per la preghiera.
Ciò significa che voi, popolo ortodosso, che è passato attraverso percorsi storici non facili, attraverso circostanze difficili a causa della propria fede, sentite la necessità di stare insieme il giorno della festa della Trasfigurazione, per rafforzare nella preghiera comune la fede, la speranza e l’amore.
Io vi porto l’amore e la benedizione della Santa Rus’, dei vostri fratelli e sorelle provenienti dalla Russia, dall’Ucraina, dalla Bielorussia, dalla Moldavia e da altri Paesi, che testimoniano la spiritualità, la storia e la fede della storica Rus’.
Per me, come Patriarca di tutta la Russia, la partecipazione al vostro pellegrinaggio ha un significato speciale. Sappiamo tutti che la nostra storia si è sviluppata da una radice comune. Sono contento di vedere oggi la Chiesa ortodossa polacca autocefala piena di forza, speranza, la speranza nell’aiuto di Dio, guardando con serenità verso il futuro. E non vi è motivo per non avere fiducia - voi educate i vostri figli e nipoti, formate la coscienza dei giovani di oggi, avete cura della vostra comunità spirituale. Non è un lavoro facile per i tempi difficili in cui viviamo. Essere cristiano oggi non è facile, e se una persona supera le circostanze esterne, glorifica Dio nella parola, nella vita.
Lasciate che il Signore trasfigurato sul monte Tabor, la luce e la gloria della sua Trasfigurazione oggi siano incarnate in ciascuno di voi attraverso la preghiera comune sul monte Grabarka. Lasciate che la Regina del Cielo protegga tutta la Polonia, la sua gente, tutta la Chiesa ortodossa polacca, affinché gli ortodossi e i cattolici possano vivere in pace e prosperità, nell’armonia sociale.
Io vi benedico e vi trasmetto il mio amore e il rispetto per i vostri genitori e i pii antenati, per le vostre azioni e opere volte a conservare la fede ortodossa”.
Poi, all’interno della Cattedrale della Trasfigurazione i Primati delle Chiese ortodosse russa e polacca hanno celebrato il Vespro, assistiti dai vescovi polacchi e dai membri della delegazione ufficiale del Patriarcato di Mosca.
Il 19 agosto... con la celebrazione della Divina Liturgia nel giorno della solennità della Trasfigurazione del Signore presso il monastero del monte Grabarka, si è conclusa la visita del Primate della Chiesa russa in Polonia.
Hanno concelebrato i membri della delegazione della Chiesa ortodossa russa e i vescovi della Chiesa ortodossa polacca: arcivescovo di Lodz e di Poznan Simon; arcivescovo di Peremyshl’skii e Novosondetsky Adam; arcivescovo di Breslavia e Stettino Ieremij; arcivescovo di Lublino e Chelm Abel; arcivescovo di Bialystok e Danzica Iakov; vescovo di Suprasl Grigorij; vescovo di Semyatichi Georgij; vescovo di Gorlitz Paisij.
Hanno pregato durante la liturgia la Madre Superiora e le suore del Convento di Marta e Maria, decine di migliaia di pellegrini, giunti al Monte Grabarka da tutta la Polonia e dall’estero.
Alla cerimonia hanno partecipato il presidente del Senato polacco Bogdan Borusewicz, gli ambasciatori di Russia e Bielorussia in Polonia, A.N. Alekseev e V.A. Gaisenok, il presidente della Conferenza episcopale polacca, metropolita Jozef Michalik, e altri rappresentanti della Chiesa cattolica romana in Polonia, il presidente di Bialystok Tadeusz Truskolyansky.
Alla fine della liturgia festiva, Sua Beatitudine il Metropolita Sawa ha rivolto un saluto a Sua Santità il Patriarca Kirill: “Esprimo insieme a tutta la pienezza della nostra Chiesa la gioia per la visita di Sua Santità in questo luogo nel giorno della festa della Trasfigurazione. Cristo fu trasfigurato davanti ai suoi discepoli sul monte Tabor al fine di consentire loro di comprendere la Sua gloria e la Sua morte sulla croce, e poi cominciò a predicare che lui è davvero il Cristo Salvatore. Questa verità è il significato della festa.
Le Vostre preghiere in questo giorno e in questo luogo, circondato da migliaia di credenti, è un grande dono del Cielo per tutti noi, che veniamo qui ogni anno con la croce del coraggio, della pazienza, della gioia e della prova.
Godendo della Vostra presenza in mezzo a noi sul monte Grabarka esclamiamo: “Questo è il giorno del Signore, della gioia e del tempo buono”. E come dice l’apostolo Pietro: ”Signore! È bello per noi stare qui... (Mt 17,1).
Noi amiamo il monte Grabarka, lo rispettiamo e ci prendiamo cura di esso. È sempre stato così e lo sarà per sempre. Questo luogo è stato santificato dalle generazioni passate, e oggi continua ad essere santificato. Molti pellegrini vengono qui, e non solo ortodossi. Essi portano la propria croce, lasciandola qui come prova della propria presenza e della propria fede. E Voi, Santità, oggi lasciate la Vostra croce come ringraziamento per il dono della fede, che la Chiesa russa ha ricevuto dopo l’epoca delle persecuzioni.
La storia di Grabarka risale al XIII secolo. Da quel momento per noi la montagna è il luogo dei miracoli. Sono fatti di oggi. In questo luogo avviene la rinascita spirituale di molti,
e attraverso loro del mondo intero.
Vostra Santità! Qualsiasi contatto personale, in particolare con i capi delle Chiese locali, rafforza la nostra fede e l’unità, è la testimonianza della Verità di Dio e della Santa Ortodossia.
La nostra unità viene riaffermata nella comune Divina Liturgia - il Sacramento dei Sacramenti. La santa Eucaristia è una chiara dimostrazione della nostra unità, mostra la ricchezza spirituale dell’Ortodossia. Prendendo il Santo Corpo e Sangue del Signore nostro Gesù Cristo, ci uniamo a vicenda e diventiamo membri indivisibili dell’unico corpo divino-umano della Santa Chiesa, il cui capo è Gesù Cristo. Questa unità nessuno può spezzare. In essa troviamo la pienezza della nostra vita, è il dono più alto di Dio, e non di Satana che ritroviamo in molte forme del mondo moderno.
Vostra Santità! L’umanità moderna si trova ad affrontare numerose sfide, che riguardano le guerre, i conflitti, il terrorismo, la corruzione, la resistenza alla vita spirituale, la crisi economica, la negazione di Dio e la lotta contro di Lui.
Il Suo insegnamento, l’insegnamento dei Padri, la Sacra Tradizione sono un tesoro per l’umanità moderna. Gesù Cristo e il Suo insegnamento non possono essere modificati. È sempre lo stesso - ieri, oggi e sempre (Ef 3, 18). Noi ortodossi manteniamo la dottrina dei Santi Padri nella vita. L’Ortodossia è una sorta di filosofia spirituale, che consacra tutto il suo spazio spirituale, iniziando dall’uomo che è un piccolo spazio.
Vostra Santità! Voi siete a capo della grande e numerosa Chiesa ortodossa russa, che con la sua attività peculiare occupa un posto speciale nel mondo pan-ortodosso, in risposta a diverse questioni contemporanee. I numerosi interventi su diversi argomenti del nostro tempo, i documenti della Chiesa russa dimostrano chiaramente la visione ortodossa sui problemi attuali.
Nel Vostro grande lavoro per la santa Ortodossia noi tutti speriamo di poter partecipare all’opera salvifica di Dio sulla Sua creazione. Tutto questo ci impone di condividere la testimonianza ortodossa in conformità con gli insegnamenti della Chiesa, che non è di questo mondo. Essa ci offre la pienezza della vita.
Vostra Santità! La Vostra visita alla nostra Chiesa si inserisce nelle attività a favore dell’Ortodossia. Vi ringrazio per questo.
Ancora una volta Vi diamo il benvenuto in terra polacca. Grazie per essere venuto, per le Vostre preghiere in questo luogo santo e per la benedizione Patriarcale”.
Sua Beatitudine il Metropolita Sawa ha presentato in dono al Patriarca Kirill una Panagia di Nostra Signora di Czestochowa. Come dono al monastero, Sua Beatitudine ha dato l’icona della Cattedrale di Chelm e dei Santi di Podlasie.
Il Primate della Chiesa ortodossa russa ha accolto con favore il Metropolita Sawa e i vescovi delle Chiese ortodosse russa e polacca, gli alti rappresentanti della Chiesa cattolica romana in Polonia, della pubblica amministrazione e le migliaia di fedeli con i quali si è congratulato durante il servizio per la festa della Trasfigurazione.
Nelle sue osservazioni Sua Santità ha detto: “Nella festa della Trasfigurazione, che quest’anno è coincisa con la Domenica, c’è una forza speciale, perché oggi celebriamo insieme i due più grandi eventi del Vangelo. È per me una gioia grande pregare con voi sul sacro monte Grabarka in questo giorno.
Per noi il Grabarka è il Tabor in Polonia, dove molte persone vengono per toccare questo luogo sacro e per sentire la presenza della grazia. Non ci sono monumenti storici, non ci sono capolavori fatti dalla mano dell’uomo, è molto semplice, ma migliaia e migliaia di persone provenienti da Polonia e da altri Paesi vengono qui solo perché sentono nel proprio cuore la presenza della grazia di Dio. E probabilmente non è un caso che il giorno della festa della Trasfigurazione il sacro monte Grabarka si riempie di pellegrini provenienti da tutta la Polonia e dall’estero.
Che cosa è accaduto sul monte Tabor il giorno della Trasfigurazione? L’evento della Trasfigurazione è paragonabile all’evento avvenuto sul Monte Sinai, quando Dio apparve a Mosè e gli diede le tavole della legge. Al Tabor Dio ci ha mostrato visibilmente la sua grazia, la sua potenza. Questo è ciò che l’apostolo Giovanni il Teologo dice all’inizio del suo Vangelo: “La legge fu data per mezzo di Mosè, ma la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo (Gv 1, 17). Quello che è successo al Tabor ci mostra che l’energia divina è la grazia di Dio. Questo potere di Dio trasforma il corpo umano di Gesù e comincia a brillare di luce che gli apostoli paragonano al fulmine sulla cima innevata della montagna. Questo bagliore, questa forza dell’energia, trasuda nel mondo dal corpo glorificato del Salvatore, è visibile agli apostoli. Essi si prostrano colpiti dalla grandezza di ciò che vedono. Questo è veramente un fenomeno della grazia di Dio nella storia umana.
La grazia di Dio è visibile non solo attraverso la persona di Gesù Cristo. Antiche icone in modo notevole trasmettono a noi il mistero della grazia divina del Tabor. Vediamo il corpo glorificato del Salvatore su queste icone, e da esso provengono i raggi che penetrano il mondo e il cosmo: le montagne e gli alberi, e tutto l’universo, sono un grande simbolo di ciò che è la grazia divina, che si trasmette nell’universo e nella vita umana.
La Parola di Dio ci insegna che è la potenza della grazia ad aver compiuto la salvezza dell’uomo. “Per questa grazia infatti siete salvi mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene” (Ef 2, 8-9) - ci insegna l’apostolo Paolo. La grazia di Dio, in risposta alla fede dell’uomo, lo salva e trasforma il mondo che ci circonda. Dal corpo umano la grazia del Salvatore si estende a tutto il cosmo. Ciò significa che è nella fede di una persona il ruolo e l’importanza di Dio nel trasformare tutta la creazione, perché la grazia è donata in risposta alla fede.
Sappiamo che nella storia ci sono state discussioni circa il posto della fede nella salvezza e ciò che è la grazia. Io vi offrirò un’immagine che credo possa aiutarci a comprendere l’interazione del mistero della grazia divina e della fede umana. Questa immagine è il veliero. Esso può navigare con il tempo bello, ma non si muove se le vele non sono nella stessa direzione del vento. Quindi le persone, se non ricevono la potenza della grazia divina, non si muovono, non passano attraverso la salvezza, non raggiungono il regno di Dio.
E così il nostro compito è quello di orientare noi stessi, attraverso la fede, all’azione della grazia, per diventare una vela, che spinta dal vento divino ci porta nel regno dei cieli.
Se il mondo viene trasformato dalla grazia di Dio attraverso l’uomo, cosa significa per noi, seguaci di nostro Signore e Salvatore? Questo significa che la nostra missione è quella di promuovere l’azione della grazia di Dio in tutta la creazione. Questo è il motivo per cui un cristiano non può limitare l’espressione della sua religione solo nella vita personale o familiare. Egli non può testimoniare la sua fede in un ghetto. Non basta motivare le proprie azioni secondo le convinzioni cristiane nella vita personale, familiare e sociale, il cristiano è chiamato a partecipare alla trasformazione del mondo con la forza della grazia divina.
In questo consiste la nostra partecipazione alla vita nel mondo, nella società, allo sviluppo e al miglioramento della cultura umana. E il giorno della festa della Trasfigurazione di Nostro Signore ci insegna che nessuno sviluppo, compreso quello pubblico, può portare l’umanità alla salvezza e alla prosperità senza la grazia divina.
Sappiamo dall’esempio della Torre di Babele che cosa significa costruire senza Dio. Sia la Polonia, la Russia che l’ex Unione Sovietica sanno che cosa significa costruire uno Stato e una società senza Dio. Siamo passati attraverso l’esperienza unica di voler costruire la felicità umana e il benessere senza la partecipazione della grazia di Dio e vedere che questo tentativo si è trasformato in un fallimento. E la nostra esperienza, simile alla vostra, compresa la tragedia del martirio e della confessione, mostra al mondo che è impossibile costruire una società prospera e giusta senza Dio. Ecco perché i cristiani, sulla base della propria fede e delle proprie azioni motivate dalla morale cristiana, sono coinvolti in molti casi nella cosa pubblica.
Qualche giorno fa a Varsavia c’è stato un grande evento. Insieme al presidente della Conferenza Episcopale polacca abbiamo firmato un appello ai popoli russo e polacco. Il messaggio contiene un’idea importante: convertire, migliorare i rapporti tra le due nazioni è possibile solo con l’aiuto di Dio. Noi crediamo che il potere della Sua grazia in risposta alle preghiere del nostro popolo possa cambiare per il meglio le nostre relazioni. Questo non vuol dire che non diamo importanza ai fattori umani, politici, economici, culturali e di altro tipo che possono contribuire a questo, ma la nostra migliore speranza è in Dio, è nella forza della preghiera. E la firma del documento congiunto è come la creazione di una vela che si orienta secondo la potenza della grazia di Dio, e ci aiuta ad andare avanti.
Ed ora eccoci qui a pregare per i popoli della Russia e della Polonia, per la nostra riconciliazione nazionale. Chiediamo la grazia di Dio che è stata rivelata sul monte Tabor, e crediamo che Dio ascolta le nostre preghiere.
Sono lieto, Vostra Beatitudine, e Vi ringrazio sinceramente per quello che sta accadendo nella Chiesa ortodossa polacca. Con i miei occhi posso vedere i grandi cambiamenti che si sono verificati negli ultimi anni: la costruzione di nuove chiese, lo sviluppo della formazione teologica, il lavoro sociale e giovanile, i cambiamenti fondamentali nei rapporti tra la Chiesa ortodossa e la Chiesa cattolica in Polonia. Tutto questo è il nostro contributo alla trasformazione del mondo che ci circonda.
Vorrei darVi tutto l’amore e la benedizione della Chiesa ortodossa russa, della Chiesa Madre alla Chiesa polacca. Vorrei darVi la benedizione mediante l’intercessione dei nostri santi - San Sergio e San Serafino di Sarov, i Santi delle Grotte di Kiev, San Giobbe di Pochaev, le cui reliquie sono in Russia. Auspico di cuore una vita spirituale più forte. Il Signore benedica la Santa Russia e la Polonia, e stenda la misericordia su tutti coloro che per fede si rivolgono a Lui nella preghiera”.
Il Patriarca Kirill ha donato a Sua Beatitudine Sawa i simboli del ministero primaziale - le due croci pettorali. Alla Madre Superiora del monastero sul monte Grabarka, igumenia Hermione, Sua Santità ha consegnato la croce pettorale. Al convento di Marta e Maria è stato donato il vangelo per l’altare. Quindi, secondo la tradizione, in occasione della visita al sacro monte Grabarka, il Primate della Chiesa ortodossa russa ha benedetto la croce, che è stata piantata nella terra sul lato est della chiesa della Santa Trasfigurazione.
A nome del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa polacca, è stato conferito a Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia Kirill l’ordine di Santa Maria Maddalena, I grado. Lo stesso ordine è stato assegnato anche ai membri della delegazione della Chiesa ortodossa russa.



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Sua Santità Kirill, Patriarca di Mosca e di tutta la Russia
Varsavia - Cerimonia all'aeroporto della capitale per l'arrivo del Patriarca Kirill
Varsavia - Il Patriarca Kirill incontra il Presidente Bronislaw Komorowsky
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Varsavia - Palazzo Reale. Firma del documento congiunto
Suprasl - Madre di Dio Protettrice
Suprasl - Cattedrale dell'Annunciazione. Preghiera per il vescovo Miron (Khodakovskij)
Agosto '17


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