ELEOUSA magazine
Agosto '17

Nel 70° anniversario del Decr. Istituito il premio «San Marco di Efeso»


Quest’anno ricorre il 70° anniversario della creazione del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca (Decr), di cui è presidente il metropolita Hilarion di Volokolamsk dal 31 marzo 2009, quando il Sacro Sinodo della Chiesa ortodossa russa lo ha nominato vescovo di Volokolamsk e presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne e, in virtù di tale incarico, membro permanente del Sacro Sinodo.
Il 20 aprile 2009 vladyka Hilarion è stato elevato al rango di arcivescovo da Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill e nello stesso anno diviene metropolita e membro del Consiglio Patriarcale per la Cultura.
Sua Eminenza ricopre numerosi incarichi: è membro del Consiglio di fondazione del Fondo «Mondo russo», del Consiglio Supremo della Chiesa ortodossa russa, è presidente della Commissione biblico-teologica sinodale e del gruppo di coordinamento interdipartimentale sull'insegnamento della Teologia nelle università. È responsabile del Centro di coordinamento per lo sviluppo della Teologia della Chiesa ortodossa russa e del Consiglio di Tesi per la Teologia del Ministero dell’Istruzione e della Scienza della Federazione Russa. È rappresentante della Chiesa ortodossa russa nel Consiglio interreligioso della Russia. È dottore di Teologia presso l’Istituto ortodosso Saint-Serge di Parigi. È autore di circa 600 pubblicazioni in russo e in varie lingue occidentali, tra le quali una quarantina di libri di teologia dogmatica, omiletica, spiritualità, patrologia, traduzioni di patristica dal siriaco e dal greco antico. È compositore, autore di musica sacra e sinfonica. È stato vescovo di Kerch e ausiliario della diocesi di Surozh (Regno Unito), in seguito vescovo di Vienna e dell’Austria, incaricato della cura pastorale della diocesi dell’Ungheria e dal luglio 2002 a capo della Rappresentanza della Chiesa ortodossa russa presso le Istituzioni europee a Bruxelles.
In occasione dell’anniversario del Decr, il 19 maggio, alla vigilia della festa dei santi Cirillo e Metodio, evangelizzatori dei popoli slavi, Sua Santità il Patriarca Kirill ha tenuto un servizio di preghiera e di ringraziamento (moleben) nella Cattedrale della Trinità del Monastero stavropigiale di San Daniele a Mosca, nel cui territorio c’è la sede del dipartimento. Nel rivolgersi ai partecipanti al servizio, il Primate della Chiesa ortodossa russa ha detto:

«Vostre Eminenze e Grazie! Cari padri, fratelli e sorelle, ospiti illustri!
Mi congratulo vivamente con tutti Voi per questo evento straordinario che stiamo celebrando: il 70° anniversario del Dipartimento per le relazioni esterne della Chiesa ortodossa russa. Il dipartimento ha cominciato a funzionare anche durante la Grande Guerra Patriottica, senza avere questa denominazione: nel Patriarcato di Mosca, con la benedizione di Sua Santità il Patriarca Sergio (1943-1944), era stato formato un piccolo gruppo di persone, incaricate di interagire con il mondo esterno.
Noi sappiamo che uno degli eventi più importanti di quel tempo fu la visita a Mosca, durante la guerra, della seconda persona per importanza della Chiesa Anglicana - l'arcivescovo di York. Questo è stato un evento senza precedenti, che ha avuto un significato simbolico. Stava ad indicare che non solo i governi e le forze armate degli alleati erano uniti nella comune idea di lottare contro un terribile nemico, ma anche i cristiani di Oriente e Occidente in un periodo pericoloso e difficile.
Nel 1946, già con Sua Santità il Patriarca Alessio I (1945-1970), è stato formato questo Dipartimento, che ha assunto una serie di impegni diversi, tra cui lo sviluppo delle relazioni con le Chiese ortodosse di tutto il mondo.
Esse erano state interrotte durante il periodo post-rivoluzionario. Tra i compiti della nuova divisione c’era anche la cura per le persone ortodosse russe che vivevano nei Paesi all’estero.
A poco a poco il Dipartimento ha cominciato a lavorare in molti altri settori. Lo scopo di questo lavoro, come sempre, è stato quello di rafforzare la posizione della Chiesa nel Paese in condizioni storiche difficili, quando l'ideologia ufficiale dello Stato era l'ateismo e la lotta contro la religione. E il Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne ha stabilito relazioni con le organizzazioni non governative, con le istituzioni governative, è stato incaricato di proteggere il più possibile la Chiesa. In tempi diversi, questo ministero è stato effettuato in vari modi e con vari mezzi, ma l'obiettivo principale era sempre quello di normalizzare la posizione della Chiesa nel Paese, proteggere i figli della Chiesa dai persecutori, mantenere la speranza nel futuro, creare una nuova generazione di vescovi della Chiesa ortodossa russa.
Tutti questi compiti afferirono al Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne e a due eccezionali presidenti - il sempre memorabile metropolita Nikolaj di Krutitsij e Kolomna e il sempre memorabile metropolita Nikodim di Leningrado e Novgorod, esarca Patriarcale dell'Europa occidentale. Su ciascuno di questi presidenti cadde una grande responsabilità, e per questo si trovarono di fronte a grandi difficoltà, che derivavano dalla difficile situazione generale della Chiesa nel Paese.
Non ho conosciuto il vescovo Nikolaj, pertanto non posso giudicare personalmente la sua attività in qualità di presidente, anche se il Signore mi ha permesso, quando era bambino, di incontrare quest’uomo brillante e sentire i suoi sermoni accorati nella Cattedrale della Trinità della Lavra di Alexander Nevsky a San Pietroburgo, in quella che allora era Leningrado. Ma il metropolita Nikodim mi è stato molto vicino, sono stato suo novizio, il suo allievo, conoscevo i suoi pensieri, i suoi sogni, le speranze, e sapevo quanta forza era necessaria per difendere la Chiesa, mentre stava attraversando una difficile prova, la cosiddetta «persecuzione di Khruščëv», e attraverso questa la distruzione della vita ecclesiale della Chiesa.
In particolare, vorrei dare il benvenuto a Voi, metropolita Juvenalij. A suo tempo, Voi avete assunto la responsabilità di dirigere il dipartimento. Mi dispiace che oggi a causa della malattia non c’è il metropolita Filaret, che è stato il vostro successore in questo luogo. Avete assistito a tutto quello che è accaduto allora nella Chiesa, in un Paese al crocevia dei rapporti Chiesa-Stato, senza contare le difficili circostanze che influivano su ogni attività esterna della Chiesa sia all'estero che all'interno del Paese.
Con senso di gratitudine dobbiamo ricordare il nome del defunto metropolita Nikodim. Il semplice fatto che è morto a 48 anni a causa del settimo attacco di cuore, suggerisce quella che era la sua vita. Dall'esterno non era evidente, perché molto di ciò che ha compiuto questo uomo non si riusciva a vedere pubblicamente, e a volte nemmeno da parte del personale del Dipartimento per le relazioni esterne. E solo una ristretta cerchia di persone che conoscevano il vescovo, che hanno condiviso le sue convinzioni, che hanno lavorato con lui, possono testimoniare la grande impresa che ha compiuto.
Uno dei risultati di questa impresa sono quei gerarchi che hanno concelebrato la Divina Liturgia di oggi in questa Chiesa. Vorrei darvi un cordiale benvenuto, cari vescovi. In tempi diversi, siete stati vice presidenti del Dipartimento per le relazioni esterne. E la vostra partecipazione alle attività della divisione è stata in gran parte dovuta alle opere del defunto metropolita Nikodim, sebbene la maggior parte di voi abbia lavorato in un'epoca diversa.
Ogni epoca ha portato con sé nuove sfide, nuove difficoltà, ma anche un pò di gioia. Quando nel 1988 c’è stata la svolta storica e il Governo centrale si rese conto che non era possibile continuare la politica di contenimento e oppressione contro la Chiesa, le principali celebrazioni dedicate al 1000° anniversario del Battesimo della Rus’ hanno avuto luogo qui, nel Monastero di San Daniele. E, naturalmente, il Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne si trova anche qui, la sua attività ha portato quel momento meraviglioso quando la maggior parte di noi ha preso consapevolezza dell'inizio di un nuovo periodo nella storia della Chiesa Russa. Tuttavia, quel periodo non è stato facile. Gli anni Novanta hanno portato un cambiamento delle autorità civili, un cambio di governo, un cambiamento, come si suol dire, dell’orientamento politico ed economico della società. Tutto questo è avvenuto in circostanze difficili, complicate, ha richiesto la concentrazione di tutti i poteri, al fine non solo di mantenere ma di rafforzare la posizione della Chiesa sia al di fuori del Paese che nella nostra Patria, di cogliere l’opportunità di creare un diverso tipo di organizzazioni ecclesiali-governative, di promuovere la creazione di nuove istituzioni sinodali, di iniziare a lavorare in aree della vita della Chiesa, che non potevamo neanche sognare negli anni precedenti.
Il Signore ha voluto che proprio in quel periodo difficile dovessi guidare il Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne. E per esperienza posso dire quanto sia stato difficile da una parte e dall'altra svolgere questa importante responsabilità ecclesiale, osservando il lavoro di tutto il personale della divisione e delle persone che hanno dato il loro aiuto.
Vorrei dare il benvenuto al metropolita Hilarion, che mi ha succeduto come presidente del Decr. Oggi l'agenda non è meno complicata di ieri. Voglio ringraziare Voi, Vladyka, e tutto il personale del Dipartimento per il fatto che con la grazia di Dio saprete adeguatamente rispondere alle nuove sfide, poste dinanzi alla nostra Chiesa. E queste sfide sono terribili, sono globali. E, forse, la più difficile, la più complessa e responsabile è il cambiamento di atteggiamento verso la fede, verso il cristianesimo in molti Paesi d'Europa e d'America. Sappiamo che oggi i cristiani stanno attraversando un momento difficile: sotto l'influenza di opinioni sbagliate, in molti Paesi la Chiesa di Cristo è costretta a stare fuori dallo spazio pubblico. E anche le persone che non appartengono alla Chiesa, ma si dichiarano cristiani, sono in una situazione difficile. Molti di loro, cercando di rimanere a galla, prendono decisioni sotto l'influenza di fattori esterni e pressioni, che dimostrano la comparsa di nuove e pericolose idee nell’ambiente cristiano. E per la nostra Chiesa non è facile, da un lato, cercare di influenzare questo ambiente complesso, dall’altra difendere con tutti i mezzi la fede ortodossa, la Chiesa di Cristo, preservare la purezza della fede e la devozione alla Tradizione della Chiesa.
Possa il Signore aiutare tutti coloro che lavorano in questo campo difficile. Oggi, la nostra Chiesa riceve molto sostegno da parte delle persone e delle organizzazioni pubbliche. Noi abbiamo un dialogo buono e costruttivo con il Governo, che ovviamente contribuisce alla soluzione di molti problemi, compresi quelli all’ordine del giorno del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne.
Ringraziamo il Signore per la mutata situazione sociale e politica del Paese, per l'emergere di nuove opportunità, ma al tempo stesso essa richiede una maggiore responsabilità per i risultati del nostro lavoro. Ecco perché tutte le attività amministrative, politiche, diplomatiche, culturali e altre, apparentemente secolari, svolte per conto della Chiesa, devono essere sempre accompagnate dalla preghiera sincera e dal sostegno dell'episcopato e del popolo dei fedeli.
È così che devono essere effettuate le attività esterne del Patriarcato di Mosca nelle nuove condizioni del XXI secolo. Vorrei salutare cordialmente tutti i partecipanti all’evento straordinario di oggi. Sono lieto di vedere i vescovi, che in tempi diversi hanno ricoperto l’importante incarico di vicepresidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne, il clero, con il quale [anche io personalmente] siamo legati dalle opere nella divisione, e tutti coloro che con le preghiere e la cooperazione con la Chiesa contribuiscono al successo generale e alla grande causa - la trasformazione spirituale del nostro popolo».
In ricordo del 70° anniversario del Decr il Primate della Chiesa ortodossa russa ha presentato al presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne, metropolita Hilarion di Volokolamsk, una Panagia con un’iscrizione commemorativa. Ai vice presidenti, arciprete Nikolaj Balashov e archimandrita Filaret (Bulekov), è stata conferita la croce pettorale con la scritta «In considerazione del lavoro assiduo per il bene della Santa Chiesa e in connessione con il 70° anniversario del Decr».

In ricordo dell'anniversario del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca è stato istituito il premio «San Marco di Efeso». L'alta onorificenza è stata conferita nel corso di una cerimonia che si è svolta presso il complesso alberghiero «Danilovsky» del Monastero stavropigiale di San Daniele a Mosca.
L'incontro è stato presieduto da Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill, dal metropolita Juvenalij di Krutitsy e Kolomna, dal presidente del Decr, metropolita Hilarion di Volokolamsk, dal capo dell’Amministrazione presidenziale della Federazione Russa, Sergej Ivanov, dal primo vicepresidente del Consiglio Federale della Federazione Russa, Nikolaj Fedorov, dal Segretario di Stato, vice ministro degli Esteri russo, Grigorij Karasin, dal capo della commissione della Duma di Stato per gli Enti e le organizzazioni religiose, Yaroslav Nilov.
Alla cerimonia hanno partecipato i vescovi che negli anni passati hanno ricoperto l’incarico di vicepresidente del Decr: i metropoliti Mefodij di Perm e Kungur e Platon di Feodosia e Kerch, il presidente del Consiglio editoriale della Chiesa ortodossa russa, metropolita Kliment di Kaluga e Borovsk, il metropolita Feofan di Kazan’ e Tatarstan, l’arcivescovo Feofan di Berlino e Germania, l’arcivescovo Innokentij di Vilnius e Lituania.
Tra i partecipanti c’erano anche i membri del Consiglio Supremo Ecclesiastico della Chiesa ortodossa russa e il clero che rappresenta il Patriarcato di Mosca presso le organizzazioni internazionali: a Strasburgo - igumeno Filipp (Ryabykh), e a Bruxelles - arciprete Antony Ilyin, così come il presidente del Consiglio editoriale del Patriarcato di Mosca, arciprete Vladimir Silovev, e il capo del Centro scientifico della Chiesa «Enciclopedia ortodossa», Sergej Kravets.
Erano presenti i gerarchi e il clero delle Chiese ortodosse locali: Patriarcato di Alessandria, metropolita Athanasios di Cirene, Patriarcato di Gerusalemme, archimandrita Stephanos (Dispirakis), Patriarcato bulgaro, archimandrita Feoktist (Dimitrov), Chiesa ortodossa delle Terre Ceche e della Slovacchia, archimandrita Serafim (Shemyatovsky), Chiesa ortodossa in America, archimandrita Alexander (Pikhach).
Sono intervenuti il segretario del Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ a Mosca, arciprete Vladimir Divakov, il sacerdote più anziano della Cattedrale di Cristo Salvatore, arciprete Mikhail Ryazantsev, il vicedirettore del Dipartimento amministrativo del Patriarcato di Mosca, archimandrita Sava (Tutunov), il vicepresidente del Dipartimento sinodale per l'istruzione religiosa e la catechesi, igumeno Mitrofan (Shkurin ), il primo vicepresidente del Dipartimento sinodale per i rapporti della Chiesa con la società e i media Aleksandr Ščipkov, il vicepresidente del medesimo Dipartimento Vakhtang Kipshidze.
L'evento ha visto la partecipazione di numerosi ospiti: rappresentanti delle diverse confessioni cristiane e religioni tradizionali russe, ambasciatori di vari Stati esteri.
L’incontro è stato aperto dal discorso di Sua Santità il Patriarca Kirill. Accogliendo con favore il presidente del Decr e tutto il personale della Divisione, Sua Santità ha dichiarato in particolare: «Oggi desidero ricordare con gratitudine tutti i miei predecessori, come presidenti del Decr, con i quali io stesso ho lavorato: il sempre memorabile metropolita Nikodim, vladyka Juvenalij, qui presente, e il metropolita Filaret di Minsk, esarca emerito di tutta la Bielorussia, che per motivi di salute, purtroppo, non è potuto essere con noi. Ognuno di loro in tempi difficili ha guidato l'istituzione della Chiesa ortodossa russa. Un periodo difficile, di svolta politica e sociale, come è accaduto quando sono stato presidente.
Il Dipartimento è attualmente guidato con successo dal metropolita Hilarion di Volokolamsk, che insieme ai suoi collaboratori, persone di diverse età e talenti, serve fedelmente la Chiesa. I dipendenti del Dipartimento si distinguono per conoscenze, competenze, alta qualificazione, esperienza, anche nel lavoro internazionale, dedizione alla Chiesa e volontà a dedicare tutto il loro tempo ed energia per raggiungere i risultati. Apprezzo il lavoro e il costante sostegno che ricevo dalla direzione e dal personale del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne nello svolgimento del ministero patriarcale. Non ci sono viaggi o incontri che riguardano il Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne in cui non abbia ricevuto materiali analitici, richieste di informazioni, documenti qualitativamente preparati da parte del Dipartimento, perché su questo si fonda la responsabilità per la preparazione delle mie visite all'estero, a cui sempre è stato fatto fronte. Spero che sarà così anche in futuro».
Concludendo il suo discorso, Sua Santità Vladyka ha espresso fiducia che nel prossimo periodo della sua storia il Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne possa proseguire il suo importante lavoro, prendendo esempio da San Marco di Efeso, in onore del quale recentemente, con la benedizione di Sua Santità, è stato istituito il premio del Dipartimento.
«Questo grande santo del XV secolo, nel lavoro per l’unità dei cristiani, non rifuggiva di partecipare alle trattative con la Chiesa cattolica, molte opere testimoniano già prima di allora la sua leadership nella fede ortodossa. Quando vide che il dialogo non portava i frutti sperati, con coraggio ha resistito alla maggioranza e non ha firmato il documento di compromesso, successivamente respinto da tutto il Pleroma ortodosso», - ha testimoniato
il Primate della Chiesa ortodossa russa.
Sua Santità il Patriarca Kirill ha augurato al presidente e a tutti i dipendenti del Dipartimento l’aiuto di Dio nel portare la loro difficile e responsabile obbedienza alla Chiesa.
Il capo dell'Amministrazione presidenziale della Federazione Russa, Sergej Ivanov, ha letto il messaggio di congratulazioni del presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, e ha rivolto un saluto agli ospiti presenti. Al termine del suo intervento Sergej Ivanov ha presentato i premi di Stato della Federazione Russa ad un certo numero di alti funzionari del Decr.
Poi ha preso la parola il metropolita Hilarion di Volokolamsk. Vladyka ha ricordato le parole dell'apostolo Paolo, il quale, notando in particolare i vari servizi nella comunità dei credenti, ha scritto che hanno valore e significato quando sono finalizzati a «costruire il Corpo di Cristo» (Ef 4, 12), che è la Chiesa. «Per il Dipartimento è sempre stato importante costruire e mantenere una stretta relazione con l'intero organismo della Chiesa, esso non si limita al suo apparato, - ha constatato vladyka. - Oggi, il Dipartimento per le relazioni esterne sta lavorando su quei compiti proposti dal Consiglio dei Vescovi, dal Sacro Sinodo e da Sua Santità il Patriarca.
È sempre stato così, e così continuerà».
Parlando dell'evento celebrativo, il metropolita Hilarion ha sottolineato in particolare: «Il Decr non ha una propria agenda, diversa da quella di tutta la Chiesa, non è una sorta di “club” all'interno della Chiesa, un club di interessi. Il Dipartimento non ha altri interessi che gli interessi di tutta la Chiesa... E il suo lavoro è determinato dalla natuta comciliare della Chiesa», - ha aggiunto. Quindi il vescovo ha consegnato a Sua Santità il Patriarca Kirill la medaglia di San Marco di Efeso (I grado). Il premio è stato conferito anche al metropolita Juvenalij di Krutitsy e Kolomna, che ha servito come presidente del Dipartimento dal 1972 al 1981. L'alta onorificenza è stata assegnata anche all’esarca patriarcale emerito di tutta la Bielorussia, il metropolita Filaret, e consegnata in una data successiva. Egli è stato presidente del Decr dal 1981 al 1989. In quegli anni, in particolare, c’è stato il lungo periodo di preparazione per la celebrazione del 1000° anniversario del Battesimo della Rus ‘, e il Decr, sotto la guida del vescovo Filaret, ha dato un grande contributo in termini di portata, complessità e importanza al processo organizzativo della celebrazione nel giugno 1988 del grande Giubileo. La celebrazione del 1000° anniversario del Battesimo della Rus’ ha risvegliato la memoria storica dei popoli che abitano l’ex Unione Sovietica, ha acquisito il carattere di evento nazionale e ha dato un forte impulso al ripristino del giusto posto della Chiesa ortodossa russa nella vita della società, alla graduale ripresa delle tradizioni secolari del suo servizio e di testimonianza al popolo di Dio.
Per questo il premio «San Marco di Efeso» vuole ricordare che il santo rappresenta un «Pilastro dell'Ortodossia» insieme al Patriarca Fozio e a san Gregorio Palamas, del quale si fa memoria nella II Domenica della Quaresima.




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Icona di san Marco di Efeso (1392-1444)
Tetradracma di Efeso con ape, sacra alla dea Artemide (390-300 a.C.)
Cerimonia di conferimento del premio «San Marco di Efeso»
Mosca - Cerimonia di conferimento del premio «San Marco di Efeso»
Agosto '17


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