ELEOUSA magazine
Agosto '17

"Il Cuore della Terra" editoriale di Fernanda Santobuono


I monti Urali sono una catena montuosa che attraversa approssimativamente da nord a sud la Russia occidentale, il cui territorio occupa per estensione il 40% dell’Europa, contrapponendosi al vasto territorio della Russia asiatica.
Il termine “Russia europea” venne introdotto all’epoca dell’Impero russo per indicare i tradizionali territori slavi orientali sotto controllo russo.
La catena montuosa degli Urali si estende per 2.500 km dalle steppe kazake, lungo il confine settentrionale del Kazakistan, fino alla costa dell’Oceano Artico. Geograficamente questa catena divide il bassopiano Sarmatico, composto dai territori della Russia europea, della Bielorussia, dell’Ucraina e delle Repubbliche baltiche, dal bassopiano Siberiano occidentale e segna la parte settentrionale del confine tradizionale tra l’Europa e l’Asia.
Circa il 78% dell’intera popolazione russa vive nella Russia europea, mentre solo il 22% risiede nel restante territorio all’interno dell’Asia, che rappresenta invece il 75% dell’intera superficie della Russia, definita uno “stato-continente” per le sue dimensioni, la sua omogeneità storica e culturale, il suo essere transcontinentale. Queste caratteristiche non possono essere attribuite ad altri Paesi come l’Usa, il Canada e la Cina in quanto la sola caratteristica dimensionale non è sufficiente.
Gli Urali sono tra le più antiche catene montuose esistenti al mondo. Si formarono nel tardo Carbonifero, quando un continente formato dall’attuale Siberia si scontrò con il supercontinente che racchiudeva gran parte delle terre di quell’era: una combinazione di Laurasia (Europa e Nord America) e Gondwana (Sudamerica, Africa, India, Antartide, Australia). Europa e Siberia rimasero quindi attaccate da allora.
Il Permiano, l’ultimo dei sei periodi in cui è divisa l’area geologica del Paleozoico, situato tra il Carbonifero e il Triassico, fu così battezzato dal geologo inglese Roderick Murchison intorno al 1840 per la presenza di strati di rocce rosse che occupavano una vasto bacino ad ovest degli Urali, in corrispondenza dell’antico Stato russo di Permia, l’attuale kraj di Perm’.
Questa catena montuosa cela grandi ricchezze, forestali ma soprattutto minerarie. I centri principali sono Ekaterinburg, Čeljabinsk, Perm’, Nižnij Tagil, Ufa e Magnitogorsk.
Il termine ecumène, che deriva dal greco
οỉκουμένη, oikoumene, participio medio passivo del verbo οỉκέω, “abitare”, era utilizzato per indicare la porzione di Terra conosciuta e abitata dall’uomo, “la casa dove tutti viviamo”, e non uno stato comune di unificazione religiosa, culturale o di coesistenza. Sul piano filosofico e religioso, infatti, il termine rappresenta lo stato metafisico di descrizione di tutta la vita passata, presente e futura. L’opposto di ecumène è έρημος (érēmos).
Orbene, nell’attuale conformazione geofisica della Terra, sono supercontinenti, ovvero la massa di terra che comprende più di un cratone - le parti più rigide, antiche e stabili della crosta continentale - l’Eurafrasia, l’Eurasia e, se considerate insieme, le Americhe. L’Eurafrasia o Afro-Eurasia è il più grande e il più popoloso dei tre supercontinenti, contiene infatti l’85% circa della popolazione mondiale. Convenzionalmente, viene suddiviso all’altezza del Canale di Suez in Eurasia ed Africa; l’Eurasia è a sua volta suddivisa in Europa ed Asia. Viene anche chiamato Vecchio continente perché culla delle più antiche civiltà umane.
Escludendo le strutture insulari da esso separate, come l’arcipelago britannico, il Giappone, il Madagascar e l’Arcipelago Malese, il corpo afroeurasiatico è stato classicamente definito con il toponimo di “Isola Mondiale” (World Island) dal geografo inglese Halford John Mackinder (1861-1947), conosciuto per la sua celebre teoria geopolitica del “Cuore della Terra” (Heartland), un’area geografica il cui controllo avrebbe consentito di dominare l’intero mondo. Secondo la sua concezione geopolitica: “Chi controlla l’Est Europa comanda l’Heartland: chi controlla l’Heartland comanda l’Isola mondiale: chi controlla l’Isola mondiale comanda il mondo”. La zona in questione era individuata al centro del supercontinente Eurasiatico, in corrispondenza della Russia.
La teoria venne elaborata per la prima volta nell’articolo “The Geographical Pivot of History” (“Il perno geografico della storia”), presentato il 25 gennaio 1904 alla Royal Geographical Society, e successivamente pubblicato dal “The Geographical Journal”.
Sir Halford John Mackinder sosteneva che esistessero delle caratteristiche in un Paese, degli “elementi che durano nel tempo”, che non mutano mai e vanno sempre prese in considerazione nel momento di compiere scelte strategiche. Egli visse in un periodo storico che gli permise di capire come l’espansione territoriale della Russia fu facilitata e ricevette un importante impulso da alcune scoperte tecnologiche, in particolare nel campo dei trasporti: la Transiberiana effettivamente unì la Russia da parte a parte, permettendo alle truppe di spostarsi velocemente nel vastissimo territorio russo. Geopoliticamente, questo ebbe ripercussioni fortissime perché metteva in crisi uno dei fondamenti su cui si era fondata e su cui era nata la geopolitica, cioè sul fatto che il mare rappresentasse la via più veloce per spostarsi. Mackinder sostenne dunque che, grazie ai nuovi trasporti, e al treno in particolare, la zona centroeuropea che coincideva con la Russia diventava il fulcro geopolitico mondiale, il centro della Terra: tutto ciò era possibile perché l’isola Eurasiatica era ed è ricca di risorse e ora quelle risorse erano facilmente trasportabili.
Nella zona dove nacque la Transiberiana (1891-1916), a 12 km da Tabynsk, la città fondata durante il regno dello zar Ivan il Terribile, in un luogo pittoresco, caratterizzato dai primi contrafforti dei monti Urali, in quella che oggi è chiamata la Repubblica della Bashkiria, a sud del kraj di Perm’, avvenne nel 1597, nel nono Venerdì dopo Pasqua, il miracolo dell’icona della Madre di Dio di Tabynsk, la più misteriosa delle trentasei icone della Madre di Dio manifestatesi in Russia. Scomparve e fu più volte ritrovata... sulle “antiche rocce della Permia”. Il ritrovamento è sempre stato accompagnato da eventi miracolosi.
Il luogo della sua scrittura è sconosciuto ma si ritiene che sia il prototipo dell’icona della Madre di Dio di Kazan.
Famose sono le processioni in suo onore, per i molti miracoli compiuti dalla “Protettrice degli Urali”, la più lunga della quale risale al 1908-1910, quando raggiunse i 4267 chilometri! Anno dopo anno, infatti, la processione interessava sempre più città e a malapena si concludeva in un anno solare. L’ultima di esse avvenne nel 1918, quando furono soppresse anche le celebrazioni nel nono Venerdì dopo Pasqua.
Durante la guerra civile (1917-1920), con la benedizione del vescovo di Ufa, l’icona fu spostata in Cina, ad Harbin, dove divenne famosa per i suoi molti miracoli. Nel 1948 fu portata in Australia e successivamente l’archimandrita Filaret, il futuro Primate della Chiesa russa all’estero, trasferì l’icona prima in Italia e poi a San Francisco, dove a Fort Ross c’era la prima comunità russa in California.
Il destino ulteriore di questa icona è sconosciuto, si pensa che sia conservata a Gulja (Yining), nella regione autonoma dello Sinkiang, dove nel 1851 fu firmato il trattato per il libero commercio tra la Dinastia Qing e l’Impero russo. Con questo documento veniva ufficialmente riconosciuta la crescente presenza russa in Asia centrale.
Da allora sono trascorsi un secolo e mezzo e recentemente la Russia è entrata nell’Organizzazione mondiale del commercio.
Attualmente la regione dello Sinkiang occupa una posizione strategica nello scacchiere centro-asiatico, confinando con Russia, Mongolia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Afghanistan, Pakistan e India.
La liberalizzazione del commercio e degli investimenti nell’area centro-asiatica, così come l’integrazione economica regionale e lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto svolgeranno un ruolo significativo nello sviluppo globale e costituiranno un ponte tra l’Unione europea e la regione Asia-Pacifico. La teoria di Mackinder quindi è di estrema attualità, se si pensa al potenziamento in atto della Transiberiana e della Baikal-Amur.
Secondo le previsioni degli esperti, l’attuazione di tali progetti aumenterà il flusso di traffico tra l’Europa e la regione Asia-Pacifico attraverso il territorio della Russia non meno di cinque volte entro il 2020.
Allo stesso modo, vivendo in Cina oltre un miliardo di persone, tra cui anche cristiani ortodossi e discendenti degli albazintsev russi, che arrivarono in Cina alla fine del XVII secolo, la vita della Chiesa ortodossa cinese potrà svilupparsi e dare frutti spirituali abbondanti, in memoria della grande devozione che i cinesi hanno avuto per la Madre di Dio di Tabynsk, che oggi - non a caso - si trova proprio nello scacchiere centro-asiatico, vicino al “Cuore della Terra”. E i Paesi che oggi partecipano alla creazione della zona di libero scambio hanno tutto l’interesse ad essere vicini al “Cuore della Terra.



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