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Agosto '17

Il contributo del Monte Athos in Europa. Convegno del World Public Forum a Salisburgo


Si è svolta a Salisburgo, in Austria, dall’8 al 9 luglio 2011 il convegno sul tema “Il contributo del Monte Athos nella tradizione spirituale ed intellettuale europea”, organizzata dal World Public Forum “Dialogo delle Civiltà”, che riunisce ogni anno personaggi pubblici e statisti, studiosi, personalità religiose e rappresentanti delle arti, dei media di massa e del mondo degli affari provenienti da tutto il mondo.
Hanno partecipato dalla Svizzera l’ex segretario generale del Consiglio d’Europa Walter Schwimmer, la principessa serba Catharina Karageorgievich, il principe George Yurievsky (un discendente della famiglia reale dei Romanov), i rappresentanti degli “Amici del Monte Athos” di Oxford, dell’Istituto di studi cristiani ortodossi di Cambridge, del Centro di Teologia ortodossa orientale di Amsterdam, nonché i rappresentanti di organizzazioni non governative, della Chiesa cattolica e delle chiese anglicane, delle imprese e del mondo accademico, il clero della Chiesa russa, georgiana, greca, e di altre Chiese ortodosse, gli abitanti dei monasteri del Santo Monte Athos. La conferenza è stata aperta dal presidente del World Public Forum VI Yakunin.
Il segretario della Rappresentanza della Chiesa ortodossa russa presso le Istituzioni europee a Bruxelles, il sacerdote Andrea Eliseev ha letto il saluto del presidente del Dipartimento per le relazioni esterne della Chiesa ortodossa russa, il metropolita Hilarion di Volokolamsk.
Nel messaggio si legge in particolare: “La civiltà europea deve la sua esistenza al cristianesimo: i suoi valori di base, il tipo di pensiero, la legge morale, che hanno regnato per secoli, risalgono alla missione evangelica dei discepoli di Gesù Cristo, che ha abbracciato tutti i popoli dell’allora ecumene...”. E ancora: “… la consapevolezza del contributo del Monte Athos nella tradizione spirituale ed intellettuale europea ci porta all’importante compito di conservare per le generazioni future l’unicità del Santo Monte, il carattere multinazionale della confraternita, il suo modo di vivere, la sua ospitalità ai pellegrini e il rigoroso silenzio ascetico”.
Al convegno è intervenuto l’abate del monastero di Vatopedi - uno dei più grandi monasteri del Monte Athos, l’archimandrita Efraim. Egli ha detto in particolare: “L’uomo moderno ha fatto molti progressi nella tecnologia, nell’economia, ma non ha trovato la pace interiore. Si tratta della presenza di Cristo nei nostri cuori. La Santa Montagna è un luogo di pace, di pentimento, di umiltà, di gioia, di uno speciale stato di santità, frutto dello Spirito Santo. Le persone in occidente vedono spesso l’umiltà come un complesso di inferiorità, mentre è l’alfa e l’omega dell’esperienza spirituale”.
“Sulla Santa Montagna - ha aggiunto l’archimandrita Efraim - è possibile trovare monaci veramente umili e ascoltare la Parola, di cui hanno esperienza”.
La cerimonia ufficiale di apertura del convegno, tenutasi presso il Palazzo arcivescovile di Salisburgo, ha visto l’inaugurazione di una mostra fotografica del 19° secolo sul granduca Konstantin Konstantinovich Romanov e sui moderni archivi del monastero di Vatopedi.
Hanno preso parte alla cerimonia il coro della chiesa di Atene “Tropos” e l’ensemble di musica sacra russa “Svetilen”.
Il 9 luglio, presso il tempio della Chiesa ortodossa rumena di Salisburgo, l’archimandrita Efraim ha celebrato la Divina Liturgia secondo lo statuto athonita.
Durante la sessione plenaria, i partecipanti hanno sostenuto all’unanimità la necessità di conservare lo status unico del Monte Athos, hanno parlato della necessità di una completa tutela giuridica del principio di “avaton”, secondo il quale l’accesso alla penisola è consentito ai soli uomini, nonché di preservare questi luoghi da qualsiasi progetto turistico o da interferenza nella vita interna dei monasteri.
L’ex segretario generale del Consiglio d’Europa e presidente del Coordinamento del Comitato Internazionale del “Dialogo delle Civiltà”, Walter Schwimmer ha dichiarato: “La montagna sacra dell’Athos è da ritenersi patrimonio culturale del mondo, ma soprattutto patrimonio spirituale e intellettuale dell’Europa. Pertanto è necessario proteggere questo luogo e coinvolgere le varie forze d’Europa e del mondo intero”.
Il presidente del Movimento dei cristiano-democratici della Slovacchia, l’ex commissario europeo per la ricerca, l’istruzione e la cultura Ján Figel ha detto che “nonostante i mercati comuni, la moneta comune, non siamo stati in grado di evitare la crisi... Il valore del cristianesimo in Europa
è enorme. L’Europa procederà bene se non sarà divisa tra est ed ovest”.
Il direttore della Fondazione di Studi Religiosi Giovanni XXIII, Alberto Melloni (Italia) ha suggerito che l’Athos è il luogo di una nuova generazione di studiosi che lavorano nella società “post-moderna” per preservare le fonti della vita cristiana.
Il Presidente della Fondazione Sant’Andrea SE Scheblygin ha parlato di rafforzare i legami tra la Russia e l’Athos, anche attraverso le sue reliquie, di contribuire a ripristinare gli edifici del monastero di San Panteleimon, di sostenere l’arte e la ricerca storica. “Crediamo - ha detto - che lo sviluppo dei rapporti con l’Athos come centro di vita religiosa, contemplativa e spirituale, costituisca un beneficio per la vita della società russa. Dopo tutto, il cristianesimo ortodosso russo costituì la base spirituale della vita nella vastità del Mar Baltico a ovest e verso l’oceano Pacifico in Estremo Oriente”.
Il ricercatore dell’Istituto di Filosofia dell’Accademia russa delle Scienze SS Horuzhy ha notato nel suo rapporto che il nuovo trend storico di post-secolarismo riporta ad un ritorno verso i valori religiosi e al dialogo tra laici, istituzioni e tradizioni religiose. Pertanto, secondo il docente dell’Accademia russa i filosofi e gli antropologi moderni sono alla ricerca di nuovi modi per comprendere ciò che sta accadendo all’individuo e alla società. E qui l’esicasmo dell’Athos, - ha detto il filosofo - costituisce una fonte inesauribile teorico-esperienziale dell’ “energia divina”, “la cui
conoscenza può contribuire a fornire nuove prospettive e ad aprire alla comprensione della “sinergia”, la partecipazione della natura umana al potere divino”.
Successivamente, i moderatori del forum di discussione - il sacerdote Andrea Eliseev e il rappresentante europeo del fondo “Mondo Russo” Antonio Ilyin - hanno proposto di creare una “comunità della rete a sostegno del Monte Athos, partecipata dai paesi dell’Unione europea e dalle comunità monastiche dell’intero continente”.
Nelle sue osservazioni conclusive, l’abate del monastero di Vatopedi ha invitato la Fondazione Sant’Andrea a collaborare nello studio e nella catalogazione dei manoscritti russi del monastero. Ha anche esortato ad utilizzare i frutti spirituali del Monte Athos, sottolineando che sul Santo Monte ci sono confessori in grado di dare risposte ai problemi più urgenti dell’uomo moderno.



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Archimandrita Efraim del Monastero di Vatopedi
Salisburgo - Conferenza del World Public Forum
Monte Athos - Monastero di Vatopedi
Salisburgo - Il principe George Yurievsky
Agosto '17


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