ELEOUSA magazine
Agosto '17

L'uomo distrugge... e Dio ricostruisce la sua casa. Atti vandalici contro le chiese ortodosse serbe in Kosovo


La Chiesa ortodossa serba continua a subire atti vandalici contro i suoi luoghi sacri nella provincia del Kosovo. Questa volta oggetto dell’attacco č stato il tempio di San Michele Arcangelo, nella cittŕ di Štimlje, nello scorso mese di luglio. La chiesa ha subito una rapina ed č stata dissacrata. Ignoti vandali hanno deliberatamente danneggiato i dipinti del tempio, in particolare sono stati colpiti i volti dei santi con la vernice. La sala del tempio era piena di rifiuti, acque reflue e cadaveri di uccelli.
La chiesa di San Michele Arcangelo fu eretta nel 1920-1922 e i dipinti sono del famoso artista serbo Uroš Predić (1857-1953). Nell’agosto del 1999 la chiesa fu data alle fiamme da estremisti anti-cristiani, che distrussero l’iconostasi. Nel corso del 2004, durante i tumulti anti serbi, la chiesa č stata piů volte date alle fiamme e profanata dai nemici della Chiesa, che deliberatamente hanno mutilato i volti dei santi raffigurati sulle pareti del tempio.
Nel 2009, con l’aiuto dell’Unesco č iniziato il restauro della chiesa. Tuttavia, permangono gli atti di intolleranza contro la popolazione della Chiesa ortodossa serba, come in passato. Ciň č evidenziato, in particolare, da quanto accaduto il 13 giugno 2012, quando per motivi di conflitti etnici e religiosi il monaco ortodosso Mitrofan (Bulaicha) č stato aggredito a Kosovska Mitrovica, riportando gravi lesioni alla testa e alle mani, che hanno richiesto il ricovero d’urgenza nell’ospedale della cittŕ.
Il servizio di polizia non č stato in grado di impedire sia la violenza verso il monaco che gli atti di vandalismo a Štimlje. I continui attacchi da parte di estremisti a chiese, sacerdoti, religiosi e laici della Chiesa ortodossa serba in Kosovo e Metohija č causa di profonda preoccupazione in quanto rivelano l’assenza di misure efficaci per la loro protezione da parte delle forze internazionali e del Governo sul territorio.
Intanto, il 1 agosto 2012 sono iniziati i lavori di restauro dei templi della Chiesa ortodossa serba in Kosovo e Metohija grazie ai fondi stanziati dalla Federazione Russa nel progetto dell’Unesco. Attualmente due sono le ditte appaltatrici, una serba e l’altra italiana, che hanno iniziato i lavori di restauro, il cui completamento č previsto per maggio 2013, anno in cui si celebrano i 1700 anni della promulgazione dell’Editto di Milano, con il quale l’imperatore Costantino nel 313 concesse la libertŕ di culto ai cristiani. A Niš, dove nacque Costantino, sarŕ tenuta una conferenza internazionale presieduta dal Patriarca della Chiesa ortodossa serba Irinej, arcivescovo di Peć e metropolita di Belgrado e Karlovac, giŕ vescovo di Niš dal 1975 al 2010.
L’accordo tra la Federazione Russa e l’Unesco sulla partecipazione del Governo russo a finanziare il restauro dei templi ortodossi in Kosovo e Metohija č stato firmato il 29 novembre 2010 presso la sede dell’Unesco a Parigi. Il Governo della Federazione Russa ha deciso di apportare un contributo volontario all’obiettivo dell’Unesco di 2 milioni di dollari.
La partecipazione finanziaria della Russia al progetto dell’Unesco č rivolta alla riparazione e al restauro di antichi affreschi e reliquie nel monastero del Patriarcato di Peć, nel monastero di Dečani e Gračanica, cosě come nel tempio della Madre di Dio di Ljeviš a Prizren. Questi luoghi, che appartengono al patrimonio storico e culturale serbo in Kosovo, hanno sofferto durante i bombardamenti della Nato e durante il conflitto armato del 1998-1999, cosě come durante i pogrom anti-serbi nel marzo 2004.
Il santuario della Vergine di Ljeviš a Prizren risale al IX secolo, e in Kosovo č uno dei piů antichi. Gli affreschi del 1306-1307 sono stati riconosciuti capolavori della pittura religiosa del XIV secolo. Le strutture portanti del tempio sono state danneggiate dalle esplosioni delle bombe, e gli affreschi sono stati lesionati e ricoperti da uno strato di fuliggine a causa delle bombe molotov lanciate dagli albanesi. Con la connivenza del servizio di polizia del Kosovo, la chiesa della Madre di Dio di Ljeviš č stata piů volte derubata. L’ultimo furto, riguardante una porzione del tetto, risale al 13 aprile 2011 ed č ancora irrisolto. A seguito dei danni al tetto, all’interno dei locali si sono verificate infiltrazioni di umiditŕ e pioggia, che hanno ulteriormente danneggiato gli antichi affreschi.
I monasteri, restaurati a spese della Federazione Russa, hanno ripetutamente sofferto di atti di vandalismo. Il monastero di Dečani, fondato dal Santo Re Stefan Uroš III nel 1327, č uno dei piů importanti esempi di architettura e pittura del Medioevo. Gli estremisti hanno attaccato diverse volte il monastero e hanno lanciato granate. A causa del pericolo di nuovi attacchi, il monastero č sotto la protezione del contingente della Kfor. Ciň nonostante, nel 2007 il monastero č stato di nuovo sotto il fuoco dei mortai, e nel mese di aprile 2012 sulle sue mura č apparsa l’iscrizione “Proprietŕ della Liberazione del Kosovo” - un’organizzazione terroristica che č nota per le molestie e la distruzione fisica della popolazione serba ortodossa nella provincia del Kosovo.



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Stemma della Chiesa ortodossa serba
Štimlje - Chiesa di San Michele Arcangelo
Agosto '17


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