ELEOUSA magazine
Agosto '17

Garanti di un mondo multipolare. I Brics ridefiniscono i rapporti di forza... anche nucleari


Può il mondo uniformarsi ad un unico modello politico, culturale ed antropologico? Possono gli Stati Uniti attribuirsi una funzione egemonica da un punto di vista geostrategico a scapito del Brics, le nuove nazioni emergenti (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica)? Questi cinque Paesi, facendo leva sull'aumento della domanda interna, determineranno la propria crescita che li condurrà ad essere i Paesi economicamente più importanti del pianeta e soppianteranno gli attuali stati del G7 nella direzione del mondo.
Attualmente, il mercato globale di questi cinque Paesi rappresenta il 12,8% del volume totale e la loro quota continua a crescere e crescerà ulteriormente secondo tutte le previsioni, in particolare quelle della Banca mondiale e del Wto, l'organizzazione del commercio mondiale.
L'Eurasia unita, che avrà il compito di respingere l'assalto talassocratico americano, necessariamente dovrà accogliere su di sé un onere ancor più pesante: la salvezza del mondo intero! Non solo le civiltà eurasiatiche sono minacciate dall'imperialismo capitalista, ma tutte le civiltà e culture della Terra. La globalizzazione ha come suoi corollari il conformismo mondiale, la creazione di un solo tipo d'uomo standardizzato, che risponda unicamente ai requisiti richiesti dal sistema capitalista.
Per questo, nel ricordare il 25° anniversario dell'istituzione della Comunità degli Stati indipendenti (Csi), composta da 9 delle 15 repubbliche dell'ex Unione Sovietica, Vladimir Putin ha dichiarato, in un incontro con i leader dei partiti politici al Cremlino, che sarebbe stato possibile evitare il crollo dell'Unione Sovietica, ma il Pcus (Partito Comunista dell'Unione Sovietica, ndr) ha portato avanti idee devastanti per il Paese. «Sapete come la penso sul crollo dell'Unione Sovietica. Non era una decisione inevitabile. Si potevano condurre delle riforme, comprese quelle di natura democratica, ma senza il suo crollo», - ha detto il Presidente. Allo stesso tempo ha osservato che l'Unione Sovietica era guidata dal Partito Comunista: «Non un'altra forza. Promuoveva idee di nazionalismo ed altre ideologie distruttive che sono devastatrici per qualsiasi Stato», - ha sottolineato.

I Paesi membri del Brics rappresentano la metà della popolazione mondiale e un quarto della produzione mondiale. La popolazione è la vera ricchezza di questi Paesi e in una economia capitalistica essa rappresenta la principale determinante della domanda. I Brics includono le economie più grandi e in via di sviluppo, nonostante la recente recessione. Uno dei principali risultati istituzionali dei Brics è la creazione della Nuova Banca di Sviluppo, che va a coprire una lacuna importante: fornirà ai Paesi in via di sviluppo risorse finanziarie difficili da ottenere da altre organizzazioni per una serie di motivi, tra cui le dure condizioni imposte dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale.
A prescindere da questo risultato, nel corso degli ultimi otto anni i Paesi che fanno parte del Brics hanno assunto un ruolo di primo piano nel risolvere una serie di questioni globali: la crisi finanziaria del 2008, così come la crisi alimentare dello stesso anno. Il risultato è stata la dichiarazione sulla sicurezza alimentare adottata nel corso dell'incontro dei ministri dell'Agricoltura a Mosca il 30 marzo 2010, con la quale i capi dei dicasteri hanno dichiarato di «affrontare il problema della produzione alimentare e della fame senza indugio, in maniera globale attraverso un'azione risoluta dei governi e delle agenzie internazionali pertinenti». La Russia è leader mondiale per le forniture di grano sul mercato mondiale, sorpassando il Canada e gli Usa. A febbraio di quest'anno, il ministro dell'Agricoltura Aleksandr Tkachev ha dichiarato che la Russia, nei prossimi dieci anni, sarà in grado di incrementare le esportazioni di grano fino a 50 milioni di tonnellate all'anno. Attualmente, le esportazioni hanno raggiunto la quota record di 25 milioni di tonnellate con un volume del raccolto pari a 62 milioni di tonnellate.
Nel 2010 i Brics hanno proposto la riforma per le quote e la governance nelle organizzazioni internazionali finanziarie come il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) e la Banca Mondiale. È stato un importante passo in avanti per discutere i problemi delle economie in via di sviluppo sulla scena internazionale.
Successivamente i Brics hanno ampliato le loro attività, sbarcando nel continente africano. Lo sviluppo della regione africana e l'ingresso del Sudafrica a fine 2010 all'interno del gruppo sono stati un enorme passo avanti dell'organizzazione. Questi sono solo alcuni esempi delle molteplici decisioni importanti prese e dei successi a livello globale contro l'instabilità.
Secondo il presidente del comitato esecutivo sulle ricerche dei summit dei Brics dell'Università di Toronto, Alissa Wang, intervistata da Sputnik news, «all’origine di molte delle crisi moderne c'è il problema delle disuguaglianze nell'ambito dello sviluppo globale. Per questo motivo i Brics ricoprono un ruolo significativo per risolvere questa sfida. Rappresentando i Paesi in via di sviluppo, danno l'opportunità di esprimersi in campo internazionale a coloro le cui voci sono più importanti da ascoltare.
Può fungere da esempio la Nuova Banca di Sviluppo. Si basa sul principio dell'uguaglianza, distinguendola nettamente dalle altre istituzioni internazionali creditizie come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, controllate di fatto da una sola parte. Tuttavia, a mio parere, vale la pena notare il fatto che la Nuova Banca di Sviluppo dei Brics non mira a sostituire le organizzazioni internazionali esistenti o a sfidarle. Al contrario, si completano tra loro, andando a colmare le loro lacune ed esortandole a riforme strutturali».
Rappresentando i Paesi in via di sviluppo in ambito internazionale e dando loro l'opportunità di partecipare alle decisioni che riguardano il mondo intero, promuovendo l'idea di uguaglianza nella governance mondiale e di democratizzazione del sistema internazionale, «il gruppo dei Brics offre la soluzione perfetta per i problemi più pressanti che affliggono il mondo di oggi», - ha detto Alissa Wang.
Per questo motivo, solo con le forze nucleari i Brics potranno sopravvivere e riusciranno a realizzare il potenziale della loro alleanza geostrategica, che è inesorabilmente destinata ad acquisire un peso decisivo nella ridefinizione dei rapporti di forza che sorreggeranno lo scenario multipolare che si sta delineando.
La Russia potrebbe avere una mega-arma asimmetrica nel 2020-2025. Se si esclude qualsiasi possibilità di una grande guerra contro la Russia, anche in condizioni di assoluta superiorità dell’avversario sui sistemi d’arma tradizionali. Una nuova Guerra Fredda è stata avviata contro la Russia, o meglio, non si è mai fermata. L’Occidente pensa di consolidare le precedenti fasi della Guerra Fredda e ha cominciato a prepararsi per la sua conclusione.

Soluzione asimmetrica

Secondo il presidente dell'Accademia di studi geopolitici, Konstantin Sivkov, membro corrispondente dell'Accademia russa delle Scienze missilistiche e di artiglieria, il compito principale è mantenere elevata la potenza delle forze nucleari. Le forze strategiche (forze dei missili strategici, sottomarini nucleari, bombardieri strategici) comprendono oltre centomila effettivi vulnerabili a una parziale neutralizzazione con metodi da guerra dell’informazione. Il sistema di attacco rapido globale degli Stati Uniti potrebbe in futuro poter neutralizzare tutte o la maggior parte delle forze nucleari russe tramite una combinazione di attacchi di «decapitazione» (ai centri comando delle armi nucleari strategiche) e «disarmo» (direttamente ai vettori nucleari strategici). «Trovare modi asimmetrici di contenimento strategico è fondamentale per il nostro Paese. Questo è ciò di cui il Presidente parlava quando ha detto che non dovremmo impegnarci nella corsa agli armamenti, ma adottare misure asimmetriche». Ovviamente, ciò implica armi completamente nuove basate su idee ben diverse da quelle esistenti.

Requisiti della mega-arma

Sulla base dell’analisi della situazione delle forze di contenimento strategiche, queste nuove armi devono soddisfare determinati requisiti. Prima di tutto, dovrebbero garantire la sconfitta del nemico. Il sistema deve poter colpire il nemico al cento per cento di sicurezza, e la forza d’attacco dovrebbe essere sufficiente ad ottenere il completo contenimento. Inoltre, il sistema dovrebbe poter attaccare impedendone la neutralizzazione con qualsiasi mezzo, non solo da quelle attuali, ma anche dalle armi più sofisticate ancora da sviluppare. La caratteristica più importante è la certezza di utilizzare il sistema quando c’è la volontà della leadership politica del Paese e vi sono le condizioni oggettive che ne richiedono l’utilizzo. Ciò è particolarmente importante se si considera che le posizioni degli elementi pro-occidentali sono ancora abbastanza forti, in particolare nel governo, compresa la direzione militare. Quando si applica massiccia pressione informativa e psicologica, diventa difficile eseguire l’ordine d’impiegare le armi nucleari strategiche. Inoltre, il numero di persone nelle forze nucleari strategiche è troppo alto per essere assolutamente certi che siano impiegati, soprattutto quando la società è divisa. Il requisito sul numero minimo di personale per gestire il sistema asimmetrico di contenimento proviene da tali considerazioni. Il numero deve essere abbastanza piccolo, quindi dalla garanzia assoluta, o più vicina possibile, di fedeltà alla leadership politica del Paese e disponibilità ad eseguire l’ordine d’impiegare il sistema a prescindere dalla situazione nella società e dalle emozioni personali. Ciò significa che il personale del sistema asimmetrico non può superare le diverse migliaia. Confrontando la potenza distruttiva che la scienza contemporanea può erogare concludiamo che non possiamo raggiungere il risultato necessario senza l’uso di forze distruttive secondarie. Le prime che emergono sono gli eventi catastrofici geofisici. Il geo-catastrofico incremento della potenza delle bombe nucleari per diverse volte, potrebbe essere deliberatamente avviato da forze relativamente deboli. Ecco perché l’arma della risposta asimmetrica si basa sull’utilizzo dei principali fattori distruttivi di processi geofisici devastanti. Un altro requisito è l’asimmetria della minaccia. Tale sistema dovrebbe danneggiare chi lo usa incomparabilmente assai meno del nemico. Ciò è possibile valutando le caratteristiche geografiche di Russia e Stati Uniti.

Vulnerabilità degli Usa

Sivkov ha evidenziato che la Russia si trova sul continente eurasiatico, con la parte principale del territorio e della popolazione lontana da oceani e mari. Inoltre, l’altezza media sul livello del mare garantisce praticamente protezione da inondazioni anche in caso di eventi catastrofici con enormi e potenti tsunami (mega tsunami). «Il quadro negli Stati Uniti è diverso. Oltre l’80% della popolazione vive vicino al mare in aree poco sopra il livello del mare. L’industria principale si trova in tali territori. Anche tsunami relativamente deboli di alcuni decine di metri potrebbero avere conseguenze catastrofiche per gli Stati Uniti. L’uragano Kathrin a New-Orleans l’ha dimostrato abbastanza chiaramente. Un’altra caratteristica della Russia è che la maggior parte del suo territorio in Siberia si trova su uno strato di basalto spesso diversi chilometri. Si ritiene che queste piattaforme di basalto si siano formate con l’eruzione di un super-vulcano, circa un quarto di un miliardo di anni fa. Ecco perché degli attacchi, anche i più potenti, non avranno conseguenze geofisiche catastrofiche. Che dire degli Stati Uniti? Ciò che attira la nostra attenzione è il parco nazionale di Yellowstone che si trova nella caldera del supervulcano omonimo. Il supervulcano, secondo i geologi, si avvicina al periodo di attivazione, che avviene ogni 600mila anni. La sua ultima eruzione avvenne molto tempo fa. La potenza del vulcano è diverse volte inferiore a quello siberiano.
Perciò la sua eruzione non estinse la vita sulla terra, ma senza dubbio ebbe conseguenze catastrofiche per il continente americano. I geologi ritengono che il vulcano Yellowstone può esplodere da un momento all’altro. Ci sono chiari segnali dell’attività in aumento. Pertanto, anche una piccola spinta, ad esempio l’esplosione di una bomba da un megaton, basterebbe ad avviarne l’eruzione. Le conseguenze per gli Stati Uniti sarebbero catastrofiche, semplicemente cesserebbero di esistere. L’intero territorio sarà coperto da uno spesso strato di cenere (di diversi metri o anche decine di metri).
La San Andreas è un'altra zona vulnerabile degli Stati Uniti dal punto di vista geografico. È una faglia di 1300 chilometri di lunghezza tra le piattaforme americane pacifica e settentrionale. Si estende lungo le coste della California, sulla terraferma e in parte sott’acqua. Le faglie di San-Gabriel e San Jacinto le sono parallele. Questa è l’area dall’instabilità geofisica che produce terremoti fino a magnitudo 8,5 della scala Richter. L’esplosione di una potente bomba nucleare potrebbe avviare eventi catastrofici creando grandi tsunami che distruggerebbero le infrastrutture sulle coste del Pacifico. Infine, non dimentichiamo le faglie dell’Atlantico e del Pacifico. Parallele alle coste statunitensi orientale e occidentale, potrebbero generare grandi tsunami che causerebbero danni enormi a distanze significative dalla riva».

Gli arsenali nucleari

Pertanto, gli Stati Uniti sono molto vulnerabili dal punto di vista geofisico. Ciò che rimane da fare - secondo Sikvkov - è decidere come avviare processi geofisici su tale scala. Diamo uno sguardo alla storia. Nel 1961, la più grande bomba termonucleare mai prodotta fu fatta esplodere a cinquemila metri sulla punta settentrionale della Nuova Terra (Novaja Zemlja). Secondo le stime la potenza fu di 58 megatoni. Tuttavia, gli esperti occidentali giunsero alla conclusione che non tutta l’energia totale era stata utilizzata, poiché la bomba non sembrava prodotta con Uranio-238, in grado di aumen-tare la potenza dell’esplosione dal 50 per cento al doppio, cioè oltre 100 megatoni. L’ordigno ebbe forma e dimensioni di una bomba di 16 tonnellate sganciata da un Tu-95 Bear. Oggi munizioni della stessa potenza, secondo gli scienziati del Centro nucleare russo di Sarov e l’autorevole scienziato Igor Ostretsov, potrebbero pesare 5-7 tonnellate. Cioè potrebbero essere facilmente collocati su missili pesanti (il carico che può essere trasportato dal Satan è di circa 8 tonnellate). Potrebbero anche essere trasportati da satelliti in orbita. Gli accordi esistenti sulla parità degli arsenali nucleari non impongono limitazioni alla potenza delle singole munizioni, controllandone solo il numero. Tuttavia, la mega-arma non richiede troppe bombe.

Il supervulcano Yellowstone

L’opzione migliore per avviare con certezza processi geofisici catastrofici sarebbe accendere il supervulcano Yellowstone. Anche una singola esplosione sulla superficie di una bomba da 5-7 tonnellate avvierebbe una potente eruzione. Di conseguenza, gli Stati Uniti cesserebbero di esistere, anche se le conseguenze sarebbero catastrofiche per il resto del mondo. La Russia subirebbe meno per distanza dal luogo dell’esplosione, dimensione del territorio e posizione. Inoltre, i danni ai Paesi agli antipodi dagli Usa sarebbero limitati. «Tuttavia, dobbiamo sottolineare che l’esplosione sarebbe un disastro per l’intera civiltà. Ma questa è la ragione dell’esistenza di tale arma. La stessa possibilità del suo utilizzo porrebbe fine a qualsiasi idea di aggressione alla Russia», - sostiene il presidente dell'Accademia di studi geopolitici. Una versione alternativa sarebbe scatenare un gigantesco tsunami. L’idea appartiene ad Andrej Sakharov. La sua idea era far esplodere alcune bombe in punti definiti lungo le faglie di Atlantico e Pacifico (circa 3-4 per ognuna) alla profondità di 1,5-2 chilometri. Questo, secondo i calcoli di Sakharov e altri scienziati, produrrebbe un’onda da 400-500 metri sulle coste degli Stati Uniti. Frantumando e sopprimendo le coste, spazzerebbe via tutto fino a oltre 500 chilometri. Se le esplosioni avvengono presso i punti dei fondali oceanici in cui la crosta terrestre è più sottile, la crosta potrebbe essere distrutta e il magma venire a contatto con l’acqua amplificando l’intensità dell’esplosione. In tal caso, l’altezza dello tsunami supererebbe gli 1,5 km e la zona di distruzione si estenderebbe ad oltre 1500 chilometri dalla riva e sarebbe un’arma molto «pulita», non ci sarebbe l’inverno nucleare e gigantesche nubi di polvere non si formerebbero, e il vapore acqueo cadrebbe sulla terra vicino al punto dell’esplosione, cioè sul territorio degli Stati Uniti, con orribili piogge radioattive. Un tale evento avvierebbe senza dubbio l’attività tettonica in tutta la regione, tra cui molto probabilmente l’eruzione del supervulcano Yellowstone. La controndata spazzerebbe via l’Europa. In altre parole, l’intero blocco Nato sparirebbe, ma questa è la minaccia asimmetrica definitiva, qualche regione della Russia verrebbe distrutta, ma l’intera civiltà occidentale cesserebbe di esistere. Anche la detonazione di una potente bomba presso le faglie di San Andreas, San Gabriel o San Jacinto comporterebbe effetti geofisici devastanti.

Apocalisse semplice

Tali scenari dimostrano che il numero di superbombe necessario per l’arma asimmetrica è piuttosto limitato, circa dieci. Ciò crea condizioni vantaggiose per l’uso, in conformità ai requisiti dell’arma asimmetrica sopraindicata. I vettori delle bombe potrebbero essere vari. Prima di tutto diversi missili balistici pesanti multistadio, lanciati con razzi di sostegno e capaci di superare i sistemi di difesa antimissilistica. Tali missili potrebbero essere collocati sui sottomarini strategici Tajfun (Proekt 941), progettati per ospitare i missili R-39 pesanti 96 tonnellate, e quindi adatti per questi missili.
Un solo sottomarino basterebbe per il contenimento asimmetrico. Le superbombe s’integrano con i missili ipersonici lanciati da piattaforme sottomarine o terrestri. «La comparsa di tale arma escluderà qualsiasi minaccia di grande guerra contro il nostro Paese, anche in condizioni di schiacciante superiorità del nemico nei sistemi d’arma convenzionali», - ha detto in conclusione Konstantin Sivkov.



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 Icona dell'intercessione della Madre di Dio. Novgorod - Russia (1399)
Phiale d'oro, del IV sec. a.C. modellata da lavori toreutici orientali - Kerch (Crimea)
Leader dei Paesi Brics - Temer, Modi ,Jimping, Putin, Zuma
 Missile nucleare russo SS-18 «Satan»
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